Cava de’ Tirreni: alla scoperta delle tradizioni della Piccola Svizzera

Cava de' Tirreni

Cava de’ Tirreni, denominata “la piccola Svizzera”, è un borgo medievale della provincia di Salerno, situata al centro della Valle Metelliana e non troppo distante dalla splendida Costiera Amalfitana. Caratterizzata soprattutto dai portici che fiancheggiano la strada principale del centro storico, questa cittadina è ben nota agli abitanti delle zone circostanti e suscita spesso le attenzioni dei visitatori, sia per la bellezza del paesaggio che la circonda, sia per l’intrattenimento che ha da offrire. Al di là della particolarità del centro storico, che conserva ancora in parte il suo aspetto medievale, Cava de’ Tirreni attira, infatti, l’interesse dei più giovani a causa del gran numero di locali in cui è possibile mangiare o godersi un aperitivo in compagnia.

Ma la bellezza di questa città non è limitata all’ambito estetico: Cava de’ Tirreni dispone di un notevole patrimonio storico e culturale, nonché di alcune tradizioni folkloristiche di cui i suoi abitanti sono parecchio orgogliosi, che si concentrano in particolar modo nei mesi estivi.

Andiamo, quindi, a vedere insieme quali sono e come nascono le manifestazioni e i festeggiamenti più importanti che intrattengono gli abitanti di Cava de’ Tirreni e i turisti che si ritrovano a visitare questo borgo durante la stagione più calda dell’anno.

La Festa di Montecastello

Una delle più importanti manifestazioni di origine religiosa di Cava de’ Tirreni ha inizio solitamente nella prima metà di giugno, segnando così, per coloro che vivono in questa cittadina, l’apertura della stagione estiva. Si tratta dei festeggiamenti in onore del Santissimo Sacramento, meglio noti come Festa di Montecastello. Questa ricorrenza ha luogo ogni anno a partire dal lontano 1657, anno successivo a quello in cui una terribile pestilenza ha colpito parte della penisola italiana – e, in particolar modo, la zona del viceregno di Napoli. Ed è proprio la peste del 1656 l’evento che ha segnato il sorgere di questa ricorrenza.

Nel mese di ottobre, quando la popolazione era completamente devastata dalla malattia, il parroco Don Angelo Franco, l’unico sopravvissuto della Chiesa della SS. Annunziata, organizzò una processione, che dalla sua parrocchia arrivò fino al Castello di Sant’Adjutore, situato sulla cima di una montagna (Monte Castello, appunto). Recatosi sul terrazzo superiore del Castello e posizionatosi nei quattro punti cardinali, il parroco, accompagnato da alcune donne, invocò la Santa Benedizione per proteggere la valle e i suoi abitanti. E la leggenda narra che fu proprio la benedizione di Don Angelo Franco a far cessare la tragica pandemia: effettivamente, durante l’autunno la peste smise di prorogarsi, smettendo di mietere vittime nel mese di dicembre.

Ogni anno, durante il giovedì dell’ottava del Corpus Domini, i cavesi ripetono quella stessa processione, per mostrare gratitudine per la grazia ricevuta, dando luogo a dei festeggiamenti che durano per tre giorni. Il giovedì mattina, sulla terrazza più alta del castello, viene issata dall’Ente Montecastello la bandiera della Città di Cava, e davanti alla grande croce in ferro viene posizionato il primo palo, da cui costruire una riproduzione del SS. Sacramento. Nel corso di tutta la giornata, i pistonieri che rappresentano gli otto storici casali di Cava de’ Tirreni fanno risuonare i propri archibugi in segno di solennità. Nel corso delle tre giornate di festa si assiste anche alle ricorrenze di genere folkloristico che, negli anni, sono diventate tipiche di questa celebrazione. La sera del giovedì si può assistere alla processione degli appestati, vestiti in abiti d’epoca; il venerdì sera vi è, sul sagrato del Duomo, una breve rappresentazione teatrale degli avvenimenti della peste del 1656. Sempre sul sagrato del Duomo, il sabato avviene la benedizione dei gruppi di pistonieri e sbandieratori, dopo la quale questi si prodigano in una maestosa parata, nei loro abiti colorati, accompagnata dal suono dei tamburi e dagli spari dei pistoni.
Le celebrazioni si concludono la sera del sabato, in cui su Montecastello vi è un eccezionale spettacolo pirotecnico, a cui segue un gioco di fuochi che emula l’incendio al Castello.

La Disfida dei Trombonieri

Cava de' Tirreni

I primi di luglio, nel cuore dell’estate, si tiene la Disfida dei Trombonieri. Questa manifestazione folkloristica vede nuovamente protagonisti gli otto casali di Cava de’ Tirreni, che si sfidano tra di loro con batterie di pistoni (detti anche tromboni) per decretare la squadra che custodirà, fino all’edizione successiva, la leggendaria Pergamena Bianca.

Anche questa festività ha origini storiche che risalgono a qualche secolo fa: l’evento che ha dato vita alla Disfida è la battaglia di Sarno del 1460. Il 7 luglio 1460 il re dei territori napoletani, Ferrante d’Aragona. A causa di una manovra sbagliata, Ferrante fu accerchiato dalle truppe angioine: la leggenda narra che il re fu salvato dall’intervento di un gruppo di 500 fanti della Città di Cava, capitanati da due uomini d’armi: Marino e Giosuè Longo. Il 4 settembre dello stesso anno, l’allora sindaco cavese, Onofrio Scannapieco, fu convocato dal re alla corte di Napoli: Ferrante, in segno di gratitudine, gli donò una pergamena bianca, attraverso la quale l’Università de la Cava avrebbe potuto chiedere al re tutto ciò che desiderasse. I cittadini cavesi decisero di non chiedere nulla, per cui la Pergamena Bianca è conservata, ancora immacolata, negli archivi del Palazzo di Città di Cava de’ Tirreni. Colpito da questa decisione, il 22 settembre il re concesse alla cittadina il titolo di Città fedelissima, e con esso, alcuni privilegi che resero Cava de’ Tirreni sottoposta alle dirette dipendenze della Corona, piuttosto che governata da principi o baroni.

Il docente napoletano Francesco Senatore, in uno dei suoi saggi, ha avanzato sospetti riguardo la veridicità di questa storia, soprattutto a causa della portata del presunto esercito (che pare essere troppo numeroso per un territorio come quello cavese).

Ciò nonostante, nella cittadina di Cava continua a celebrarsi, ogni anno, questo evento unico al mondo. Gli otto gruppi di trombonieri, vestiti in abiti d’epoca, sfilano lungo le strade della città, accompagnati da alcuni degli sbandieratori più esperti del mondo. Ciascun gruppo ha la propria uniforme, con i colori che rappresentano il proprio casale: bianco e nero per il casale Santissimo Sacramento, bianco e giallo per il casale Filangieri, rosso e verde per Borgo Scacciaventi-Croce, bianco e verde per Santa Maria del Rovo, rosso e nero per Monte Castello, bianco e azzurro per Sant’Anna, giallo e verde per Sant’Anna all’Oliveto e giallo e nero per il casale Senatore. Dopo il corteo, i trombonieri raggiungono lo stadio Simonetta Lamberti, il campo di gara in cui, uno alla volta, si cimentano in batterie di sparo con i loro pistoni, di fronte a una giuria di esperti che alla fine decreterà il casale vincitore, che otterrà il titolo di Città Fedelissima e, ovviamente, la Pergamena Bianca, che conserverà fino all’edizione successiva. Ogni cittadino cavese, appassionato di questa manifestazione, sostiene il casale a cui è più legato durante la Disfida, facendo sì che questa generi un certo senso di appartenenza e sia circondata da una tifoseria quasi di tipo calcistico.  

La festa della Madonna dell’Olmo di Cava de’ Tirreni


La festa patronale della Madonna dell’Olmo suscita, in alcuni abitanti di Cava de’ Tirreni, un po’ di malinconia: nel momento in cui il corso principale della cittadina inizia ad essere costellato da numerose “bancarelle” si è consapevoli del fatto che l’estate stia giungendo al termine. I festeggiamenti di questa ricorrenza iniziano, infatti, i primi giorni di settembre, per poi concludersi il 12 dello stesso mese, giorno in cui si celebra il Santissimo Nome di Maria.
I primi giorni di settembre Cava de’ Tirreni attira decine e decine di turisti, grazie alla presenza di numerosi venditori, che propongono sulle proprie bancarelle specialità gastronomiche, utensili per la casa e materiale scolastico a prezzi vantaggiosi e oggettistica particolare. Vi sono, inoltre, concerti organizzati dal Comune e uno spazio dedicato alle giostre, meta prediletta dai più giovani: uno scenario chiassoso e colorato, che all’apparenza non sembra affatto riconducibile ad una ricorrenza di origini religiose.

Eppure lo scopo principale di questa festività è quella di rendere omaggio alla Madonna dell’Olmo, la Santa Patrona della città di Cava.

La venerazione di questa figura ha origine da una leggenda risalente all’XI secolo d.C. La storia narra che un gruppo di pastori, intento a sorvegliare il proprio gregge, fu attratto da un insolito bagliore proveniente da un luogo lì vicino. L’avvenimento, che si ripeté per svariate notti, spaventò i pastori, finché non decisero di avvicinarsi al luogo da cui il bagliore sembrava provenire. Ma man mano che si avvicinavano a quella misteriosa luce, quella si affievoliva, fino a spegnersi del tutto: i pastori decisero di riferire la vicenda all’abate, che decise di organizzare una processione per recarsi personalmente sul luogo. Lì, tra i rami di un grande olmo, era adagiata un’immagine di Maria. L’abate, sorpreso dalla cosa, decise di portare l’immagine nella chiesa di San Cesareo, considerata un luogo più idoneo ad accogliere una figura sacra. Il giorno successivo, però, l’immagine era scomparsa dalla chiesa, per poi riapparire nel luogo in cui era stata precedentemente trovata: questo miracolo fu interpretato come un desiderio, da parte della Madonna, che proprio in quel luogo venisse costruita una chiesa. E così è stato; e, sebbene le festose bancarelle sembrino non avere nulla a che fare con la Madonna dell’Olmo, esse terminano proprio di fronte a questa chiesa, quasi a voler accompagnare chi si ritrova a passeggiare per le strade di Cava de’ Tirreni in quel periodo al suo interno, dove l’8 settembre (giorno esatto della Festa Patronale) si tiene la solenne messa per la Natività della Madonna.

In definitiva, vale assolutamente la pena fare un giro nella città di Cava de’ Tirreni durante i mesi estivi, sia per ammirare il suggestivo ambiente e il caratteristico borgo della “Piccola Svizzera”, sia per godere del divertimento offerto dall’aspetto folkloristico delle sue numerose festività.

Immagine in evidenza di Tommaso Tarullo 
Fonti immagini nel testo:  porticando.eu; Wikipedia

A proposito di Paola Cannatà

Studentessa magistrale presso l'Università degli studi di Napoli "L'Orientale". Le mie più grandi passioni sono i peluche e i film d'animazione Disney, ma adoro anche cinema, serie TV e anime (soprattutto di genere sci-fi), i videogiochi e il buon cibo.

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