Abiti cinesi tradizionali femminili: l’evoluzione del Qipao

Il Qipao è l’abito che solitamente simboleggia l’abbigliamento cinese femminile tradizionale: lo immaginiamo lungo, con spacchi laterali e colletto alla coreana. In realtà, non è sempre stato così, ma riflettendo la storia evolutiva della cultura cinese, ha subito anch’esso un cambiamento. Possiamo dunque considerarlo un abito cinese tradizionale in continua evoluzione.

Evoluzione del Qipao: differenze tra stile antico e moderno

Caratteristica Stile dinastia Qing (1636-1912) Stile Shanghai (Anni ’20)
Vestibilità Largo, dritto e coprente (forme nascoste). Aderente, esalta le curve e la femminilità.
Dettagli estetici Tessuti pesanti, sobrietà. Spacchi laterali, colori sgargianti, ricami e stampe.
Significato sociale Status e pudore tradizionale. Emancipazione femminile e vita mondana (“donne di città”).

1. Le origini leggendarie del Qipao

abito tradizionale cinese: l'evoluzione del Qipao

Il Qipao affonda le sue radici nel periodo della dinastia Qing (1636-1912), durante il quale le donne erano costrette a indossare degli abiti di seta larghi e dritti, che coprivano le loro forme. Denominato anche cheongsam, era la versione femminile del changshan, la tunica indossata dagli uomini in stile manciù.

Secondo la leggenda, nei pressi del lago Jinbo, una giovane donna, considerando questo abito troppo scomodo per la pesca, decise di modificarlo e renderlo più pratico: realizzò un abito con degli spacchi profondi lungo i fianchi e chiuso con una fila di bottoni.
Durante la notte, l’imperatore della Cina sognò il suo defunto padre, il quale gli preannunciò il matrimonio con la giovane pescatrice. Il giorno successivo mandò degli uomini a cercarla e in seguito la sposò. Una volta a corte, la donna continuò a indossare il suo Qipao e in seguito anche le altre donne iniziarono a imitarla, rendendo l’abito di moda in tutta la Cina.

2. La rivoluzione e il cambiamento

Abito tradizionale cinese: l'evoluzione del Qipao
In seguito alla caduta della dinastia Qing, durante gli anni Venti, il Qipao subì un ulteriore cambiamento, diventando simbolo della bellezza e femminilità orientale.
Se inizialmente era caratterizzato dalla comodità, ora la sua particolarità diventano i colori sgargianti, le stampe e i ricami. L’abito che mascherava il corpo adesso ne esalta le figure, stringendosi lungo i fianchi e mettendo in evidenza il seno. È a Shanghai, allora capitale della moda d’Oriente, che diventa il simbolo delle “donne di città” che amano sfilare e celebrare la grazia e l’eleganza evocate dall’iconico abito.

Il Qipao, dunque, non viene celebrato solo per la sua particolare innovazione, ma anche perché simboleggia l’emancipazione femminile e il desiderio di vivere al di fuori delle mura casalinghe e condurre una vita mondana.
Negli anni Cinquanta, il governo maoista impose un’uniforme che segnò la momentanea sparizione del Qipao, considerato troppo borghese.

3. Il cinema e la moda

Dagli anni Sessanta in poi il mondo occidentale fu profondamente affascinato e influenzato dal fascino del Qipao.
Mostrato nei film hollywoodiani, il Qipao diventa il protagonista di molte scene, basti pensare a Maggie Cheung che nel corso del film In The Mood for Love (2000) di Wong Kar-wai ne indossa ben ventuno diversi.

L’incontro con lo stile occidentale ha dato vita a numerose reinterpretazioni del modello originale, modificando le lunghezze, le scollature e i decori, lasciando però inalterati i tratti distintivi dello stile orientale.
Un esempio è l’attrice cinese Gong Li, che in più occasioni ha indossato raffinati e audaci versioni di Qipao.

Ad oggi raramente le donne indossano questo tipo di abito, se non nelle occasioni più importanti, ma è ancora possibile trovare degli artigiani che creano l’abito su misura o anche delle versioni più economiche.

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Articolo aggiornato il: 27/12/2025

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