Breve storia della guerra del Vietnam: cause e conseguenze

La stroia della guerra dal Vietnam

La storia della guerra del Vietnam rappresenta uno dei momenti più drammatici della guerra fredda. La Guerra Fredda fu un’aperta e lunga fase di rivalità tra Stati Uniti e Unione Sovietica che si sviluppò, con la partecipazione degli alleati delle due potenze, a partire dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Secondo alcuni storici, la ‘guerra fredda’ propriamente detta terminò nel 1953, con la morte di Stalin, ma la lunga fase di rivalità tra le due potenze non potette considerarsi del tutto finita prima del crollo definitivo dell’Unione Sovietica nel 1991.

Cronologia essenziale del conflitto in Vietnam

Anno Evento chiave
1954 Conferenza di Ginevra e divisione del Vietnam
1965 Inizio bombardamenti USA (Presidenza Johnson)
1968 Offensiva del Tet da parte dei Vietcong
1973 Armistizio di Parigi e ritiro truppe USA
1975 Caduta di Saigon e riunificazione del paese
Guerra del Vietnam
Winston Churchill, Franklin D. Roosevelt e Josef Stalin alla conferenza di Jalta,1945 (Wikipeder)

L’inizio della guerra e la divisione del paese

Storia della guerra del Vietnam
I soldati americani che combattono in Vietnam (Darz_Mol~)

Gli Stati Uniti erano coinvolti negli avvenimenti del Vietnam già a partire dal 1954, quando la Francia, dopo un conflitto prolungatosi per ben otto anni contro gli indipendentisti vietnamiti, fu costretta ad abbandonare le proprie colonie in Indocina, dove nacquero i nuovi stati di:

I termini del trattato di pace tra la Francia e il Vietnam indipendente vennero discussi alla conferenza di Ginevra, sempre nel 1954: la Francia avrebbe abbandonato il paese, il quale sarebbe stato diviso in due parti lungo il diciassettesimo parallelo fino alle successive elezioni. Tuttavia, Ngo Dinh Diem, presidente del Vietnam del Sud, si rifiutò di concedere le elezioni e il paese rimase diviso. Il Vietnam del Sud si confermò una repubblica capitalista, ma in realtà si trattava di un regime semidittatoriale, capeggiato da Ngo Dinh Diem, che era sostenuto dagli americani. Il Vietnam del Nord rimase una repubblica comunista, capeggiata da Ho Chi Minh. A questo punto nel Vietnam scoppiò la guerra civile: il Vietnam del Nord puntava a riunire il paese sotto il controllo di Ho Chi Minh, e godeva del supporto anche di molti vietnamiti del Sud, che, in quanto buddhisti, si opponevano al regime di Ngo Dinh Diem. Dal 1958 in poi, il Vietnam del Sud iniziò a subire attacchi non soltanto dal Vietnam del Nord, ma anche dai Vietcong, un movimento di guerriglia di ispirazione comunista che fu dal 1960 il braccio armato del Fronte di Liberazione Nazionale. L’intervento americano fu ispirato dalla teoria dell’effetto domino, secondo la quale, quando un paese diventava comunista, molto probabilmente anche i paesi confinanti lo sarebbero diventati. Per questo motivo, secondo la logica dei blocchi contrapposti e secondo la ‘dottrina Truman’ gli Stati Uniti inviarono, all’indomani della conferenza di Ginevra, denaro, risorse e consiglieri militari per aiutare il governo del Vietnam del Sud. Nel 1963 il presidente Ngo Dinh Diem (leader corrotto e poco amato dai contadini), perse il supporto degli americani e fu ucciso durante un colpo di stato. Dopo una serie di colpi di stato militari il paese passò nelle mani di Nguyen Van Thieu, che instaurò un regime non meno corrotto e dittatoriale del precedente, ancora una volta con il supporto degli Stati Uniti.

Il fallimento degli Stati Uniti nella vicenda

Guerra del Vietnam
Un prigioniero Vietcong prima di essere interrogato (Adam_Cuerden)

Il pretesto che permise agli americani di entrare definitivamente ed apertamente in guerra fu un attacco del Vietnam del Nord alla marina degli USA, stanziata presso il golfo di Tonchino. Nel febbraio 1965, sotto la presidenza di Lyndon Johnson, quello americano divenne un vero e proprio intervento bellico: iniziarono i bombardamenti contro il Vietnam del Nord. Nel 1968 i soldati americani in campo erano diventati 500.000, ed i costi bellici avevano raggiunto i 77 miliardi all’anno. Questo incremento progressivo di forze in campo, che gli americani chiamarono “escalation”, si rivelò tuttavia insufficiente contro la resistenza del Vietcong. Ci furono molte ragioni per le quali l’intervento americano fu un fallimento che probabilmente contribuì a portare una buona parte della popolazione del Vietnam del Sud dalla parte del Vietcong: i bombardamenti aerei con materiali come l’agente incendiario napalm avevano conseguenze brutali, che rendevano la popolazione fortemente ostile agli americani. L’uso di defolianti (come il famigerato agente orange a base di diossina) causò una massiccia distruzione del manto vegetale del paese, con gravissimi danni ecologici, all’agricoltura e sulle persone. Gli Americani sbarcavano dagli elicotteri nei villaggi del Vietnam del Sud, in cerca di Vietcong che si mischiavano alla popolazione in modo indistinguibile, quindi, spesso, queste missioni sfociavano in massacri di donne e bambini innocenti. Più in generale, l’esercito degli Stati Uniti era moderno e all’avanguardia, specializzato nella guerra meccanizzata, ma non era adatto ad affrontare una guerriglia partigiana in quanto adottava tattiche poco adatte ai territori in cui si combatteva e poco efficaci contro le tattiche di guerriglia dei Vietcong: la loro conoscenza del territorio, infatti, permetteva loro di evitare lo scontro aperto col nemico, cogliendolo in agguati ed in assalti a sorpresa, per poi sparire di nuovo nella boscaglia. Essi riuscirono così a resistere alle truppe americane pur senza disporre di nessuna aviazione, nessun carro armato, e nessun mezzo di artiglieria. Da un punto di vista logistico, i guerriglieri Vietcong seppero risolvere brillantemente i propri problemi con il Sentiero di Ho Chi Minh: un ingegnoso sistema di spostamenti attraverso sentieri, sia in montagna che nella giungla, talmente ben nascosto da non poter essere danneggiato dai bombardamenti americani. I Vietcong potevano anche contare sul supporto della popolazione rurale, ostile al regime del Vietnam del Sud e agli americani. I Vietcong, infatti, aiutavano i contadini nel lavoro quotidiano, promettendo loro terra e libertà sotto un futuro regime comunista. Per questi motivi, era diventato molto difficile distinguere i Vietcong dalla popolazione rurale.

L’offensiva del Tet e la fine della storia della guerra del Vietnam

Fu infine determinante per il successo dei Vietcong il supporto dell’Unione Sovietica e della Cina: due potenze comuniste non più appartenenti allo stesso blocco, ma tuttavia unite nel fornire supporto ai guerriglieri contro gli Stati Uniti. Nel 1968, i Vietcong e il Vietnam del nord intrapresero l’Offensiva del Tet, attaccando contemporaneamente più di 100 città e basi militari, e catturando tre quarti delle città principali del Vietnam del Sud, tra cui l‘Ambasciata americana di Saigon (ma solo per qualche ora). L’offensiva del Tet provocò gravi perdite al Vietcong, ed il controllo degli obiettivi catturati durò soltanto per poco, tuttavia gli americani iniziavano a capire che le possibilità di vittoria nell’immediato erano piuttosto scarse. Il presidente Johnson smise di bombardare il Vietnam del Nord, ed era talmente poco amato dagli americani che decise di non ripresentarsi alle elezioni del ’68. Negli Stati Uniti la storia della guerra del Vietnam veniva costantemente trasmessa in tv e discussa in radio. Ampi settori dell’opinione pubblica iniziarono a considerare questa come una ‘sporca guerra’, una guerra ingiusta e poco coerente con le tradizioni americane. Il governo del Vietnam del Sud era un regime oppressivo e antidemocratico, e molti americani si rendevano conto che i contadini del Vietnam non avevano nessuna simpatia per l’intervento americano. Si trattava inoltre di una guerra molto costosa, sia in termini di denaro che di vite umane. La guerra suscitò imponenti manifestazioni di protesta, e moltissimi giovani iniziarono ad opporsi alla leva. Il successore di Johnson, Richard Nixon, iniziò a negoziare la pace con il Vietnam del Nord e con i Vietcong (che nel ‘69 si erano organizzati nel governo rivoluzionario provvisorio). Da allora in poi, la presenza americana in Vietnam iniziò a ridursi, e nel 1973 gli Stati Uniti ed il Vietnam del Nord firmarono un armistizio a Parigi. L’appoggio americano al Vietnam del Sud venne ritirato, e gli americani abbandonarono finalmente la ‘sporca guerra’, che però sarebbe finita soltanto due anni dopo. Il 30 aprile del 1975, i Vietcong e le truppe nordvietnamite entrarono a Saigon, e nel 1976 i due paesi si riunirono nella Repubblica Socialista del Vietnam. Finisce così, con la peggiore sconfitta militare mai subita dagli Stati Uniti fino ad allora, la storia della guerra del Vietnam, una delle più importanti della seconda metà del ‘900.

Fonte immagini nel testo e in evidenza: Wikimedia Commons (InSapphoWeTrust)

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