Seguici e condividi:

Eroica Fenice

Divina Commedia: dal prossimo 21 febbraio in Televisione

Divina Commedia: dal prossimo 21 febbraio in onda su Rai 5

La Divina Commedia, o semplicemente Comedia, è l’opera più nota ed apprezzata di Dante Alighieri; è di qualche giorno fa la notizia che dal prossimo 21 febbraio il capolavoro della letteratura italiana approderà in tv narrato da una donna.

La grandezza del Sommo Poeta, Dante Alighieri, non smette mai di sorprendere e affascinare, e nonostante siano trascorsi ben settecento anni dalla sua morte, una delle opere principali, la Divina Commedia, debutterà per la prima volta in televisione. 

Sette secoli ci separano dall’opera cardine del lavoro intellettuale e poetico di Dante: tempo di bellezza, storia, religione, conflitti. Non sono poi tanti, e sembreranno ancor meno, lasciandosi trasportare dalla liricità di quei versi, ascoltandoli attentamente, con amore.

La Divina Commedia: le suggestioni della famosa opera in tv

Un evento unico proposto da Rai 5, in onda dal 21 febbraio. Interprete dei versi della Commedia, Lucilla Giagnoni, che darà voce e volto ai suggestivi versi della celebre opera, portando Dante oltre la soglia del teatro.

Dagli abissi dell’Inferno alla faticosa salita del Purgatorio fino alla sinfonia del Paradiso, nella Commedia, dunque, tutto, “converge verso la Vergine Madre, figura umanissima, che non parla, ma mostra che c’è un altro modo per stare al mondo che non sia il dominio o il possesso. Ma piuttosto unire gli opposti, dare armonia ai contrari. È un messaggio ancora attualissimo”, ha dichiarato l’attrice interprete dell’opera, Lucilla Giagnoni.

Ma che cos’è  la Divina Commedia? Bene, secondo molti studiosi, essa può essere considerata il Medioevo realizzato come arte.
Leggendo Dante Alighieri e nello specifico la Divina Commedia, si ha la sensazione che le parole dei vari componimenti diventino quasi un’emissione musicale.

Un docile fluire di sensazioni e suggestioni che ancora oggi allietano l’animo.
In quest’opera, capolavoro letterario italiano, si può distinguere strutturalmente il mondo intenzionale da quello definito effettivo, ossia ciò che il Poeta ha fortemente desiderato e ciò che ha realizzato. La realtà diventa una figura attraverso la quale si modella la poetica dell’autore, prende forma, per così dire.

Un capolavoro senza tempo che continua ad affascinare

Dante Alighieri iniziò la composizione della Commedia durante l’esilio, si presume intorno al 1307.
Il titolo originale è Commedia, o meglio Comedìa, secondo quanto definito dallo stesso Poeta; l’aggettivo Divina fu aggiunto dal Boccaccio nel Trattatello in laude di Dante.
Si tratta di un Poema allegorico, un viaggio nell’aldilà, nei regni ultraterreni, dove il Sommo Poeta incontrerà prima Virgilio ed infine Beatrice.

La Commedia è divisa in 3 Cantiche (Inferno, Purgatorio, Paradiso), ognuna delle quali si suddivide a sua volta in canti: il numero è di 34 canti per l’Inferno (il primo è di introduzione generale al poema), 33 per Purgatorio e Paradiso, quindi 100 in totale.

Un grande progetto quello realizzato dallo scrittore toscano, che oggi rivive grazie a diverse puntate trasmesse in televisione, su Rai 5 in seconda serata, dal 21 febbraio.
Tre canti al giorno, della durata di circa trenta minuti, intratterranno i telespettatori, fino al 25 marzo, quando ebbe inizio il viaggio dantesco.
L’opera dantesca costituisce un vero e proprio linguaggio d’innovazione, soprattutto per Colui, Dante, che è considerato il Padre della lingua italiana.

Attraverso la lettura de la Divina Commedia si potrà rispolverare quell’apporto linguistico, semantico e sintattico, che comprende anche la bellezza propria della Scuola Siciliana, di Guittone, Guinizelli e Cavalcanti. Una scrittura ed un linguaggio sacro, non solo in senso prettamente religioso (sappiamo quanto fosse forte e pressante l’aspetto religioso durante il Medioevo) ma inteso come qualcosa che riesce a stratificarsi e toccare vari livelli. Ad esempio, leggendo alcuni versi de Il Purgatorio, (VII 17) si potrà comprendere quanto, secondo Dante Alighieri, la lingua definita “nostra”, ossia l’italiano, potesse essere veicolo di cultura entro orizzonti sempre più grandi e stratificati, diversi tra loro.

La Divina Commedia è storia che non appartiene al passato, anzi. La sua bellezza, il suo “unicum narrativo” diventano sempre più tangibili nella società odierna, sia come formula di studio prettamente scolastico, sia come viaggio che metaforicamente spinge ad oltrepassare la materialità che contraddistingue, spesso, troppi comportamenti e azioni.

La ripresa video della lettura sarà affidata a Bianca Pizzimenti, le musiche sono firmate da Antonio Paolo Pizzimenti. 

Appuntamenti da non perdere, che permetteranno di apprezzare ulteriormente la bellezza di un’opera senza tempo.
Dante Alighieri rivivrà attraverso una voce femminile; egli che fu, protagonista e narratore del viaggio ultraterreno. Un progetto che – con il supporto del Teatro Faraggiana di Novara, di cui Lucilla Giagnoni è direttrice artistica, e del Comune di Novara – ha preso vita nel periodo del primo lockdown, durante il quale l’attrice e narratrice ha scandito i giorni, dal palcoscenico di quello stesso teatro, con le letture della Divina Commedia.

Alla base di tutto: l’amore, di cui Dante Alighieri si fa in un certo senso portavoce; attraverso il viaggio ultraterreno riesce ad “immergere” i protagonisti dell’opera (realmente esistiti) tra questioni politiche, storiche, metafore, similitudini ed un’accurata retorica.

Immagine in evidenza: https://pixabay.com/it/photos/statua-di-dante-alighieri-monumento-5535369/

Print Friendly, PDF & Email

Commenta