Solitamente, quando pensiamo a un cittadino americano medio, pensiamo sempre al solito uomo bianco, biondo, alto, e probabilmente palestrato. Ecco: questo è quello che gli ispanici chiamerebbero Gringo. Ma cosa vuol dire? Gringo è un termine utilizzato in America Latina per indicare in generale gli stranieri di diversa cultura, ma più in particolare gli anglofoni, soprattutto provenienti dagli Stati Uniti. La storia del Gringo è un qualcosa di molto profondo e radicato all’interno della cultura messicana, che affonda le sue radici soprattutto all’interno del Colonialismo.
Indice dei contenuti:
| Teoria o contesto | Significato associato |
|---|---|
| Green coat | Riferimento alle uniformi verdi dei soldati usa |
| Greens go home | Invito agli invasori verdi a tornare a casa |
| Griego (greco) | Qualcuno che parla una lingua incomprensibile |
| Gringolandia | Termine denigratorio per gli stati uniti |

1. Origine ed etimologia del termine
Questo termine ha avuto origine probabilmente durante la Guerra messico-statunitense del 1846-48. Esso deriverebbe da “green coat“, cioè cappotto o copertura verde, che rimanda all’uniforme degli invasori statunitensi. Invece, un’altra versione dice che i messicani erano soliti, quando vedevano i soldati degli Stati Uniti nel loro territorio intenti a conquistarlo, scrivere sui muri delle strade “greens go home” (verdi andate a casa) oppure urlare “green go“. Ancora, un’altra affermazione sostiene che all’epoca vi erano due canzoni molto popolari, Green Grow the Lilacs e Green Grow the rushes, O, ed i messicani avevano sentito le truppe degli invasori cantare “Green grow…“, e contrassero proprio il termine Gringo.
Secondo l’etimologista catalano Joan Coromines, gringo deriverebbe invece da griego (termine spagnolo per “greco”), e quindi riferito all’inglese come “lingua incomprensibile“. Se all’inizio il termine si riferiva semplicemente alla lingua, esso sarebbe poi passato alle persone che la parlavano ed alle loro caratteristiche fisiche, parallelamente alla parola bárbaros, cioè un barbaro, colui che parla una lingua non-greca.
2. Altri usi del termine: Gringolandia e Agringado
Vi è anche l’uso del termine “Gringolandia” da parte degli ispanici, riferendosi agli Stati Uniti in generale in maniera denigratoria. Un possibile utilizzo della parola è il voler ironizzare sul fatto che gli statunitensi chiamano il loro paese “America”, quando quest’ultimo, in realtà, non comprende solo gli Stati Uniti, ma anche i paesi latino-americani: attraverso ciò si sottolinea la mentalità coloniale ed imperialista che molti cittadini statunitensi hanno. Sempre su questo filone, vi è anche il termine “Agringado” all’interno della lingua spagnola, attraverso cui si indica una persona ispanica che si comporta, si veste e parla proprio come un gringo: quindi coloro che hanno perso la propria lingua, la propria cultura e le tradizioni ispaniche e si sono conformati al mondo statunitense.
3. Chi è il Gringo oggi?
Il termine viene utilizzato oggigiorno dagli emigranti ispanici negli Stati Uniti, soprattutto all’interno della cultura chicana, in maniera denigratoria, per indicare gli statunitensi. Ma la parola non viene utilizzata solo in senso dispregiativo: ad esempio, nei Caraibi, viene usata semplicemente per riferirsi ad un abitante del Nord America, oppure in Perù per indicare gli stranieri sia europei che americani di pelle bianca, e ancora, in Argentina, per designare in generale gli immigrati europei.
Tuttavia, la storia del Gringo è molto più complessa di quel che sembra, e questo ha fatto sì che nell’immaginario collettivo si siano andati a creare determinati stereotipi riguardo la sua figura, rappresentati soprattutto all’interno del cinema:
- Il cowboy americano: nei film western classici, il gringo è spesso l’uomo bianco americano, deciso e indipendente, che con la sua pistola va contro ai banditi messicani.
- L’eroe salvifico: molto spesso egli è colui che nei film riesce sempre a risolvere le situazioni più complesse in paesi stranieri.
- Il militare americano: colui che opera in terre straniere, poco sensibile alla cultura del paese in cui si trova.
- L’uomo d’affari o il funzionario straniero: l’imprenditore o diplomatico statunitense, rappresentato come invadente e con una potenza tale da influenzare il contesto locale.
- Lo straniero ingenuo o spaesato: è il turista che non capisce e non conosce una lingua che non sia la sua, e non conosce le usanze locali.
Tutti questi stereotipi di cui abbiamo parlato mostrano un atteggiamento paternalistico e di superiorità da parte degli statunitensi, spesso rappresentato nei film, che va ad alimentare lo stereotipo dell'”americano salvatore”, visto come l’eroe buono che si batte per l’umanità, mentre gli immigrati ispanici vengono visti come la controparte negativa. Ecco perché la storia del Gringo è molto importante per capire tutte queste dinamiche e ci aiuta ad avere una percezione diversa della storia.
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