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Eroica Fenice

Luis Sepulveda, uno scrittore dalla vita avventurosa

Luis Sepulveda, scrittore cileno nato nel 1949, è una figura particolarmente interessante nel panorama sudamericano e non solo. Lo spirito avventuroso che caratterizza lo scrittore era infatti proprio dell’intera famiglia, e sarà la cifra stilistica delle sue opere, che spaziano tra stili molto diversi tra loro, non perdendo il carattere forte e sfrontato dell’autore. Conosciamo insieme la storia dello scrittore. 

Una vita avventurosa

Luis cresce con il nonno paterno, un anarchico andaluso stabilitosi in America del sud, e lo zio, in quanto i genitori erano in fuga a causa di una denuncia ricevuta dal nonno materno. La sua passione per la scrittura, e soprattutto per la letteratura avventurosa, Conrad, Salgari e Melville tra i suoi preferiti, è precoce, e sin dalle scuole superiori Luis inizia a scrivere per un giornale, e a soli vent’anni riceve il suo primo premio letterario. Si iscrive inoltre alla Gioventù comunista, oltre a ricevere una borsa di studio per l’università di Mosca. La sua esperienza sovietica però dura pochi mesi; viene infatti espulso a causa di “atteggiamenti contrari alla morale proletaria”. Inizia un periodo di spostamenti continui, ed è di nuovo in Cile, dove viene espulso dalla Gioventù comunista. Si sposta poi in Bolivia, dove prende parte all’esercito di Liberazione Nazionale. In Cile termina gli studi teatrali e continua a scrivere racconti. Si iscrive al Partito Socialista, e arriva a far parte della guardia personale del presidente Allende.

Con il colpo di stato di Pinochet del 1973, Sepulveda viene arrestato e torturato, e poi rinchiuso in una cella minuscola. Grazie all’intervento di Amnesty International viene liberato. Il suo perseguire le proprie idee anche nei suoi spettacoli teatrali gli costò un secondo arresto che si concluse inizialmente in una condanna all’ergastolo, che gli fu commutata in una pena all’esilio. Dovendosi recare in Svezia, al primo scalo a Buenos Aires fuggì alla volta dell’Uruguay, e da lì peregrinò per vari paesi dell’America Latina.

Si stabilì infine in Ecuador, dove riprese a fare teatro e si dedicò a una campagna UNESCO, stando a contatto per vari mesi con la comunità degli Indios Shuar per studiare gli effetti della civiltà sulle abitudini di questi popoli; da qui nasce il suo interesse per le tematiche ambientali e l’amore per la natura, riversato nel libro che l’ha consacrato sulla scena mondiale “Il vecchio che leggeva romanzi d’amore” insieme al suo amore per la lettura. Si unì in seguito alle brigate internazionali Simon Bolivar per la guerra in Nicaragua. Si dedicò in seguito al giornalismo, e si stabilì in Europa, tra la Germania e la Francia. Si unì all’organizzazione ecologista Greenpeace. Tornò per un breve periodo in Cile, per stabilirsi alla fine in Spagna. La vita avventurosa di Sepulveda sarà fonte diretta per alcuni dei suoi romanzi, tra i quali “La fine delle storia” e “Il mondo alla fine del mondo”.

I mille orizzonti della letteratura di Luis Sepulveda

I generi letterari nonché gli stili toccati dall’autore risentono della sua vita avventurosa, del suo sguardo poliedrico sul mondo, dei mille orizzonti interiorizzati durante i numerosi viaggi che lo hanno condotto a vivere universi inesplorati e a conoscere una natura incontaminata, senza mai dimenticare però l’esperienza vissuta in prima persona della massima contaminazione della civiltà, ovvero la lotta dell’uomo contro i suoi simili. Tutto questo entra nei romanzi di Sepulveda, senza schermo e senza mezzi termini. Nonostante ciò l’autore è in grado di passare dalla rabbia per le ingiustizie subite e viste, alla dolcezza dei racconti per bambini, che accarezzano come una mano confortante ma che contengono allo stesso tempo l’audacia e la sfrontatezza che è cifra stilistica dell’autore. Ne è una dimostrazione il racconto, divenuto topico, “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare”, dove le tematiche ecologiste si nascondono dietro la storia di protagonisti dalle sembianze zoomorfe, che mantengono le caratteristiche tipiche degli animali messi in pericolo dall’azione incontrollata dell’uomo, ma al contempo rendono il racconto accessibile a tutti, perché facilmente fruibile, lasciando trapelare alla fine una morale valida per tutti. Infondo anche e soprattutto per gli adulti è ancora difficile comprendere che Vola solo chi osa farlo.

Fonte immagine: https://www.illibraio.it/luis-sepulveda-balena-bianca-intervista-928850/

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