Diego e io. Tra pittura e musica

Frida Kahlo e Diego Rivera

Diego Rivera è molto famoso, ma tutti noi conosciamo. Frida Khalo, questo è assodato: ne avremo sentito parlare da qualcuno, avremo forse visto qualche suo dipinto; sicuramente, sapremo riconoscere il suo volto inconfondibile, le sue caratteristiche senza precedenti.  

Saranno state queste, le particolarità di cui si è innamorato Diego Rivera? Pittore anch’egli, muralista per la precisione, nonchè suo amante, marito, ispiratore e fonte di irrimediabile dolore. Ce lo spiega con parole decise il cantautore Brunori Sas in “Diego ed io”, canzone che prende il nome dal dipinto di Frida Khalo con soggetto se stessa e Diego Rivera. Con grande profondità, egli ci immerge nella ferita di lei, aperta ed insanabile. In un rapporto difficile ma intenso, che ha a che fare con un perpetuo allontanamento dalla morte ed un inesorabile attaccamento ad essa, attraverso l’amore. 

Ma cosa è successo a questi due grandi artisti? Frida Kahlo e Diego Rivera? Dove affonda le radici questa loro libertà e costrizione? 

Se avete voglia di gossip, purtroppo, devo dirvi che non vi trovate nel posto giusto, perché qui si parlerà di come questi duellanti hanno fatto dell’amore un principio e dell’arte un’arma.  

“Due incidenti ho avuto nella vita, uno sei tu 

Nonostante questo io ti amo” 

Così inizia la canzone, e forse, non ci sarebbe modo migliore per rappresentare l’estremo dilemma della pittrice per il suo compagno Diego Rivera. L’intento è quello di paragonare i due incidenti come devastanti ma imprescindibili fattori che hanno indotto Frida a dedicarsi alla pittura.

Il motivo del primo è facilmente intuibile, perchè a causa di uno scontro stradale, lei si è trovata costretta a riposarsi a letto per un lungo periodo. Ciò le ha permesso di ritrovarsi a faccia a faccia con se stessa e di tirare magistralmente fuori, con i colori, tutto ciò che il suo corpo conteneva.

Il secondo è l’incontro con Diego Rivera che è stato allo stesso modo distruttivo e fiorente, in quanto non abbia fatto altro che sentirsi artisticamente ispirata da quell’uomo.  

“Siamo il mostro e la bambina

 Il trionfo e la rovina, noi” 

Questa grande antitesi è la forza e la debolezza di questa relazione. La libertà e la costrizione, come abbiamo già detto, l’arte ed il dolore, la morte e l’amore. I due, Diego Rivera e Frida Kahlo, avevano inoltre una non piccola differenza di età che ha garantito ancora una volta un’inadeguatezza e una fusione. È la natura di opposti a permettere loro di fornire benzina alla fiamma che arde in noi (come diceva Munch ne “Frammenti dell’arte”)   

“Ma va’, dove ti pare 

Tanto prima o poi 

Lo so che tornerai a bussare 

Sì, che questo è amore” 

Un amore travagliato che si è distrutto e ritrovato. Il dipinto ne è l’emblema. Le sue lacrime, i capelli che le stringono il collo: una parte di lei, causa di un’asfissia, di una mancata autonomia di sentimento. Forse, quella caratteristica di lei che era stata tanto amata. Diego Rivera che prende il posto del suo terzo occhio, della sua spiritualità, del suo estro. È la sua presenza a soffocarne l’utilizzo o piuttosto a provocarne la più impetuosa esplosione creativa?

Fonte dell’immagine per “Diego e io, Tra pittura e musica”: https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Mostra_di_Frida_Kahlo_al_Mudec_di_Milano_3_maggio_2018_%2818%29.jpg 

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