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Eroica Fenice

Il complesso di San Domenico a San Gimignano e il suo sogno di riqualificazione

Il complesso di San Domenico a San Gimignano e il suo sogno di riqualificazione

San Domenico, suggestivo convento del Quattordicesimo secolo e luogo di detenzione fino all’anno 1993, è un caratteristico complesso ubicato in Toscana, precisamente a San Gimignano, proclamato Patrimonio dell’Unesco nel 1990. La sua fama scaturisce soprattutto dal fatto che il complesso è stato polo delle vicende storiche e politiche legate a San Gimignano.

La storia di San Domenico

È facile, quasi inevitabile, smarrirsi nel fascino di un complesso architettonico traboccante di storia come questo. Il rilievo dove si articola la costruzione iniziò a essere frequentato nell’età etrusca. Durante l’età romana, invece, il luogo sprofondò della desolazione. Nel corso del Cinquecento alcuni frati domenicani, spianando una collinetta nel proprio orto, riportarono alla luce una sepoltura costituita da cinque camere contenenti reperti e situata attorno al colle di San Gimignano, frequentato tra l’età arcaica e quella ellenica. Dall’Alto Medioevo fino all’età comunale San Gimignano fu sede vescovile.

Nel 1208 i possedimenti vescovili divennero proprietà degli esponenti di una potente famiglia che si faceva chiamare De Turri o Della Torre. Malgrado le obiezioni dell’istituto comunicale che si era affermato in quegli anni, nel 1211 la famiglia entrò in possesso dell’intera proprietà che conservò fino al 1348, anno in cui fu venduta a Firenze.

Nel 1353 fu siglata la definitiva sottomissione di San Gimignano a Firenze. Più tardi si procedette all’edificazione di un convento e di una nuova chiesa. Entro il 1380 l’ala orientale del complesso era stata ultimata, nella sua strutturazione a due livelli: la sagrestia, la sala capitolare, il refettorio, la cucina e un l’ospizio si stagliavano a piano terra; il dormitorio dei frati invece era situato al livello superiore.

Donazioni e testamenti risultarono numerosi per tutto il Quattrocento. Vari lavori furono eseguiti soprattutto per merito delle sovvenzioni comunicali e dei contribuiti di singoli individui o famiglie. Verso la metà del Quattrocento la struttura si ampliò e si proseguì alla fondazione del chiostro. I lavori per le ali settentrionali e occidentali del convento si conclusero invece tra il 1480 e il 1511.a libreria. Un muro venne innalzato per circoscrivere la piazza che sorge dinanzi al fronte principale della chiesa e fu portato a termine il progetto di una libreria. Le intemperie furono causa del crollo di una porzione di torre campanaria della chiesa nel 1527.

Tanto gli edifici quanto le ornamentazioni di San Domenico nel corso dei secoli furono oggetto di lavori di manutenzione. Tuttavia nel 1787 come conseguenza del diminuito numero dei frati si decise di proporre la soppressione del convento.

Il nostro excursus sulle origini di San Domenico si addentra fin nell’era napoleonica: dopo la caduta di Napoleone, negli anni del ritorno in patria di Ferdinando III di Lorena, San Domenico fu destinata all’oblio e, abbandonata, conobbe gli albori della propria progressione erosione. Venduto nei primi decenni dell’Ottocento a un certo Antonio Turbiglio, che aveva progettato di trasformare il complesso di San Domenico in una fabbrica di specchi, esso fu reinserito nel demanio granducale per l’emergere di problematiche economiche. Inutilizzato per gran parte dell’Ottocento, dal 1833 al 1922 San Domenico fu convertito in carcere.

Complesso San Domenico a San Gimignano: un sogno di riqualificazione

Il Consiglio Comunale e la Regione Toscana hanno promosso un progetto di rivalorizzazione di San Domenico, proprio con l’obiettivo di rimediare al suo evidente stato di abbandono e degradazione.

Il complesso di San Domenico, la “città delle cento torri, ospiterà per un terzo una struttura ricettiva, mentre per i due terzi sale espositive e iniziative culturali. Di grande appetibilità saranno i percorsi di valorizzazione e le attività tese alla promozione delle bellezze paesaggistiche e dei prodotti alimentari tipicamente toscani.
Questo sogno di riqualificazione sarà reso fruibile grazie alla prima attuazione di federalismo demaniale culturale sancito nell’accordo tra Comune di San Gimignano, Mibact e Agenzia del Demanio. Già pubblicata la gara pubblica europea per scegliere un partner privato in grado di realizzare il recupero culturale del complesso.

Da luogo di dimenticanza a miraggio di rivalorizzazione. Una nuova vita per un caratteristico complesso fino ad adesso relegato nell’incuria. Il sindaco di San Gimignano, Giacomo Bassi, si mostra particolarmente entusiasta del progetto. 
«Vogliamo che San Domenico, da ex carcere diventi un luogo vivo» specifica il sindaco «un luogo che attraverso il proprio patrimonio culturale possa creare sviluppo economico ed occupazione senza mercificare il nome ed il fascino di San Gimignano e della Toscana».