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Eroica Fenice

David Bowie, l’uomo delle stelle

Un altro anno si apre con l’ennesima notizia funesta, l’ennesima dipartita di un artista illustre. Dopo una battaglia contro il cancro durata 18 mesi, David Robert Jones, in arte David Bowie, si è spento il 10 gennaio, due giorni dopo il suo sessantanovesimo compleanno. Ad annunciarlo la famiglia sul suo profilo Twitter. “There’s a starman waiting in the sky, he’d like to come and meet us but he thinks he’d blow our minds”, cantava così nel 1972 David, nella sua celebre canzone Starman.

David Bowie, l’eroe delle stelle

Oggi ci piacerebbe pensare che sia lui quell’uomo delle stelle, quell’extraterrestre capace di librarsi nell’immensità dell’etere cosmico, proprio come amava fare il suo personaggio Ziggy Stardust. Quella di David Bowie è una carriera che non si può riassumere in poche righe e forse neanche in un libro. È stato un cantautore, un polistrumentista, un compositore, un attore, un divo, un modello. Vanta 52 album pubblicati, numerose apparizioni cinematografiche, decine di collaborazioni con i più grandi esponenti della storia della musica come Lou Reed, Mick Jagger, i Queen. Una carriera artistica nella quale non vi è possibile scorgere spinte e direzioni univoche. In cinquant’anni, David ha attinto dai più svariati background musicali, sintetizzando diversissime tendenze, dal folk all’elettronica, dal glam al soul, dall’hard rock al funk. Una vera e propria fonte di ispirazione, idolo indiscusso per tantissime generazioni attraverso i suoi più disparati personaggi : Ziggy Stardust, Halloween Jack, Nathan Adler e The Thin White Duke( il Duca Bianco). Tutti eterogenei ma tutti accomunati da un’incredibile energia vitale, un’inesauribile frenesia di rinnovamento.

David Bowie tra edonismo e musica

La stessa incredibile forza vitale, edonista e narcisista che lo portò innumerevoli volte a destare scandalo come quando si dimostrò affascinato al carattere mistico e esoterico della dottrina nazista, oppure quando negli anni ’70 dichiarò, sulla rivista del Melody Maker, in modo molto ambiguo e malizioso, di essere bisessuale. Come dirà lui stesso:«La mia natura sessuale è irrilevante. Sono un attore, recito una parte, frammenti di me stesso». In fondo, che importanza può davvero avere la sessualità di qualcuno per noi altri? Le dichiarazioni, smentite anni dopo, lo eressero comunque a simbolo del movimento gay britannico. David non era un artista, era un Artista, di quelli con la A maiuscola ma forse non era nemmeno questo, Davide era un extra-terrestre, un uomo delle stelle.
Per rendere davvero onore a una personalità brillante come la sua, sarebbe giusto non sprecare tante parole in ampollosi e complessi congedi, ma prendere esempio e imparare dalla vitalità e originalità che sempre hanno contraddistinto magnificamente quest’uomo perché, in fondo, tutti possiamo essere eroi. Anche solo per un giorno.