Edgar Degas è stato uno dei pittori più importanti della scuola impressionista; rientra, difatti, tra i fondatori del movimento, nonostante amasse definirsi un realista indipendente.
Scheda riassuntiva: Edgar Degas
| Nome completo | Hilaire Germain Edgar Degas |
| Nascita e Morte | Parigi, 19 luglio 1834 – Parigi, 27 settembre 1917 |
| Movimento | Impressionismo (Realismo indipendente) |
| Soggetti principali | Ballerine, teatri, scene di vita parigina, ritratti |
La formazione e i primi viaggi
Edgar Degas nacque a Parigi il 19 luglio 1834 da una ricca famiglia borghese (il padre era un banchiere di origini nobili). Grazie a questo stile di vita agiato, fin da giovane riuscì a coltivare la sua innata vocazione artistica presso l’École des Beaux Arts di Parigi, entrando in contatto con maestri del calibro di Louis Lamothe e Jean Auguste Dominique Ingres.
Le influenze accademiche si intrecciarono ben presto con l’ammirazione per Delacroix. Inizialmente legata alla pittura tradizionale, la sua arte subì un’evoluzione radicale osservando le strade di Parigi: Degas divenne ossessionato dalle scene di vita quotidiana, dai caffè, dai teatri e dal mondo della moda.
Tali elementi si consolidarono dopo numerosi viaggi formativi. Un soggiorno a Roma lo mise a confronto con l’arte italiana, studiando l’antichità, Raffaello, Botticelli e i maestri del Rinascimento. Successivamente si spostò a Napoli (ospite del nonno a Palazzo Pignatelli di Monteleone, dove dipinse Il ritratto di famiglia) e infine a New Orleans con il fratello, realizzando opere come Alessandro e il bucefalo, Le Giovanette di Sparta e Le Sciagure d’Orléans.
L’Impressionismo e uno stile controcorrente
Verso la fine del 1865, Degas si unì al gruppo di artisti che gravitava attorno al Café Guerbois. Capitanati da Édouard Manet e composti da pittori come Monet, Renoir e Cézanne, questi intellettuali volevano abbattere la rigidità accademica dei Salons ufficiali.
È così che nacque il movimento impressionista. Non era caratterizzato da uno stile completamente omogeneo, quanto da un’uniformità di intenti: spezzare le regole ed esprimere a proprio modo la percezione soggettiva della realtà. Tuttavia, Degas si distinse subito dai colleghi. Era un solitario e non amava dipingere en plein air (all’aria aperta). I soggetti dei suoi quadri sono illuminati prevalentemente da luce artificiale (i lumi della ribalta, l’illuminazione a gas dei teatri) e ambientati al chiuso.
Inoltre, mentre gli altri impressionisti bandivano il bianco e il nero considerandoli “non colori”, Degas li utilizzava con decisione. Fu anche uno dei primi a sfruttare la nascente arte della fotografia per studiare la composizione e applicare tagli visivi asimmetrici (i famosi scorci arbitrari), evidenti in opere cupe e profondamente moderne come L’Assenzio.
Il poeta delle ballerine: l’ossessione per il movimento
Le innovazioni tecniche di Degas trovarono la loro massima espressione nelle opere dedicate alla danza, su tutte il celebre ciclo de Le Ballerine. La scelta di questo soggetto fu in parte economica (era un tema molto in voga e richiesto all’epoca), ma soprattutto funzionale alla sua indagine sul movimento.
Degas non ritraeva solo l’esibizione in scena, ma portava alla luce tutto ciò che avviene dietro le quinte: il riscaldamento, le prove estenuanti, l’attesa. Le danzatrici assumono spesso pose goffe, affaticate o spontanee, lontane dalla perfezione artificiosa del palco. In questo modo documentava un mondo fatto di ragazze spesso di origini umili, che cercavano nel balletto un’occasione di riscatto sociale.
Una delle sue modelle predilette fu Marie Geneviève van Gothem, immortalata nella scultura La piccola danzatrice di quattordici anni (oggi esposta alla National Gallery of Art di Washington) e nel capolavoro La lezione di danza (è la fanciulla seduta sul pianoforte intenta a grattarsi la schiena). Pur impiegando anni per completare le sue tele, Degas riusciva sempre a restituire la naturalezza di un’istantanea fotografica.
A causa di una grave malattia agli occhi e di una crescente misantropia, Degas smise di esporre nel 1893. Si spense il 27 settembre 1917, lasciando in eredità una visione artistica irripetibile, che lui stesso sintetizzò con queste parole: «Mi chiamano il poeta delle ballerine; non capiscono che per me la ballerina è un pretesto per rappresentare il movimento».
Immagine di copertina: Wikipedia | Ultimo aggiornamento: 17 Maggio 2026

