Natale in casa Cupiello (Salemme) | Recensione

Natale in casa Cupiello di Salemme | Recensione

Torna al teatro Diana, a Napoli fino al 17 Dicembre, la commedia Natale in casa Cupiello, magistralmente diretta e interpretata da Vincenzo Salemme, nella parte che fu del grande Eduardo.

La commedia Natale in casa Cupiello di Salemme, rappresentando la disgregazione e la successiva ricomposizione del nucleo familiare, si snoda in maniera leggera , come lo spirito salemmiano, nella tragedia dei suoi personaggi.

Un freddo Natale fa da sfondo alle vicissitudini di Luca Cupiello (Salemme) e della sua famiglia : il fallito matrimonio della figlia Ninuccia (Fernanda Pinto) e l’indolenza di suo figlio Nennillo (Antonio Guerriero). Concetta (Antonella Cioli) è la vera capofamiglia, sa fare tutto, proverbiale la sua ” pasta e fagioli”, tranne il caffè (una ciofeca). È impegnata a tenere saldo il matrimonio della figlia col ricco industriale Nicolino (Vincenzo Borrino) e a difendere a spada tratta il figlio Tommasino , cleptomane e nullafacente. Proverbiali i contrasti tra Tommasino e zio Pasquale (Franco Pinelli).

Luca Cupiello , protagonista di Natale in casa Cupiello e interpretato da Vincenzo Salemme, nonostante sia molto legato ai valori familiari e alla tradizione, non riesce a tenere ben salda la sua famiglia. Tenuto all’oscuro di tutto si trincera dietro alla costruzione del suo presepe, del quale non interessa niente a nessuno.
Il «Fa freddo, fa freddo» iniziale di Concetta si scioglie alla fine in un caloroso applauso del pubblico.
Lo stesso Salemme, molto emozionato, ribadisce l’impossibilità di competere con Eduardo e la sua tranquillità nell’interpretazione di Luca Cupiello stando seduto sulle spalle del gigante Eduardo, dopo i ringraziamenti finali ad una platea ricca di personaggi di spicco dell’arte partenopea, tra cui la grande Lina Sastri, immortale nella sua Ninuccia con il maestro, Stefano De Martino, Antonio Milo, Andrea Sannino. 

La parola chiave della nuova versione di Natale in casa Cupiello di Salemme è compromesso, tra una fedeltà ad una commedia che il pubblico ben conosce e di cui anticipa le battute e la fedeltà a sé stesso, tramite una decisa attenuazione dei toni drammatici del modello.

Nessun paragone è concesso, ma sicuramente questa è stata la migliore commedia eduardiana non interpretata dal maestro. Un applauso a tutta la compagnia, specialmente ad Antonella Cioli e ad Antonio Guerriero, che hanno interpretato Concetta e Nennillo in maniera impeccabile.

Salemme ha voluto rappresentare questa tragedia vestita da commedia, come egli stesso dichiara, «Con il ricordo delle emozioni che aveva provato quando, nel 1976, la andò a vedere a teatro, ignaro del futuro prossimo che lo attendeva. Incontrare ancora una volta questo gigante lo ha costretto, con enorme sforzo, a fare i conti con la sapienza, la laboriosità e la profondità che rendono eterne queste opere».

Una meraviglia la scena finale di Natale in casa Cupiello: un presepe nel presepe, con le lucine in alto a simboleggiare le stelle.
Salemme ha superato l’esame più difficile per un erede del teatro napoletano, ed alla domanda finale fatta da Luca sul letto, quasi in punta di morte, gli spettatori hanno risposto:
«Si, ce piace ‘o presebbio».

Fonte immagine di copertina: Teatro Diana

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