Le Historiae di Seneca Il Vecchio ritrovate in un papiro erconalese

Le Historiae di Seneca Il Vecchio ritrovate in un papiro erconalese

Nel mese di maggio 2018 è stato decriptato presso l’Officina dei Papiri, sita nella Biblioteca Nazionale di Napoli, un papiro di pregiata fattura e vergato in una capitale elegante, di un testo dalla complessa struttura narrativa di natura storica, in stato alquanto frammentario, che ha restituito un’opera di estremo valore letterario, giacché ascrivibile a Seneca Il Vecchio, anche conosciuto come “il Retore”, padre del più noto Seneca, senatore, questore e figura di spicco dello stoicismo: si tratterebbe, infatti, di un frammento delle Historiae ab initio bellorum civilium, finora considerate del tutto perdute. La scoperta è stata effettuata da una giovane studiosa molisana, Valeria Piano, filologa e papirologa, ricercatrice presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II che, nell’ambito del progetto europeo Platinum, finanziato dall’Unione Europea, ha svolto un lungo lavoro, durato un anno, di ricomposizione di scampoli provenienti dal medesimo rotolo, il PHerc. 1067, uno dei più noti papiri latini della collezione di Ercolano, conosciuto come Oratio in Senatu habita ante principem, che finora si riteneva conservasse un’orazione politica composta da Lucio Manlio Torquato e pronunciata in Senato al cospetto dell’imperatore; invece, i nuovi e approfonditi studi sui sedici pezzi complessivi del rotolo, sottoposti ad accurate analisi del contenuto, unitamente a puntuali calcoli cronologici, hanno consentito l’attribuzione dell’opera a Seneca il vecchio, che vi lavorò negli ultimi anni della sua vita. L’apologeta romano Lattanzio riferiva che essa esponesse la storia dell’Urbe seguendo una metafora biologica, che assimilava le varie fasi della storia romana alle età della vita e che fu ripresa da Floro, storico romano, nella sua Epitome.

Un papiro dal valore inestimabile quello delle Historiae di Seneca il Vecchio

Nonostante l’esiguità dei frammenti, l’impronta della narrazione storiografica è immediatamente riconoscibile: il testo, infatti, data la presenza di un lessico politico, di espressioni di tipo storico-narrativo e di un discorso diretto, in cui spicca l’occorrenza del vocativo «Auguste», parrebbe riguardare i primi decenni del principato di Augusto e Tiberio, dunque il periodo compreso tra il 27 a.C. e il 37 d.C.; tali caratteristiche, unitamente alla totale assenza di espressioni filosofiche, hanno fatto orientare la ricercatrice verso Seneca il Vecchio quale ipotesi di attribuzione più plausibile. L’eccezionalità della scoperta, dal valore inestimabile in quanto prima notizia diretta di un testo finora non pervenuto dalle fonti antiche disponibili, è stata resa nota dal direttore Francesco Mercurio, il quale spiega: «L’attribuzione a Seneca padre è strabiliante. Il papiro ci offre una memoria storica delle vicende della prima Roma imperiale, con qualche possibile riferimento alla storia immediatamente precedente. Inoltre, il lasso di tempo individuato, i personaggi menzionati nel papiro, la presenza nella biblioteca di Ercolano della produzione di Seneca il vecchio, ci danno un’altra interessante conferma e dimostrano, in modo inequivocabile, che la Villa dei Pisoni, con essa la sua biblioteca, era un importante e vitale centro di studi fino a poco prima l’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C.». Chiaramente, dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali giunge la soddisfazione generale e particolare della direttrice delle Biblioteche e degli Istituti Culturali Paola Passarelli, la quale così si esprime: «Sono particolarmente lieta che questa scoperta di assoluto valore sia avvenuta presso la Biblioteca Nazionale di Napoli grazie al lungo ed appassionato lavoro di una ricercatrice dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e nell’ambito di un rilevante progetto europeo. È un segnale positivo di come fare sistema possa portare a questi risultati ed uno stimolo incoraggiante a proseguire in questo senso».

La “Villa dei Papiri” e la biblioteca di Ercolano 

I papiri carbonizzati di Ercolano, rinvenuti casualmente nel corso del Settecento da operai della famiglia reale dei Borbone nella cosiddetta “Villa dei Papiri”, contengono principalmente testi filosofici greci, provenienti dall’unica biblioteca pervenuta intatta dall’antichità. La parte latina è estremamente esigua, mentre la maggior parte delle opere conservate riguardano il filosofo epicureo e poeta Filodemo di Gadara. Inoltre, i rotoli ci hanno già restituito testi greci fondamentali, come l’opera cardine di Epicuro Sulla natura: proprio per questo, alla luce della recente e preziosa scoperta, che testimonia ancora una volta il successo del binomio tutela-ricerca, il direttore Francesco Mercurio annuncia di aver avviato l’iter per presentare la candidatura dei papiri di Ercolano al riconoscimento dell’Unesco come Memoria-Patrimonio dell’Umanità. 

Altri articoli da non perdere
Shizuoka (Giappone): cosa vedere e piatti tipici
Shizuoka (Giappone): cosa vedere e piatti tipici

Città tradizionale e moderna al tempo stesso, presenta anche cibi deliziosi. Scopriamo insieme 5 specialità culinarie di Shizuoka in Giappone. Scopri di più

Mete per viaggi in solitaria 2026: le 7 destinazioni perfette
Vacanze da soli: le 5 mete più ambite del 2023

Mete per viaggi in solitaria 2026: le 7 destinazioni perfette Indice dei contenuti Perché intraprendere un viaggio in solitaria nel Scopri di più

Togliersi le scarpe in Giappone: una forma di galateo
Togliersi le scarpe in Giappone: una forma di galateo

Perché in Giappone si tolgono le scarpe: storia e galateo A chi non è capitato, guardando cartoni animati giapponesi, di Scopri di più

Casa Surace: DueDue domande a “il terrone fuori sede”
casa surace

Casa Surace, due chiacchiere con i terroni fuori sede più famosi del web Da subito hanno avuto successo sul web Scopri di più

Capolavori di Piet Mondrian: 3 da conoscere
Capolavori di Piet Mondrian: 3 da conoscere

Piet Mondrian è stato un pittore olandese, figura centrale della corrente astratta e co-fondatore del movimento De Stijl. L'arte di Scopri di più

La Mujer Habitada di Gioconda Belli: due donne tra due epoche
La mujer habitada di Gioconda Belli: due donne tra due epoche

La Mujer Habitada di Gioconda Belli Contesto storico La mujer habitada è un romanzo di Gioconda Belli, del 1988, pubblicato Scopri di più

Condividi l'articolo!

A proposito di Adele Migliozzi

Laureata in Filologia, letterature e civiltà del mondo antico, coltivo una grande passione per la scrittura e la comunicazione. Vivo in provincia di Caserta e sono annodata al mio paesello da un profondo legame, dedicandomi con un gruppo di amici alla ricerca, analisi e tutela degli antichi testi dialettali della tradizione locale.

Vedi tutti gli articoli di Adele Migliozzi

Commenta