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Eroica Fenice

5 pittori famosi che non conosci

L’arte è tra le forme di espressione più immediate, quella che coinvolge chiunque, passando dagli occhi per arrivare al cuore. Leonardo da Vinci affermava che “la pittura è una poesia muta, e la poesia è una pittura cieca” e spesso i quadri, i dipinti, corrono più veloci dei propri artisti e arrivano al cuore dei fruitori ancor prima del nome dei propri esecutori. Tutti conosciamo “Guernica” di Picasso, “Notte stellata” di Van Gogh e i suoi inebrianti girasoli… ma spesso vi sono dipinti che conosciamo, mentre il nome degli autori ci sfugge. Pittori famosi, ma superati dalla propria arte. Di seguito vi proponiamo una breve rassegna di 5 pittori famosi, ma non così noti al grande pubblico. 

Pittori famosi, ma che non conosci

Paul Klee

Tra i pittori famosi, uno dei più grandi artisti del modernismo classico del XX secolo, legato alla corrente artistica del “Blue Rider”, accoglie nella sua pittura elementi dell’espressionismo, cubismo e surrealismo. Autore del famoso “Angelus Novus“, descritto dal famoso filosofo Walter Benjamin in questi termini: “C’è un quadro di Klee che si chiama Angelus Novus. Vi è rappresentato un angelo che sembra in procinto di allontanarsi da qualcosa su cui ha fisso lo sguardo. I suoi occhi sono spalancati, la bocca è aperta, e le ali sono dispiegate. L’angelo della storia deve avere questo aspetto“. Il quadro mostra l’arte rarefatta ed essenziale dell’artista, legata alla realtà e alla contingenza. L’angelo diviene umano, quasi un bambino, e dunque un vero e proprio intermediario tra cielo e terra, più che mera figura tipicamente divina e lontana dall’uomo.

Piet Mondrian

Pittore olandese, esponente del costruttivismo, il suo stile è inizialmente impressionista, per passare poi dal fauvismo e dal cubismo. Famoso per i suoi quadri rappresentanti forme geometriche, principalmente quadrati o rettangoli di colore rosso, blu e giallo, separati da marcate linee nere. I colori utilizzati sono i primari, disposti in un ordine che dia un senso di equilibrio cromatico. In un periodo di stasi tra le due guerre mondiali, l’artista cerca una sorta di equilibrio universale, almeno nei suoi dipinti. I colori primari portano con sé infatti una simbologia spirituale fortissima. Tutto si gioca su equilibrio di pesi, nelle forme, e cromatico, nella disposizione dei colori. La visione, infatti, quasi assopisce il fruitore, restituendogli una sensazione di quiete.

Jan Vermeer van Delf

Pittore del famoso quadro “La ragazza con l’orecchino di perla“, è l’emblema del nostro discorso sui pittori famosi; del pittore ci restano pochissime informazioni biografiche; ma i suoi quadri fanno ancora riecheggiare il suo nome. Si sa che l’autore si dedicò spesso al genere tronien, ovvero ritratti in costumi storici rappresentanti personaggi biblici o arcaizzanti. Il celebre ritratto dell’artista rappresenta una giovane donna aristocratica (la perla era molto rara nel XVII secolo, dunque concessione di pochi) che rivolge lo sguardo allo spettatore, colpita da una luce che ne mette in risalto gli aspetti languidi e sensuali. Lo sfondo nero e la posizione della donna la proiettano verso il fruitore, e dunque ne accentuano l’immediatezza. La donna rappresentata è stata talvolta definita, per l’alone di mistero in cui è avvolta, la “Monna Lisa” olandese.

Katsushika Hokusai

Spostandoci più a oriente incontriamo il pittore e incisore giapponese Katsushika Hokusai. Conosciuto maggiormente per le sue stampe, si cimentò anche nella letteratura e fu fonte di ispirazione per gli impressionisti tra i quali Monet, post-impressionisti come Van Gogh e Gauguin, e noto a noi in particolare per “La grande onda“, xilografia in stile ukiyo-e, tra le immagini più conosciute al mondo. Un’onda minacciosa primeggia in primo piano e occupa tutto il lato sinistro del quadro, mentre sullo sfondo è possibile notare il monte Fuji. L’opera inaugura, infatti, una serie intitolata “Trentasei vedute del Monte Fuji“. Grazie forse ai suoi tratti sia occidentali che orientali, si diffonde in tutto il mondo, contribuendo alla diffusione del Giapponesismo del XIX secolo, per arrivare al XX secolo, ed è tuttora copiata e parodiata.

Mark Rothko

Pittore statunitense collegabile alla corrente dell’espressionismo astratto, nonostante la sua reticenza nei confronti delle etichette. I suoi quadri, riconoscibili per le caratteristiche campiture di colore che si estendono orizzontalmente su tele di grandi dimensioni, tendono a risucchiare lo sguardo dello spettatore, con effetti ipnotici, una sorta di immersione totale all’interno del quadro. Il colore si fonde con la geometria dell’immagine, e nonostante i richiami con Mondrian, la pittura di Rothko non cerca equilibrio all’interno del gioco di pesi e contrappesi di forme e colori, bensì tende a richiamare l’attenzione del fruitore all’interno del quadro. La forza contemplativa del dipinto genera una esperienza emotiva intensissima, provocata dal colore stesso.

Come abbiamo visto, dunque, molto spesso l’arte e le opere degli autori, una volta prodotti, divengono indipendenti dai proprio creatori, vivendo quasi di vita propria, correndo a passi più ampi rispetto ai propri autori. In un mondo in cui le immagini scorrono ininterrotte sotto i nostri occhi, uno sguardo più attento e profondo è talvolta necessario e, soprattutto, salutare per il nostro spirito.

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Foto di Rudy and Peter Skitterians da Pixabay

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