Seguici e condividi:

Eroica Fenice

Eduardo De Filippo compie 120 anni e torna in onda sulla Rai

Eduardo De Filippo compie 120 anni e torna in onda sulla Rai

In occasione del suo centoventesimo compleanno, la Rai ritrasmette le opere di Eduardo De Filippo, un viaggio nel pensiero dell’artista napoletano

Eduardo De Filippo o più semplicemente: Eduardo

Perché di Eduardo ce n’è uno. Il solo nome, infatti, è sufficiente ad identificare quella che è stata una delle migliori menti del panorama italiano.
Drammaturgo, attore, scrittore, regista, pensatore, comunicatore. È forse l’ultima di queste parole che meglio descrive Eduardo De Filippo, nato a Napoli il 24 maggio del 1900. Quando si parla di Eduardo, il rischio è quello di cadere nella difficoltà, nell’imbarazzo, di dover descrivere qualcosa di indescrivibile e che, seppur descritto, perda almeno metà del suo valore. La stessa difficoltà che si ha nel racconto di un mito o di un amore, per intenderci. Impossibile da comunicare, per farlo, ci vorrebbe Eduardo. Nessuno è infatti riuscito altrettanto abilmente a portare sulle rumorose tavole di legno quell’umorismo che è “la parte amara della risata“, come lo definiva lui stesso. Eduardo ha riso e pianto sul palco, ha divertito e commosso. Non vi era singola parola che non fosse studiata, nella sua scrittura e nella sua pronuncia, né gesto lasciato al caso, né espressione non ricercata. “Sulla scena non c’è nessuno in Europa che gli si possa anche solo avvicinare“, così affermava Orson Welles, riferendosi all’autore napoletano.

Il teatro di Eduardo, tra Cantate e umorismo

“Chi per primo coniò l’espressione ‘non sentire il peso degli anni’ dovette sicuramente prendere Eduardo De Filippo come metro di giudizio”.
Nel suo caso, infatti, il lascito artistico testimonia tutto, tranne i 120 anni che lo separano dalla sua nascita.

Profondamente segnato dagli eventi del XX secolo, la sua evoluzione dal teatro macchiettistico (di forte influenza scarpettiana) a quello squisitamente umoristico, sicuramente più vicino al Maestro Pirandello (con cui collaborerà nella scrittura a 4 mani di L’abito Nuovo ma non solo: De Filippo riporterà in scena una versione napoletana de ‘Il Berretto A Sonagli’), ne testimonia grandezza e spirito di osservazione del  suo tempo. Ma anche grande intuito, apertura verso il nuovo, come dimostra il fatto che l’autore sia stato tra i primi a utilizzare il meccanismo televisivo in funzione del teatro, inaugurando per l’appunto il ciclo Rai “il Teatro di Eduardo”.

Sicuramente, nell’ampia produzione teatrale di Eduardo (si parla di più di 60 opere scritte di suo pugno), è d’obbligo ricordare le due Cantate, raccolte di commedie selezionate dallo stesso De Filippo, che meglio permettono di entrare in quello che è uno dei mondi più interessanti mai raccontati.

Nella Cantata Dei Giorni Dispari i temi si fanno sicuramente più cupi con l’incomunicabilità di Le voci di dentro, il dramma in Filumena Marturano, la disgregazione della famiglia presente in Gli Esami Non Finiscono Mai e Napoli Milionaria!, l’ingiustizia sociale che emerge in De Pretore Vincenzo e Il Sindaco Del Rione Sanità.

È forse questa la produzione più ricordata e replicata di Eduardo, anche di recente, prendendo ad esempio La grande Magia, portata in scena da Lluìs Pasqual

Il suo è un teatro malinconico, che sfrutta l’umorismo per arrivare a fondo dell’animo umano. È evidente (e inevitabile) che Eduardo De Filippo risenta dei grandi eventi del Novecento: la seconda Grande Guerra lascia ferite aperte e non sono quelle economiche o geopolitiche ad interessare il drammaturgo, bensì quelle sociali. Quell’incomunicabilità a cui si fa riferimento sopra è da intendersi non solo come incapacità di essere capiti ma anche come totale assenza di interesse nel comunicare. I malumori, le ansie e le paure rimangono taciute dinnanzi ad una realtà che si vuole ignorare. Non vi è famiglia che tenga, tutto risulta contaminato fino alla radice. Non a caso, i “Giorni dispari” sono, nella concezione della raccolta, quei giorni “sfortunati”, dove tutto va male.

Più leggero è invece il tono della Cantata Dei Giorni Pari; qui Eduardo torna a sorridere e a far sorridere più apertamente, non rinunciando certo a spunti di riflessione importanti, che però si snodano in un clima più disteso.

Più attuale che mai, Eduardo De Filippo su Rai 5

In occasione dei 120 anni dalla sua nascita, Eduardo torna in tv dal 23 maggio su Rai 5, riprendendo quindi “Il teatro di Eduardo”, in un ciclo che durerà fino a Novembre. Prima Commedia sarà “Uomo e Galantuomo” (contenuta nella Cantata Dei Giorni Pari), una delle farse più conosciute dell’autore.
Tale ciclo rappresenta quindi un’ottima occasione per scoprire (o riscoprire) l’innato talento di Eduardo De Filippo o, più semplicemente, Eduardo.

 

Fonte Immagine: https://it.wikipedia.org/wiki/Eduardo_De_Filippo#/media/File:Eduardo_e_Pulcinella.jpg

Print Friendly, PDF & Email

Leave a Reply