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Il berretto frigio: cos’è e qual è la sua storia?

Il berretto frigio: cos'è e qual è la sua storia?

In occasione della presentazione delle mascotte per i Giochi Olimpici di Parigi 2024, Phryge Olimpique e Phryge Paralimpique, il mondo ha riscoperto il berretto frigio. Ma cos’è il berretto frigio? Qual è la sua storia e perché è così importante per il popolo francese

La storia del berretto frigio in sintesi

Periodo storico Significato e utilizzo
Antichità (Frigia, Grecia) Copricapo distintivo dei popoli orientali (Frigi, Persiani). Indossato da figure mitologiche come Paride e Re Mida.
Antica Roma Il pileus, simile al berretto frigio, era donato agli schiavi liberati (liberti) come simbolo della loro acquisita libertà (libertas).
Rivoluzione Francese (1789) Diventa il simbolo per eccellenza della libertà, della repubblica e della lotta contro la monarchia, indossato dai sanculotti.
Età Contemporanea Adottato come simbolo di libertà in America (stemmi del Senato, bandiere) e in Italia (Carnevale di Ivrea).

Origini e significato nell’antichità

Da dove deriva il berretto frigio? Il nome deriva dalla Frigia, regione dell’Asia Minore (attuale Anatolia). Questo indumento veniva inizialmente utilizzato dai preti del Sole. Nel periodo ellenistico, erano soprattutto gli orientali ad essere ritratti con il berretto nell’arte greca. Anche il dio Mitra era rappresentato con tale accessorio.

Il berretto frigio era un indumento di fondamentale importanza fra i Persiani. La sua forma con la punta ripiegata deriverebbe dalla pelle del capretto. Nell’antica Grecia, il principe Paride, il dio Attis e il mitico re Mida erano spesso raffigurati con il berretto frigio. L’associazione con la libertà è riconducibile alla Roma tardo-repubblicana, in cui il pileus, un copricapo simile, era donato dai padroni ai liberti (gli schiavi liberati) come segno di acquisizione della libertas. Sono state rinvenute monete volute da Bruto dopo l’assassinio di Cesare recanti un pileus tra due pugnali, per commemorare la fine della dittatura.

Il berretto frigio come simbolo culturale francese

Più di un secolo prima che diventasse icona rivoluzionaria, nel 1675 i cittadini della Bretagna indossarono i bonnets rouges durante le proteste contro le tasse di Luigi XIV (la Rivolta dei Berretti Rossi). Perché il berretto frigio è il simbolo della Rivoluzione Francese? Durante la Rivoluzione, compare per la prima volta nel maggio del 1790 su una statua della Nazione. Anche Marianne, emblema nazionale della Francia, è raffigurata con un berretto frigio.

Il berretto fu immediatamente adottato dai parigini, in particolare dai sanculotti, come dimostrazione di furore rivoluzionario e solidarietà. Il 20 giugno 1792, il popolo obbligò Luigi XVI a indossarne uno. L’accessorio era portato anche con scherno nei confronti delle parrucche dei nobili. La Convenzione Nazionale decretò che i prigionieri non dovessero più indossarlo, poiché ormai consacrato alla causa civile. Durante il Terrore, molti moderati sfruttarono il bonnet phrygien per apparire in accordo con le idee rivoluzionarie. Le tricoteuses parigine, popolane che assistevano alle esecuzioni, lavoravano a maglia creando innumerevoli berretti da elargire agli “spettatori”. Fu messo al bando durante l’Impero di Napoleone, ma tornò in auge con la Rivoluzione di Luglio del 1830.

La diffusione del simbolo in America e in Italia

In America

Ispirate dalla Rivoluzione francese, molte rivoluzioni anti-coloniali in Nord e Sud America presero in prestito il berretto frigio. Attualmente si trova nelle bandiere degli Stati della West-Virginia e del New Jersey e sugli stemmi di enti governativi degli USA, come quelli del Senato e dell’esercito.

Nel Carnevale di Ivrea

Meglio non essere sprovvisti di un berretto frigio se si vuole partecipare alla “battaglia delle arance” del Carnevale di Ivrea, altrimenti si rischia di essere presi di mira dagli Aranceri! Questo particolare fu introdotto dall’esercito francese in epoca napoleonica.

Immagine di copertina: Pixabay

Articolo aggiornato il: 29/08/2025

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Questo articolo fa parte del nostro approfondimento enciclopedico sulla Francia. Dalla grande letteratura romantica ed esistenzialista, fino ai meandri della storia rivoluzionaria e della cinematografia, scopri tutte le connessioni che hanno plasmato la cultura transalpina.

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A proposito di Sara Napolitano

Ciao! Sono Sara, studentessa iscritta al terzo anno del corso di laurea Lingue e Culture Comparate presso l'università "L'Orientale" di Napoli. Studio inglese e giapponese (strizzando un po' di più l'occhio all'estremo Est del mondo). Le mie passioni ruotano attorno ad anime, manga, libri, musica, sport, ma anche natura e animali! Da sempre un'irriducibile curiosa.

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