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Eroica Fenice

Maggio dei Monumenti: arte e cultura partenopea

Il I maggio 2014, a Napoli, è stata inaugurata, all’interno di Castel Nuovo, la XX edizione dell’evento storico, artistico e culturale “Il Maggio dei Monumenti” con il tema “Storie e leggende napoletane” che riprende il titolo omonimo dell’opera del letterato e storico Benedetto Croce. Infatti i vari percorsi storici, letterari e culturali proposti fanno riferimento proprio  ad alcuni dei titoli dei capitoli che compongono tale opera.

In totale, tutti i percorsi tematici proposti sono otto tra i quali si segnalano le visite guidate in molti monumenti storici della città di Napoli, tra i quali la Chiesa di San Pietro a Majella e la Chiesa di Santa Chiara, e visite ai Musei Universitari delle Scienze dell’Università Federico II e al Parco Archeologico del Pausilypon e alla Grotta di Seiano. Sono proposte inoltre letture e conferenze nei centri culturali della Società Napoletana di Storia Patria, della Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III e dell’Accademia PontanianaQuest’ultima  si configura come una tra le più antiche d’Italia in quanto sorse nel 1443, con il nome di Accademia Alfonsina in seguito al riunirsi di numerosi letterati umanisti, tra cui l’homo novus Giovanni Pontano, intorno alla corte del re Alfonso I di Napoli detto il Magnanimo presso il Castel Nuovo. Nel 1471 divenne presidente dell’Accademia lo stesso Pontano, poeta, umanista e uomo politico napoletano, il quale spostò l’Accademia in via Tribunali ed in suo onore fu poi denominata Accademia Pontaniana; in seguito, con la presidenza di Vincenzo Cuoco, nel 1808, l’Accademia rinacque come Società Pontaniana e poi dal 1825 fu nuovamente rinominata Accademia Pontaniana e ospitata nell’edificio dell’Università Federico II sito in via Mezzocannone.

Il programma completo de “Il Maggio dei Monumenti” napoletano è reperibile telematicamente all’indirizzo: http://www.comune.napoli.it/flex/files/f/b/1/D.25ff814a766fa490bba8/storieeleggende_30042014.pdf

Tra i luoghi proposti vi sono anche, oltre a quelli precedentemente citati, la Chiesa dei Santi Marcellino e Festo, risalente al VII secolo, inserita all’interno del complesso Universitario Federico II del centro storico prospiciente al largo San Marcellino. Quest’ultima fu  restaurata sul progetto di Luigi Vanvitelli fino al 1772 ed ornata, per quanto riguarda l’interno, da marmi policromi e da dipinti di epoca Barocca che ricoprono pareti, cappelle, archi e soffitto;  tra gli artisti che affrescarono questa Chiesa vi furono Belisario Corenzio, Giuseppe Simonelli, Massimo Stanzione e, per quanto riguarda la realizzazione dell’architettura e della scultura delle statue che fanno parte dell’altare maggiore, Dionisio Lazzari.

Altro luogo proposto dagli itinerari è la  Chiesa di Santa Maria di Porto Salvo, detta anche Santa Maria fuori le mura, in quanto sita in Via marina e quindi fuori le antiche mura cittadine, la cui costruzione iniziò nel 1554. La chiesa fu ornata in stile Rococò per il progetto di Giuseppe Astarita, e costituita da una sola navata, da una cupola e da una balaustra che circonda il presbiterio decorata con marmi commessi di madreperla e pietre dure realizzati su progetto di Dionisio Lazzari nel 1647 mentre il soffitto intarsiato ospita la tela La Gloria della Vergine di Giovanni Battista detto Battistello Caracciolo, appartenente alla scuola caravaggesca.

I luoghi naturali e culturali dal fascino leggendario e storico di Napoli da visitare e conoscere per comprendere la storia del proprio passato sono numerosi e proprio circa l’idea dell’importanza della “Historia magistra vitae”  cito un estratto dal testo “Storie e leggende napoletane” di Benedetto Croce:  

 Il legame sentimentale col passato prepara e aiuta l’intelligenza storica, condizione di ogni vero avanzamento civile, e soprattutto assai ingentilisce gli animi; e mi è sembrato che ai nostri giorni non sia da spregiare nessuna forza, pur modesta e umile, che concorra a tal fine. Per queste considerazioni mi sono risoluto a rivedere, correggere e talvolta riscrivere da cima a fondo, e a ridare alla luce, le mie storie e leggende napoletane”.

– Maggio dei Monumenti: arte e cultura partenopea –

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