Geomanzia cinese: il concetto di Feng Shui

Geomanzia cinese: il concetto di Feng Shui

La popolazione cinese è conosciuta a livello mondiale per la precisione e la dedizione che impiega in tutti i contesti in cui è richiesto uno sforzo che abbia un risultato estetico. Sebbene attualmente la maggior parte delle grandi città cinesi siano dominate da vertiginosi grattacieli e costruzioni moderne, il paesaggio dell’antica Sera Maior, così definita dai romani, era organizzato in maniera meticolosa secondo un’organizzazione assiale che resterà dominante per secoli. Stiamo parlando del Feng Shui, la parola di origine cinese, viene spesso tradotta in italiano come geomanzia cinese. Con questi termini infatti, si va a richiamare quello che è il sistema di interpretazione degli spazi nell’Antica Cina.

Dove possiamo vedere le regole della geomanzia cinese?

Il Feng Shui era visibile anticamente in tutti gli spazi delle città cinesi: nelle sepolture, nelle piante dei villaggi, nell’organizzazione delle case e ovviamente anche nell’architettura dei palazzi imperiali. La geomanzia cinese si rifà principalmente a quelli che sono i 4 punti cardinali: Nord, Sud, Est e Ovest. Proprio a seconda di questi punti la geomanzia cinese privilegia l’asse sud-nord, non ci stupisce infatti, che la maggior parte degli edifici più importanti delle antiche città cinesi si trovassero a Nord come la Città Proibita.

Il Feng Shui e l’architettura

Essendo un concetto particolarmente astratto quello della geomanzia cinese, che richiama anche concezioni astrologiche e psicologiche, gli elementi in cui il Feng Shui è visibile in maniera pratica sono senza ombra di dubbio gli edifici architettonici. È interessante infatti, vedere come questo concetto abbia influito sulla costruzione di tutti i palazzi e gli spazi cinesi, che erano organizzati secondo una precisa sistemazione. Come già detto in precedenza, l’asse privilegiato sud-nord disegnava una linea immaginaria che partiva a sud con i luoghi della popolazione più povera e arrivava a nord con i grandi edifici dedicati ai funzionari e alla corte imperiale. Un’organizzazione simile è visibile poi all’interno dei singoli edifici dell’Antica Cina: templi, palazzi imperiali, sepolture, tutta l’architettura di questi luoghi è organizzata secondo questi principi di geomanzia cinese. Ad esempio, per il palazzo imperiale o i templi le varie stanze erano disposte in maniera alternata ai lati di un asse immaginario.

Inoltre, contrariamente a ciò che si deve oggi, l’Antica Cina era maggiormente predisposta a un’organizzazione di tipo orizzontale che non prevedeva elevate altezze per gli edifici, questo perché avrebbero rovinato l’armonia del territorio. Le uniche eccezioni in questo contesto erano le pagode, che appunto erano edifici costruiti su più piani.

L’influenza della geomanzia cinese sulla pittura

Se pensate che i principi del Feng Shui fossero visibili solo in ambito architettonico, vi sbagliate di grosso. Le regole della geomanzia cinese influenzarono notevolmente anche la pittura del tempo, infatti, la produzione di immagini era interamente orientata sui punti cardinali con dei motivi ben precisi: a Est abbiamo il drago rappresentante l’Oriente, a Ovest la tigre che rappresenta invece il mondo Occidentale, a Sud la Fenice simbolo dell’imperatrice e a Nord troviamo il guerriero nero simbolo dell’imperatore.

Inoltre i soffitti dei tumuli funerari degli imperatori erano decorati con le costellazioni tipiche dell’astrologia cinese, secondo la quale il cielo è rotondo mentre la terra è quadrata.

Fonte immagine in evidenza: Pixabay

A proposito di Serena Uvale

Studentessa presso l'università degli studi di Napoli "L'Orientale", amante della culturale e della lingua cinese.

Vedi tutti gli articoli di Serena Uvale

Commenta