Esplorazioni dell’africa medievale: rotte e regni

esplorazioni dell’africa medievale: rotte e regni

Il continente africano è sempre stato oggetto d’interesse da parte delle potenze mondiali per ampliare la propria influenza e sfruttare le potenzialità economiche che aveva da offrire. In pieno periodo di Imperialismo (tra il 1880 e la Prima Guerra Mondiale), nazioni come Francia, Belgio, Gran Bretagna, Germania e Italia parteciparono a una vera e propria corsa alla colonizzazione dell’Africa, un processo che avrebbe ridisegnato la mappa del continente con conseguenze durature.

Le cause della colonizzazione: dalla tratta degli schiavi all’imperialismo

Prima dell’Imperialismo, l’Africa era sfruttata soprattutto per la tratta degli schiavi: milioni di africani venivano esportati in vari paesi, soprattutto in America. È dal 1880 però che gli europei iniziarono a mettere in atto la colonizzazione dell’Africa mossi sia dalla volontà di trarre profitto dalle materie prime del continente sia dalla volontà di esportare il “modello bianco”: la scienza, il progresso tecnologico-industriale e la cultura dell’uomo bianco europeo.

La Conferenza di Berlino (1884) e la “spartizione dell’Africa”

La crescente rivalità tra le potenze europee per il controllo del territorio africano portò alla Conferenza di Berlino del 1884-1885. Convocata dal cancelliere tedesco Otto von Bismarck, questa conferenza non divise l’Africa, ma ne stabilì le regole per la spartizione. Il principio chiave fu quello dell'”occupazione effettiva“: una potenza europea poteva rivendicare un territorio solo se lo occupava militarmente e amministrativamente. Questo scatenò una vera e propria “corsa all’Africa” che, in pochi decenni, portò alla sottomissione di quasi tutto il continente.

Potenza Coloniale Principali territori controllati
Regno Unito Egitto, Sudan, Nigeria, Kenya, Sudafrica, Rhodesia (od. Zimbabwe e Zambia)
Francia Algeria, Tunisia, Marocco, Africa Occidentale Francese, Africa Equatoriale Francese
Belgio Congo (come possedimento personale di Re Leopoldo II, poi Congo Belga)
Germania Africa Tedesca del Sud-Ovest (Namibia), Camerun, Togo, Africa Orientale Tedesca
Italia Libia, Eritrea, Somalia, Etiopia (dal 1936)

Esempi di dominazione coloniale in Africa

Il Congo Belga e il genocidio di massa

Con il territorio del Congo, il re Leopoldo II di Belgio attuò un vero e proprio genocidio di massa nel segno del terrore e dello sfruttamento di esseri umani. Sono tante le testimonianze storiografiche che attestano la brutalità con cui gli uomini del re trattavano i congolesi al fine di sfruttarli per la lavorazione di caucciù ed avorio. Il regime fu responsabile in pochi anni dello sterminio di milioni di persone, dimezzando di fatto la popolazione del paese. È solo nel 1960 che il Congo ottiene la sua indipendenza dal Belgio.

L’Italia e l’Africa Orientale Italiana

Anche l’Italia partecipò alla colonizzazione dell’Africa con i territori dell’Eritrea, della Libia e della Somalia già ad inizio secolo. Nell’epoca fascista con Benito Mussolini venne creata l’Africa Orientale Italiana che comprendeva anche l’Etiopia, conquistata proprio in quegli anni. Il potere esercitato dal nostro paese sui territori del continente africano terminò di fatto con la sconfitta per mano degli alleati nella seconda guerra mondiale: l’Italia fu quindi costretta a rendere indipendenti quei territori.

La Germania e il genocidio degli Herero e dei Nama

La Germania creò l’Africa tedesca del Sud-Ovest nel 1884 che comprendeva l’odierna Namibia, in cui si verificò un altro genocidio di massa per le popolazione native. A farne le spese furono gli Herero e i Nama che dopo un fallito tentativo di ribellarsi alla forza coloniale videro dimezzarsi i propri uomini. La colonizzazione dell’Africa per l’impero tedesco si interruppe alla fine della prima guerra mondiale, dove in seguito alla sconfitta fu obbligato a cedere i territori all’impero britannico.

La decolonizzazione e la fine dell’era coloniale

La colonizzazione dell’Africa terminò definitivamente dopo la seconda guerra mondiale grazie all’aiuto della Carta Atlantica, documento redatto da Winston Churchill e dal presidente USA Roosevelt, che prevedeva la decolonizzazione dei territori occupati a seguito della richiesta diretta dei paesi colonizzati. Il processo fu lento e difficile ma dopo la concessione delle colonie francesi nel 1960, tutta l’Africa riuscì ad ottenere l’indipendenza almeno da un punto di vista formale. Di conseguenza grazie alla scomparsa delle colonie il mondo si preparava ad avere un nuovo assetto geografico e politico.

Articolo aggiornato il: 30/08/2025

Immagine in evidenza: Wikipedia

Altri articoli da non perdere
Espressioni piemontesi: 5 modi di dire curiosi con origini e storia

L'Italia è un paese estremamente variegato, anche dal punto di vista linguistico. Nell'immensa varietà di dialetti e lingue, troviamo il Scopri di più

Il palinsesto di Archimede: la rinascita del pensiero matematico
Il palinsesto di Archimede: la rinascita del pensiero matematico

La storia del palinsesto di Archimede di Siracusa e di altri suoi testi condannati all'oblio per tanti anni e poi Scopri di più

Cosa vedere a Sorrento, tra cultura e tradizioni
Sorrento

Sorrento, affacciata sul Golfo di Napoli, è una delle perle della Costiera Sorrentina, una meta turistica amata in tutto il Scopri di più

Intercultura/multicultura e lettura di testi in L2 in ambito scolastico
Intercultura e lettura di testi

Intercultura e lettura di testi In ambito scolastico e non, hanno assunto un’importanza crescente i termini di intercultura/multicultura; è  però Scopri di più

Calderón de la Barca: la vida es un sueño
Calderón de la barca: la vida es un sueño

La nascita di Calderón de la Barca corrisponde ai momenti di massimo splendore dell’epoca Barocca. Si ha una rinnovazione del Scopri di più

Manifesto del Futurismo: analisi, ideologia e punti chiave del movimento di Marinetti
Quali sono i punti essenziali del Manifesto del Futurismo?

Il Manifesto del Futurismo è un testo rivoluzionario scritto da Filippo Tommaso Marinetti nel febbraio 1909. Pubblicato in forma declamatoria, Scopri di più

Condividi l'articolo!

A proposito di Francesca Guerra

Vedi tutti gli articoli di Francesca Guerra

Commenta