John Locke: chi è il padre dell’empirismo | Teorie e riflessioni

John Locke: il padre dell’empirismo

John Locke (1632-1704) è stato un filosofo inglese, considerato il padre dell’empirismo e uno dei massimi teorici del liberalismo. La sua filosofia si oppone al razionalismo, sostenendo che ogni conoscenza derivi dall’esperienza. Per Locke, la mente umana alla nascita è una tabula rasa, una tavoletta vuota su cui solo l’esperienza può incidere le idee. Di conseguenza, non esistono idee innate e universali come quelle teorizzate da Platone o Cartesio.

Empirismo vs razionalismo: Locke e Cartesio a confronto

Empirismo (John Locke) Razionalismo (René Cartesio)
Origine della conoscenza: l’esperienza sensoriale è l’unica fonte. Origine della conoscenza: la ragione e le idee innate sono la fonte primaria.
Stato della mente alla nascita: una tabula rasa (tavoletta vuota). Stato della mente alla nascita: presenza di idee innate (es. idea di Dio, di perfezione).
Ruolo dei sensi: sono fondamentali e affidabili per acquisire i “dati” della realtà. Ruolo dei sensi: sono ingannevoli e devono essere subordinati al controllo della ragione.

Vita e contesto storico: tra rivoluzioni e filosofia

John Locke nacque a Wrington nel 1632, in un’Inghilterra segnata da conflitti religiosi e dalla lotta tra monarchia e Parlamento. Studiò a Oxford, dedicandosi a filosofia e medicina. Il suo coinvolgimento politico, in particolare come consigliere del conte di Shaftesbury, lo portò a sostenere il parlamentarismo e la tolleranza religiosa. A causa delle sue idee liberali, fu costretto all’esilio in Olanda, da cui tornò dopo la Gloriosa Rivoluzione del 1688. Questo evento, che sancì la supremazia del Parlamento, influenzò profondamente il suo pensiero. Le sue opere principali, tra cui il Saggio sull’intelletto umano e i Due trattati sul governo, furono pubblicate in questo periodo e diventarono i pilastri dell’Illuminismo europeo.

La teoria della conoscenza: come nascono le idee

Nel suo Saggio sull’intelletto umano, Locke smonta la teoria delle idee innate. Tutta la nostra conoscenza, afferma, deriva dall’esperienza, che si manifesta in due modi:

  • Sensazione: l’esperienza proveniente dal mondo esterno attraverso i cinque sensi (calore, colori, suoni).
  • Riflessione: l’esperienza interna, ovvero la percezione che la mente ha delle proprie operazioni (il pensare, il dubitare, il volere).

Da queste due fonti nascono le idee semplici, i mattoni fondamentali della conoscenza. La mente, poi, non è passiva: rielabora e combina le idee semplici per creare le idee complesse, che Locke divide in tre categorie: modi (idee che non sussistono da sole, come la gratitudine), sostanze (idee di cose particolari esistenti, come un uomo o una mela) e relazioni (idee che nascono dal confronto tra altre idee, come causa-effetto o identità-diversità).

Il pensiero politico: i diritti naturali e i limiti dello stato

Nei Due trattati sul governo, Locke espone la sua dottrina politica, che lo rende il padre del liberalismo. Egli parte da uno stato di natura in cui gli individui sono liberi e uguali, governati dalla legge di natura. Questa legge conferisce a tutti degli inalienabili diritti naturali: il diritto alla vita, alla libertà e alla proprietà. Per tutelare meglio questi diritti, gli uomini stipulano un contratto sociale e creano lo Stato. Tuttavia, a differenza di Hobbes, per Locke lo Stato non ha un potere assoluto: il suo unico scopo è proteggere i diritti dei cittadini. Se il governo viola questi diritti e diventa tirannico, il popolo ha il diritto di resistere e rovesciarlo. Questi principi, come analizzato dalla Stanford Encyclopedia of Philosophy, hanno influenzato direttamente la Dichiarazione di Indipendenza Americana e le moderne costituzioni liberali.

L’eredità di Locke: l’evoluzione dell’empirismo

L’empirismo di Locke ha aperto la strada a importanti sviluppi filosofici. George Berkeley portò l’empirismo alle estreme conseguenze con il suo idealismo, sostenendo che “essere è essere percepito” (esse est percipi). David Hume, invece, sviluppò un empirismo scettico, mettendo in discussione concetti come la causalità. L’influenza di Locke si estese poi all’Illuminismo e oltre, fino a correnti del XX secolo come l’empirismo logico. Ancora oggi, il suo pensiero rimane un punto di riferimento fondamentale nella filosofia della conoscenza e nella teoria politica.

Fonte immagine: Wikipedia

Articolo aggiornato il: 28/09/2025

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