Ischia sott’acqua: alla scoperta della città sommersa di Aenaria

L’isola d’Ischia sott’acqua: tra meraviglia e storia

L’isola d’Ischia sott’acqua ha tanto da offrire, un patrimonio inestimabile che racconta molto del passato.

Ischia, tra le tre Isole del Golfo di Napoli, è caratterizzata da un vasto patrimonio culturale, non solo musei, anche sott’acqua è tutta da scoprire. Si tratta di peculiarità uniche che attirano i turisti e viaggiatori da tutto il mondo. Oltre alle meraviglie sommerse, per chi pianifica una visita, è utile sapere cosa vedere a Ischia anche sulla terraferma, per un’esperienza completa.

Siti di interesse sottomarino a Ischia

Sito Localizzazione Caratteristica principale
Antica Aenaria Baia di Cartaromana (Ischia Ponte) Resti di una città romana e fonderia (I sec. a.C. – II sec. d.C.)
Castello Aragonese (fondali) Ischia Ponte Emissioni di CO2 (Vents) per studio acidificazione
Scogli di Sant’Anna Baia di Cartaromana Reperti archeologici e biodiversità marina

L’isola d’Ischia sott’acqua: un tuffo nel passato

Ricordiamo che la costa dell’isola d’Ischia, quella meridionale in particolare è alta e selvaggia, fatta di rocce nere inaccessibili e a picco sul mare; la costa nord è bassa e abitata. Verso ovest Ischia, Casamicciola e Lacco Ameno.

Nel I secolo a.C. l’isola, assieme a Neapolis, fu assoggettata al dominio diretto di Roma. Da quel momento essa venne chiamata Aenaria, nome derivante probabilmente dal termine latino “Aenum” che vuol dire metallo. Nella zona oggi chiamata di “Cartaromana”, negli anni Settanta furono ritrovati a circa sette metri di profondità, al di sotto della vegetazione, resti di una fonderia romana con lingotti metallici ed utensili per la lavorazione dei metalli.
Questa è la prova più evidente che tutta la zona fino al 100-130 d.C. era riemersa e rappresentava il centro siderurgico-industriale che diede nome all’isola.

Il progetto “Antica Aenaria” e la riscoperta archeologica

I primi archeologi che studiarono Aenaria, Giorgio Buchner e Don Pietro Monti, furono gli stessi che studiarono Pithekoussai, la più antica colonia greca dell’Occidente situata nell’odierna Lacco Ameno al lato opposto dell’isola d’Ischia.
Dopo la scoperta Aenaria finì nell’oblio, dimenticata a causa della grande espansione turistica che interessò Ischia in quegli anni. Da qualche anno, la Soprintendenza Archeologica di Napoli con il contributo della Fondazione Roma-Mediterraneo ha incrementato le ricerche confermando l’esistenza della cittadella con la presenza di fabbriche, strade, e prodotti vari. Così è nata “Antica Aenaria”, un progetto di valorizzazione e fruizione della città sommersa.

Ischia, tra storia, cultura e scienza

Quello di Aenaria è un mondo misterioso, ricco di fascino, con segreti custoditi dalle onde del mare e dagli scogli di Sant’Anna. Anfore, antichi reperti, frammenti di statue, colonne di pietra e la banchina del porto, snodo centrale degli scambi commerciali nel Mediterraneo. Aenaria conosciuta come “Città sommersa” è visibile anche attraverso l’uso di barche dotate di vetri trasparenti collocati sul fondo che permettono di vedere i resti archeologici presenti sul fondale.

I resti di Aenaria regalano una visita che lascia senza fiato, resa ancor più suggestiva dalle immersioni subacquee. Il mare di Ischia ha tanto da donare e da insegnare soprattutto. Oltre alle bellezze storiche custodite dal mare, il sito subacqueo del Castello Aragonese è stato infatti scelto dai ricercatori di tutto il mondo come possibilità di studiare gli effetti dell’acidificazione dei mari sulle comunità di organismi marini.

L’acidificazione del mare di Ischia e le emissioni vulcaniche

A causa della natura vulcanica dell’isola d’Ischia, nel sito sono presenti emissioni di biossido di carbonio, gas che a contatto con l’acqua ne altera il pH aumentandone l’acidità.
Prevedere come si adatteranno specie ma anche gli ecosistemi all’aumento di questo fattore stressante, studiando sistemi naturali come quello del Castello Aragonese, perché simulano i livelli di acidificazione di un futuro non lontano, ha un valore importantissimo.

Le “bollicine” sottomarine sono l’ulteriore testimonianza del valore scientifico e turistico della “grande natura” dell’isola d’Ischia.

Tutto da amare e da proteggere soprattutto.

Ecco dunque che si spiega l’importanza dell’isola d’Ischia anche sott’acqua, per godere al meglio della ricchezza biologica delle peculiarità geologiche e anche del valore storico-archeologico dell’isola. L’importanza di Ischia sott’acqua risiede nella combinazione di ricchezza naturale, peculiarità geologiche, valore storico e rilevanza scientifica, che ne fanno un luogo unico e prezioso.

 

Immagine in evidenza: archivio personale

Articolo aggiornato il: 20 Gennaio 2026

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