Il gesto del pugno chiuso è un simbolo potente e polisemico, ovvero con molteplici significati che variano in base al contesto storico e politico. La sua storia è lunga e complessa, attraversando movimenti politici opposti come simbolo di sfida, resistenza e solidarietà. Utilizzato di recente anche da figure come Donald Trump, la cui iconica foto con il pugno alzato dopo essere scampato a un attentato ha riacceso il dibattito sul suo valore, questo gesto continua a essere un potente mezzo di comunicazione non verbale.
Indice dei contenuti
- Tabella riassuntiva dei significati del pugno chiuso
- L’origine del pugno chiuso tra arte e movimenti operai
- Il simbolo della resistenza antifascista
- Il pugno nero: da simbolo del Black Power all’anti-apartheid
- L’appropriazione da parte dell’estrema destra
- Usi contemporanei: dal Black Lives Matter alla politica
- Un segno polisemico: oltre la politica
Tabella riassuntiva dei significati del pugno chiuso
Per comprendere la complessità di questo gesto, la tabella seguente riassume i suoi principali significati attraverso i diversi contesti storici e culturali.
| Contesto o movimento | Significato principale |
|---|---|
| Socialismo e comunismo (XX sec.) | Unità, forza e solidarietà della classe operaia |
| Fronte popolare (guerra civile spagnola) | Saluto antifascista, resistenza all’oppressione |
| Black power (olimpiadi ’68) | Resistenza alla discriminazione razziale, orgoglio nero |
| Suprematismo bianco (anni ’80) | Orgoglio bianco, sfida e rivendicazione identitaria |
| Black lives matter (dal 2020) | Lotta contro la violenza sistemica e razziale |
| Contesto sportivo o personale | Vittoria, esultanza, determinazione o sfida |
L’origine del pugno chiuso tra arte e movimenti operai
Sebbene l’origine esatta del pugno chiuso come simbolo politico non sia del tutto chiara, la sua diffusione iconografica si consolida nel XX secolo in contesti legati al socialismo, al comunismo e ai movimenti sindacali. Una delle prime rappresentazioni artistiche di rilievo è il dipinto “L’insurrezione” del 1848 di Honoré Daumier. Il suo uso divenne poi sistematico nei loghi e nei manifesti di organizzazioni come gli Industrial Workers of the World e la Roter Frontkämpferbund (Lega dei combattenti del Fronte Rosso) del Partito Comunista di Germania.
Il simbolo della resistenza antifascista
Il gesto assunse una valenza internazionale durante la Guerra civile spagnola (1936-1939), diventando il simbolo per eccellenza della solidarietà e della resistenza contro il fascismo. Utilizzato come saluto dalla fazione repubblicana, divenne noto come “saluto del Fronte Popolare” o “saluto antifascista”, in netta contrapposizione al saluto romano adottato dai regimi fascisti.
Il pugno nero: da simbolo del Black Power all’anti-apartheid
Negli anni ’60 e ’70, il pugno chiuso fu adottato da numerosi movimenti di liberazione, in particolare dal movimento per i diritti civili degli afroamericani, il Black Power. L’immagine più iconica di questo periodo è senza dubbio quella degli atleti Tommie Smith e John Carlos sul podio delle Olimpiadi del 1968 a Città del Messico. Il loro saluto a pugno guantato di nero fu un potente atto di protesta contro la discriminazione razziale negli Stati Uniti. Anni dopo, anche Nelson Mandela utilizzò il pugno alzato come simbolo della sua lunga lotta contro l’apartheid in Sud Africa.
L’appropriazione da parte dell’estrema destra
A partire dagli anni ’80, il gesto è stato cooptato anche da gruppi di estrema destra, che lo hanno reinterpretato come simbolo di orgoglio bianco. Questa appropriazione ha stravolto il suo significato originario di lotta contro l’oppressione. Un esempio tristemente noto è quello di Anders Breivik, l’autore delle stragi di Oslo e Utøya, che utilizzò il pugno chiuso in tribunale come gesto di sfida e di adesione all’ideologia suprematista bianca.
Usi contemporanei: dal Black Lives Matter alla politica
Il pugno alzato è tornato prepotentemente alla ribalta globale dopo l’omicidio di George Floyd nel 2020, riemergendo come simbolo centrale nelle manifestazioni del movimento Black Lives Matter. In questo contesto, ha recuperato il suo significato di resistenza contro l’ingiustizia e la violenza razziale. La sua adozione da parte di politici come Trump dimostra come, ancora oggi, il gesto possa essere caricato di significati diversi: una chiamata alla resistenza contro un sistema percepito come ostile o, al contrario, un’affermazione di forza e potere.
Un segno polisemico: oltre la politica
Il pugno chiuso è un simbolo polisemico, il cui significato non è fisso ma dipende dal contesto e dall’intenzione di chi lo compie. Ad esempio, si narra che Gianni Agnelli lo usasse come simbolo massonico per rappresentare l’unità della classe capitalista. Al di fuori della politica, è un gesto comune in ambito sportivo, come l’iconico “fist bump” di Tiger Woods per celebrare una vittoria. Può esprimere solidarietà, forza, sfida, resistenza, vittoria, ma anche rimpianto o sofferenza. In definitiva, al pugno chiuso si può concedere di dire quasi tutto.
Articolo aggiornato il: 18/11/2025

