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Eroica Fenice

Centro Spazio Teatro: un luogo senza tempo

Centro Spazio Teatro. Per gli appassionati del genere non dovrebbe essere un luogo qualsiasi. È il luogo dove mosse i primi passi Massimo Troisi, e la sua compagnia, dilettandosi in rappresentazioni brillanti e divertenti, nonostante ci fossero scene molto povere o quasi inesistenti. Un sottoscala. Ma non uno qualsiasi. Lì si respira aria di teatro, quello di una periferia sempre in fermento, attiva sul territorio per garantire il meglio e che riserva la giusta attenzione per la tradizione e l’innovazione.

Le luci si spengono. Il silenzio regna e si aspettano con curiosità i tre corti teatrali sull’amore. Non vi aspettate romanticismo e sentimentalismo, ma solo e semplice realismo.  Squarci di vita nel teatro.

“Gatta e spada” di Claudio Buono suggerisce una condizione che sarà probabilmente sempre più usuale: l’uomo casalingo e la donna lavoratrice. L’equilibrio familiare resta invariato; semplicemente, questa volta è a parti invertite: la giovane donna in carriera “porta i soldi a casa” e segue la sua smania di possedere una spada, un oggetto inutile quanto indispensabile. Un topos che si avvicina pericolosamente all’immagine tradizionale di un uomo sempre assente alle necessità della famiglia e più interessato alle proprie passioni. Una donna che non è riuscita ad alterare i luoghi comuni ma solo a farsene portavoce. Nulla cambia. I soggetti invertono il proprio ruolo.

“Il debito” di Maurizio Capuano, seppur in un lasso temporale un po’ troppo “corto”, che va a discapito della rappresentazione, risulta essere un simpatico quadretto delle infinite possibilità che l’amore può percorrere. Il sentimento volteggia per strade inesplorate e diventa un monìto per tutti: proprio quando ci sembrerà che il cuore si sia chiuso nel dolore atrofizzandosi, sarà quello il momento in cui l’amore riaccenderà la scintilla di una speranza inaspettata. Un amore da telenovelas.

“Tre magnifici scapoli” di Claudio Buono attinge a piene mani, e per la trama e per le scene, dai romanzi di Louisa May Alcott e dagli affreschi descritti da Jane Austen. Tre giovani donne inglesi, in età da marito, accolgono nella loro tenuta gli aspiranti pretendenti. La perfezione di uno di questi fa saltare la possibilità di continuare la frequentazione. Il tutto sostenuto dalla convinzione che l’amore non può essere perfetto. Le tre donne proseguiranno a  cercare in modo spasmodico un possibile difetto, fino a mandar via i tre uomini: sarebbe impossibile trovare tre amori perfetti. 

Tre affreschi di tre possibili situazioni che ognuno di noi può trovarsi a vivere: il gioco di forza in una coppia ormai stabilizzata, la passione scatenata quando ormai ti sembra di aver perso tutto e, infine, la consapevolezza, o meglio, la convinzione, che l’amore non può mai essere perfetto. Una convinzione a dir poco limitante.

Una caratteristica curiosa che unisce i tre corti teatrali è la presenza costante del ballo. Il ballo come unione, contrapposizione, linguaggio non verbale, eros e coesione sociale. Tuttavia, la scelta del corto teatrale è andata a discapito di una profonda introspezione dei personaggi, danneggiando alcuni dialoghi che, in certi punti, sono sembrati  troppo artificiosi e, in alcuni momenti, fittizi. Ma l’ idea resta comunque originale.

L’esigenza che si ha uscendo dal Centro Spazio Teatro è sicuramente quella del confronto con l’altro. Ed ecco che il lavoro del teatro continua, così come dovrebbe essere sempre,  al di fuori, ponendo tra amici e amanti interrogativi e discussioni sull’amore e sui suoi rapporti.

Un Centro Spazio Teatro sicuramente da consigliare per l’interessante proposta delle sue rappresentazioni e per vivere il proprio territorio in modo positivo.

-Centro Spazio Teatro-

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