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Eroica Fenice

Goldoni, manoscritto inedito ritrovato a Dresda

Goldoni, manoscritto inedito ritrovato a Dresda

Il Goldoni della Commedia dell’Arte, antecedente alla Riforma del Teatro, viene fuori da un inedito manoscritto della commedia “Il cavaliere e la dama”, ritrovato dal professore Riccardo Drusi dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, durante una ricerca alla Sächsische Landesbibliothek di Dresda.

È un Goldoni poco conosciuto e documentato quello de Il cavaliere e la dama, la commedia, scritta e rappresentata nel 1749, tratta le vicende di Donna Eleonora, virtuosa signora dell’aristocrazia napoletana che, dopo l’esilio del marito accusato di omicidio, si trova a fare i conti con l’insistenza dei suoi spasimanti e i pettegolezzi di chi scommette sui suoi cedimenti. In seguito, con l’aiuto del vecchio mercante Anselmo, riuscirà a trovare l’amore nel cavaliere Rodrigo, un uomo goffo ma perbene.

Il manoscritto settecentesco ritrovato da Drusi è una redazione diversa da quella stampata e rispecchia, con ogni probabilità, la forma più fedele al testo che Goldoni aveva inizialmente concepito per la rappresentazione.

«Se infatti nelle edizioni a stampa – spiega il docente di Letteratura italiana nel Dipartimento di Studi Umanistici dell’Ateneo lagunare – l’autore si premura di dichiarare che, rispetto all’originale portato in scena nel 1749, ha  proceduto alla sostituzione delle maschere dialettali con altrettanti personaggi che parlano in lingua, la redazione di Dresda vede invece agire alcuni personaggi (come Arlecchino, Pantalone etc.) nell’idioma che gli è più tipico».

Già per queste varianti, «il manoscritto appare come un tassello molto importante per ricostruire quelle fasi più remote della scrittura goldoniana che l’autore stesso efficacemente occultò in nome della sua Riforma Teatrale».

Una Riforma con cui Goldoni modificò la struttura della commedia, mirando alla semplicità e alla naturalezza, caratteristiche fondamentali della cultura arcadica e razionalistica, e affidandosi ai due libri fondamentali per mettere in scena la realtà che il pubblico richiedeva e in cui poteva riflettersi: il Mondo e il Teatro.

Un equilibrio tra Mondo e Teatro poteva essere solo garantito dalla stesura di un copione (inizialmente soltanto per il protagonista così da ‘abituare’ impresari e pubblico alla novità della Riforma), che descrivesse con cura ogni azione che l’attore era tenuto a seguire fedelmente. Inoltre, Goldoni mirò all’innovazione dei caratteri teatrali a discapito delle solite maschere che limitavano l’analisi psicologica e comportamentale del personaggio.

Ma perché il manoscritto è stato trovato a Dresda? Fino alla caduta del muro di Berlino, la Biblioteca della città era di difficile accesso, ma successivamente molti cataloghi sono stati resi pubblici e agli studiosi si sono aperte infinite possibilità di ricerca. Le compagnie teatrali del passato, infatti, partivano in tour nelle capitali Europee, tra le quali Dresda era una delle mete predilette, portandosi dietro il manoscritto.

Fonte immagine: https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Alessandro_Longhi_-_Ritratto_di_Carlo_Goldoni_(c_1757)_Ca_Goldoni_Venezia.jpg

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