Katsushika Ōi: la figura oscurata da Hokusai

Katsushika Ōi: la figura oscurata da Hokusai

La pittrice giapponese Katsushika Ōi è stata per secoli oscurata da una delle figure più monumentali dell’arte mondiale: suo padre, il grande maestro Hokusai. Eppure, questa straordinaria artista del tardo periodo Edo non fu solo una semplice allieva. Fu una pittrice innovativa, la sua principale collaboratrice e, secondo alcuni, la “mano nascosta” dietro molte delle sue opere tarde. Grazie alla sua firma, rara per l’epoca, e a testimonianze di allievi, il ricordo di questa grande artista è giunto fino a noi.

Chi era Katsushika Ōi: figlia, allieva e “ghost painter”

Nata intorno al 1800 come Eiri, figlia di Katsushika Hokusai e della sua seconda moglie, fin da bambina aiutò il padre nella sua bottega, imparando l’arte della pittura. Dopo un breve e infelice matrimonio con un altro artista (che disprezzava per la sua mediocrità), Ōi tornò a vivere e lavorare con il padre, diventando la sua più fidata assistente. Non era solo un’aiutante: molti studiosi ritengono che fosse una vera e propria “ghost painter”, contribuendo in modo significativo alle opere tarde di Hokusai, specialmente nei bijin-ga (ritratti di belle donne), un genere in cui lo stesso Hokusai ammise la sua superiorità.

Descritta come una personalità eccentrica e anticonformista, disprezzava le faccende domestiche per dedicarsi completamente all’arte, fumava la pipa e si prese cura del padre anziano fino alla sua morte. La sua storia è un raro esempio di donna artista professionista nel Giappone del XIX secolo.

Lo stile innovativo: luci, ombre e prospettiva

Le opere di Katsushika Ōi si distinguono nettamente dalla tradizione dell’ukiyo-e (le “immagini del mondo fluttuante”). Mentre l’ukiyo-e classico privilegiava linee nette, colori piatti e assenza di ombre, Ōi introdusse elementi rivoluzionari per l’epoca. Sperimentò con il chiaroscuro, usando audaci giochi di luci e ombre per creare profondità, atmosfera e realismo. Il suo interesse per la scienza e l’ottica la portò a studiare la prospettiva occidentale, applicandola alle sue scene per creare composizioni dinamiche e immersive, tanto da essere definita da alcuni critici la “Rembrandt del Giappone”.

Katsushika Ōi: l’arte oltre l’ombra di Hokusai
Innovazione stilistica Come ha sfidato la tradizione Ukiyo-e
Uso del chiaroscuro (luci e ombre) Mentre l’ukiyo-e tradizionale usava colori piatti e uniformi, ōi creava forti contrasti per dare volume, profondità e un’atmosfera drammatica.
Studio della prospettiva occidentale Ha superato le composizioni “piatte” e bidimensionali dell’ukiyo-e, creando scene più realistiche e immersive.
Soggetti realistici e dettagliati Invece di figure idealizzate, ha dipinto scene di vita notturna con un’attenzione quasi fotografica ai dettagli, dalla luce delle lanterne ai tessuti degli abiti.

Le opere principali: Notturno in Yoshiwara

Poche opere sono firmate da Katsushika Ōi, ma quelle che ci sono pervenute mostrano il suo straordinario talento. La più famosa è senza dubbio Notturno nel quartiere di Yoshiwara (o *Cortigiane che mostrano ai clienti*). In questo capolavoro, conservato in diversi musei tra cui il Metropolitan Museum of Art, Ōi dipinge una scena notturna nel quartiere di piacere di Edo. L’opera è un saggio della sua maestria: il forte contrasto tra la luce artificiale delle lanterne, che illumina i volti e i kimono delle cortigiane dietro una grata, e l’oscurità circostante crea un effetto di realismo e profondità psicologica senza precedenti per l’epoca. La sua firma è nascosta con ingegno, tracciata all’interno delle lanterne stesse.

Eredità e riscoperta moderna

Dopo la morte del padre nel 1849, le tracce di Katsushika Ōi si perdono. La sua figura è stata riscoperta solo di recente, grazie a un rinnovato interesse per le donne artiste nella storia. Un ruolo fondamentale in questa riscoperta lo ha avuto il romanzo “Miss Hokusai” di Hinako Sugiura, e il successivo film d’animazione del 2015, che l’hanno fatta conoscere a un pubblico globale. Oggi, istituzioni come il British Museum la celebrano come “una grande artista che condivideva il talento e l’ostinazione di suo padre”, restituendole finalmente il suo posto nella storia dell’arte.

Fonte foto: Wikipedia, opera di Katsushika Ōi – intitolata Notturno in Yoshiwara


Articolo aggiornato il: 30/09/2025

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A proposito di Turco Rosa

Studentessa di lingue e culture comparate presso l'Orientale di Napoli, con una grande passione verso la lingua e la cultura giapponese. Maratoneta di serie tv e film di ogni genere, amante dell'arte cinematografica in ogni sua parte. Con esperienza quinquennale nell'ambito della vendita e assistenza telefonica. Il suo sogno nel cassetto è di diventare un traduttrice e giornalista letteraria.

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