La gioia di vivere di Henri Matisse: fusione uomo-natura

La gioia di vivere è un celebre dipinto di Henri Matisse del 1906; l’opera è conservata a Merion, presso the Barnes Foundation.
Henri Matisse è il rappresentante più conosciuto del fauvismo. Il movimento dei Fauves è il contributo francese alla nascita dell’espressionismo. I fauvisti, tendevano ad abolire la prospettiva e l’utilizzo dei chiaroscuri, preferendo pennellate libere ed esplosive.

Uno dei dipinti più noti di Henri Matisse, è La gioia di vivere, che rappresenta un vero e proprio sconvolgimento del pensiero pessimista che accompagnava numerosi artisti del tempo. Così come suggerisce il nome del famoso dipinto, La gioia di vivere, è un nuovo modo, non più negativo, di guardare ed osservare l’esistenza. Lo stesso Matisse, durante la propria esistenza, cercò di raggiungere una condizione di piena felicità e gioia, fondamentali a qualsiasi essere umano, per vivere bene la propria vita.
Dunque, proprio quest’ottimismo, questa voglia di positività, si legge nelle opere del pittore, il quale mescola colori allegre e strutture semplici, che contribuiscono a creare un dinamismo che va oltre il semplice sguardo complessivo.

L’opera rappresenta dei nudi femminili dipinti a macchie, senza rispettare i colori naturalistici.
Nel dipinto Henri Matisse ripropone il tema di Cèzanne delle bagnanti, elaborandolo secondo la propria visione personale, posizionandole in uno scenario innocente, dalle sembianze paradisiache, all’interno del quale l’umanità gioiosa si muove, danzando gioiosamente. All’interno del dipinto, uno dei fattori da sottolineare, è l’uso di colori piuttosto innaturali; infatti, si può notare a tal proposito, l’uso del colore rosa, sia per raffigurare un albero, sia alcune parti del corpo umano, per sottolineare una sorta di fusione uomo-natura. I critici d’arte, suppongono che l’utilizzo “sbagliato” dei colori, sia in realtà il modo, attraverso il quale Matisse, invitava chi osserva, a guardare il bello attraverso la semplicità, senza lasciarsi schiacciare da dinamiche predefinite, dalla quotidianità.

La gioia di vivere, rappresenta un’immagine mitica del mondo come vorremmo che fosse, dove non esistono differenze tra mondo naturale e umano e tutto è armonico.
Uomo e natura si fondono in una sorta di ritorno al primitivo. Sullo sfondo, Matisse, propone il ritmico motivo del girotondo, immagine dinamica della visione propria dell’artista. Le figura immerse in una sorta di vortice, sembrano quasi elevarsi al cielo. I colori, il dinamismo, quelle figure, esprimono gioia e sinuosità al tempo stesso, caratteristiche proprie dell’identità artistica del pittore.

La tecnica è leggermente puntinista e per questo motivo l’opera fu criticata da Signac, che lo definì «un dipinto con colori ripugnanti». 

Henri Matisse è stato con Pablo Picasso, suo rivale e amico, un grande maestro della pittura del XX secolo. Si è dedicato ai nudi, ai paesaggi e al tema della felicità di vivere: «Bisogna guardare tutta la vita con gli occhi di un bambino», amava dire.

In realtà, quella di Henri Matisse rappresenta un’estrema semplicità definibile lineare, un linguaggio plastico e sinuoso al tempo stesso, del tutto nuovo per l’arte occidentale; tutto ciò è realizzato grazie ad una riduzione cromatica così sottile che gli consentì di raggiungere quella dimensione spirituale da lui tanto desiderata.

La gioia attraverso la semplicità, La gioia di vivere, dunque, non è unicamente il nome di un’importante dipinto, uno dei più celebri al mondo, ma è una vera e propria formula esistenziale, che Matisse riprodusse attraverso la propria arte.

 

Fonte immagine: Wikipedia 

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