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Eroica Fenice

Defixiones: incantesimi dall’antica Grecia

defixionesNel 2003, in Grecia, in un cimitero di epoca classica ubicato in prossimità delle “Lunghe Mura”, a nord-est del Porto del Pireo, nella zona corrispondente all’antico demo di Xypete, furono ritrovate, in una sepoltura femminile, 5 tavolette di piombo. Quattro di esse presentano incisioni testuali in virtù delle quali sono definibili come defixiones (e sono, peraltro, accomunate da formule e strutture narrative parallele), la quinta invece non presenta alcuna incisione (sebbene la sua potenziale funzione doveva essere la medesima).

Le defixiones: tra incantesimi e formule magiche

Tali tavolette, grazie alla loro funzione, prendono il nome di defixiones. Una defixio non è altro che una forma di incantesimo – il cui utilizzo è ben attestato già presso gli Etruschi, oltre che presso i Greci – connesso alla confittura di un chiodo, col quale si vorrebbero immobilizzare demoni, malattie o, più semplicemente, persone ritenute
colpevoli o odiate. L’azione doveva essere accompagnata da una formula magica ad hoc e gli antichi ritenevano che essa sarebbe risultata più efficace se fosse stata incisa su una tavoletta di piombo, da depositare o presso il temenos (recinto sacro di una divinità) o con la sepoltura di un defunto. Tali formule magiche “epigrafiche” possono prende (oltre al già citato nome di defixiones) devotiones o exsecrationes, per il fatto che, in genere, si configurano come maledizioni, espresse nella forma di una dedica o consacrazione alle divinità infere.

I recenti studi di Jessica Lamont

Le tavolette ritrovate nel 2003 sono attualmente conservate nel Museo del Pireo; ma sono state studiate solo di recente da Jessica Lamont, che ha
dedicato ad una di esse un dettagliato studio, disponibile (e scaricabile) anche sul social accademico Academia.eu. Tali
tavolette, sulla scorta di elementi archeologici ed ortografici, sono databili al IV secolo a.C.
, in un’epoca in cui l’intera regione era animata da intense attività commerciali. Esse sono state rinvenute in una sepoltura femminile, ma la defunta sembrerebbe non essere affatto legata alle vicende lì narrate.

Dalle tavolette è possibile ricavare il riferimento ad una diatriba tra un anonimo committente e due tavernieri, Demetrios (un uomo) e Phanagora (una donna). Il testo studiato dalla Lamont è davvero peculiare, infatti presenta anche un interessante riferimento intertestuale, ovvero un esametro omerico, inserito nel testo della defixio. Nella tavoletta vengono invocati Ecate, Artemide ed Hermes, in qualità di divinità ctonie

Defixiones: incantesimi dall'antica Grecia“Ecate, Artemis, Hermes: gettate il vostro odio su Fanagora e Demetrios, e sulla loro taverna e sulle loro proprietà e possedimenti. Legherò il mio nemico Demetrio e Fanagora, nel sangue e nella cenere, con tutti i morti. Nemmeno il prossimo ciclo di quattro anni vi libererà. Ti legherò in un tal modo, Demetrio, il più duramente possibile, e colpirò la tua lingua con un kynetos.”

In particolare, la parola kynetos (equivalente a “orecchio di cane”) costituiva una metafora, con la quale si indicava il più basso tiro dei dadi. Pertanto, colpire la lingua di Demetrios con un kynetos equivaleva ad augurargli un’immensa sfortuna, sia personale, sia legata alla sua attività di taverniere.

La Grecia antica non smette, dunque, di far parlare di sé.

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