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L’alfabeto cirillico: storia, origine e caratteristiche

alfabeto cirillico

L’alfabeto cirillico deve il suo nome ai suoi inventori, due fratelli originari della città greca di Tessalonica (conosciuta come Salonicco in italiano): Metodio e Costantino, che prese il nome monastico di Cirillo poco prima di morire, con il quale viene ricordato ancora oggi. Ma chi erano esattamente Cirillo e Metodio? Scopriamolo insieme.

Che cos’è l’alfabeto cirillico e come è nato?

Elemento Dettaglio
Inventori Santi Cirillo e Metodio (fratelli di Tessalonica).
Origine IX secolo, basato sull’alfabeto glagolitico e greco.
Scopo iniziale Evangelizzazione dei popoli slavi e traduzione dei testi sacri.
Composizione moderna Variabile, ma generalmente 33 lettere (in russo) divise in vocali, consonanti e segni.

Chi erano Cirillo e Metodio: i fratelli di Tessalonica

Cirillo e Metodio erano due dei 7 figli di un commerciante di Tessalonica, nella quale era radicata una buona componente slava. I popoli migranti slavi, infatti, erano soliti unirsi e integrarsi tra le popolazioni che già abitavano le terre nelle quali decidevano di stabilirsi dopo aver lasciato la loro patria nell’Europa orientale. Così, grazie alla presenza della comunità slava in città e ai commerci che il padre intratteneva con le popolazioni bulgare della Macedonia, fin da piccoli Cirillo e Metodio furono esposti alle lingue slave, con le quali impararono ad avere dimestichezza.

La missione nel mondo slavo

Nel IX secolo, in seguito a una forte espansione della Chiesa latina presso le popolazioni slave, l’imperatore bizantino Michele III e il Patriarca di Costantinopoli, Fozio, decisero di inviare dei missionari per introdurre la scrittura nel mondo slavo e diffondere i testi sacri. Poiché il Patriarca Fozio era stato il precettore di Cirillo e i due avevano già viaggiato insieme per degli incarichi diplomatici, e poiché la conoscenza delle lingue slave di Cirillo e Metodio era abbastanza risaputa, l’imperatore e il Patriarca affidarono ai due fratelli questo incarico importante.

L’alfabeto glagolitico: il primo passo

Per poter diffondere i testi sacri, scritti in latino, in una lingua comprensibile per le popolazioni slave, Cirillo e Metodio decisero di inventare un nuovo alfabeto, il quale prese il nome di glagolitico, dalla parola глагол, glagòl, che significa verbo. I suoni delle lingue slave vennero trascritti in caratteri che prendevano spunto in parte dal greco e latino e in parte da alfabeti che oggi non esistono più. Alcuni vennero addirittura inventati dai fratelli stessi, in quanto determinati suoni slavi non avevano corrispondenti in altri alfabeti.

Dall’alfabeto glagolitico all’alfabeto cirillico

L’alfabeto cirillico affonda le sue radici proprio nell’alfabeto glagolitico. Quest’ultimo, infatti, venne modificato e assunse forme diverse in base alla regione geografica di diffusione, dando vita, tra le varie forme, anche a quella dell’alfabeto cirillico, il quale prese tracce sia del glagolitico che del greco. Oggi l’alfabeto cirillico è composto da 21 suoni consonantici, 10 suoni vocalici e 2 simboli, uno forte e uno debole, ma quello che conosciamo noi è il risultato di varie trasformazioni, attuate prima dallo zar Pietro il Grande nel XVIII secolo e poi dalla rivoluzione bolscevica del 1917.

Quali sono le caratteristiche dell’alfabeto cirillico?

Le lettere dell’alfabeto cirillico possono essere divise in diversi gruppi per facilitarne lo studio e comprensione. Un primo gruppo include le lettere uguali all’alfabeto latino per scrittura e pronuncia, cioè:

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  • A
  • E (pronunciata ie, diversa da Ё, pronunciata come iò)
  • K
  • O
  • T
  • M

Un secondo gruppo, invece, comprende le lettere scritte come quelle latine ma pronunciate diversamente, come:

  • B (pronunciata v)
  • H (pronunciata n)
  • P (pronunciata r)
  • C (pronunciata s sorda)
  • Y (pronunciata u)
  • X (pronunciata come una h aspirata)
  • Г (pronunciata come g dura)
  • П (pronunciata p)
  • Ф (pronunciata f)
  • Д (pronunciata d)
  • Л (pronunciata l)

Un terzo e ultimo gruppo non vede particolare somiglianza con altri alfabeti:

  • Б (pronunciata b)
  • Ж (pronunciata sge)
  • З (pronunciata s sonora)
  • И e Й (pronunciate i e i breve)
  • Ц (pronunciata tse)
  • Ч (pronunciata c dolce)
  • Ш e Щ (pronunciate sh, rispettivamente breve e lunga)
  • Ы (pronunciata come un suono tra u e i)
  • Э (pronunciata e)
  • Ю (pronunciata iu)
  • Я (pronunciata ia)

Infine, abbiamo il simbolo dolce Ь, che ammorbidisce le vocali a cui segue, e il simbolo duro Ъ, che invece le indurisce. Per approfondire l’evoluzione storica delle lingue slave e dei loro alfabeti, è possibile consultare la voce dedicata sull’Enciclopedia Treccani.

Gruppo di lettere Caratteristiche ed esempi
Uguali al latino Grafia e pronuncia identiche a quelle latine (A, E, K, O, T, M).
“Falsi amici” Grafia uguale a lettere latine ma con pronuncia diversa (es: В [v], Н [n], Р [r], С [s]).
Lettere nuove Grafia e suoni specifici delle lingue slave, senza corrispondenza latina (es: Ж [ž], Ц [ts], Ч [č], Ш [š]).
Simboli Il segno debole (Ь) e il segno forte (Ъ), che modificano la pronuncia della consonante precedente.

A primo impatto, pensare di dovere imparare le lettere dell’alfabeto cirillico potrebbe essere scoraggiante, ma è più facile di quanto si pensi, basta solo un po’ di pratica. Soprattutto perché, a differenza di altre lingue e alfabeti, le parole russe, ad esempio, si formano esattamente come in italiano, ovvero attraverso un susseguirsi di lettere che vanno a formare delle parole. Quindi, una volta imparato a riconoscere le lettere, bisogna solo sapere il significato delle parole, come vale per qualsiasi lingua straniera.

Fonte immagine: Pixabay

Articolo aggiornato il: 26/12/2025

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