Le maschere femminili di Carnevale più famose in Italia sono quattro: Colombina, Rosaura, Giacometta e Isabella. Nascono tutte dal teatro della Commedia dell’Arte. A differenza dei personaggi maschili, queste figure non indossano maschere di cuoio sul viso, preferendo mostrare la propria espressione e bellezza al pubblico.
Il teatro italiano ha una storia a prevalenza maschile. Se pensiamo alle maschere di Carnevale tradizionali, i primi nomi che saltano in mente sono Arlecchino, Pulcinella o Balanzone. Le donne sono pochissime. Il motivo è semplice, quanto amaro. Fino al Cinquecento, alle donne era vietato salire sul palcoscenico. I ruoli femminili venivano interpretati da uomini travestiti. Tutto cambia con la nascita della Commedia dell’Arte, che porta in scena figure forti, indipendenti e smaliziate. Oggi, queste eroine sono protagoniste indiscusse del nostro folklore e delle festività e tradizioni popolari. Scopriamo le quattro figure più iconiche, analizzando origini, caratteri e vestiti.
Indice dei contenuti
Tabella riassuntiva dei personaggi femminili
Ecco un quadro generale per riconoscere a colpo d’occhio i ruoli sociali e le peculiarità delle protagoniste carnevalesche.
| Nome Maschera | Ruolo Teatrale | Segni Distintivi |
|---|---|---|
| Colombina | Servetta / Cameriera | Scaltra, civettuola. Indossa la crestina tra i capelli. |
| Rosaura | Figlia Nobile | Romantica, ricca. Porta sempre un ventaglio rosa. |
| Giacometta | Contadina | Saggia, pratica. Indossa uno scialle sulle spalle. |
| Isabella | Aristocratica innamorata | Elegante, colta. Abiti sontuosi che cambiano spesso. |
Colombina: la serva furba e scaltra (Venezia)
- Origine: Venezia
- Fidanzato: Arlecchino (spesso)
- Carattere: Smaliziata, furba, fedele alla padrona.
La regina incontrastata delle figure femminili è Colombina. Eredita il ruolo della serva furba tipica del teatro di Plauto, ma lo adatta allo spirito veneziano. È brillante, chiacchierona e usa la sua bellezza per tirarsi fuori dai guai. Protegge la sua padrona (Rosaura) dai corteggiatori indesiderati e rimprovera costantemente gli uomini che le mancano di rispetto.

Il suo costume originale era molto umile. Con il tempo i sarti teatrali lo hanno reso più sensuale. Oggi veste con una gonna a balze, un bustino stretto in vita e un grembiulino bianco. Il tocco immancabile è la crestina (la cuffia da cameriera) poggiata sui riccioli biondi. Da lei deriva anche Corallina, un’evoluzione successiva del personaggio, con tratti ancora più impertinenti e adulatori.
💡 Lo sapevi che…?
Colombina non indossa la maschera di cuoio sul viso. Le attrici del Cinquecento si rifiutavano di coprire il volto per non nascondere la propria bellezza. Per mantenere un’aura di mistero, usavano solo una minuscola mascherina nera detta “Lupino”, appoggiata intorno agli occhi.
Rosaura: l’innamorata ricca (Venezia)
- Origine: Venezia
- Padre: Pantalone
- Carattere: Sognatrice, romantica, capricciosa.
Se Colombina sbriga i lavori di casa, Rosaura vive nel lusso. È la figlia del ricco e avaro Pantalone. Vive in un palazzo storico sul Canal Grande e passa le sue giornate a sospirare d’amore. È la classica ragazza borghese: colta, educata, ma facilmente preda di intrighi sentimentali. Trascorre le giornate scrivendo lettere appassionate al suo amato Florindo.
💡 Lo sapevi che…?
Fu il grande commediografo veneziano Carlo Goldoni a dare spessore psicologico a Rosaura. Nelle sue commedie, la trasformò da semplice “bella statuina” a donna capace di prendere decisioni autonome, sfidando l’autorità patriarcale del padre Pantalone.
Il suo abito riflette il ceto sociale elevato. Indossa sontuosi vestiti settecenteschi, solitamente di colore azzurro o pastello, pieni di nastri e fiocchi preziosi. Non ha la maschera sul volto, ma porta sempre con sé un ventaglio rosa, che usa per comunicare le sue emozioni senza parlare. Sebbene le storie amorose di Rosaura siano un classico del Nord, dinamiche teatrali molto simili si ritrovano anche esplorando le piazze e i migliori Carnevali del Sud Italia, dove l’amore contrastato resta un tema universale.
Giacometta: la contadina concreta (Piemonte)
- Origine: Piemonte
- Marito: Gianduia
- Carattere: Saggia, onesta, pragmatica.
Cambiamo totalmente scenario. Giacometta non abita nei palazzi veneziani, ma nelle campagne sabaude. È la fedele moglie di Gianduia, la maschera regionale piemontese per eccellenza. Condivide con le serve la furbizia e la prontezza di spirito, ma le usa a fin di bene. È la voce della ragione. Calma il marito quando beve troppo vino e risolve i problemi domestici con grande senso pratico.

💡 Lo sapevi che…?
Giacometta rappresenta l’emblema della donna popolana laboriosa. A differenza di Colombina, non cerca scorciatoie o facili seduzioni. È il ritratto fedele delle madri di famiglia che reggevano l’economia domestica nelle campagne ottocentesche.
Il suo costume è semplice, sobrio e caldo. Indossa un’ampia gonna a ruota, un corpetto stretto su una camicia bianca e l’immancabile scialle incrociato sul petto per proteggersi dal freddo. In testa porta una tipica cuffia in tessuto bianco. Insieme al marito Gianduia, è spesso protagonista assoluta nei cortei allegorici e nei più suggestivi Carnevali del Nord Italia (come quello storico di Ivrea o Torino).
Isabella: l’aristocratica sensuale
- Origine: Varie (Commedia dell’Arte)
- Ruolo: L’Innamorata colta
- Carattere: Passionale, colta, ostinata.
L’ultima grande figura è Isabella. Rappresenta lo stereotipo dell'”Innamorata”. È estremamente bella, sensuale e acculturata. Spesso si scontra con la famiglia (di solito guidata da Pantalone) che vuole obbligarla a un matrimonio di convenienza. Lei, ovviamente, si ribella. È una donna dotata di grande spirito di iniziativa e di una dialettica affilata.
A differenza delle altre, Isabella non ha un vestito “fisso”. Essendo una nobildonna, sfoggiava abiti lussuosi che cambiavano in base alle mode del momento o alle possibilità economiche della compagnia teatrale. Solitamente vestiva velluti pregiati e grandi cappelli piumati. Anche lei, forte della sua grazia, recitava sempre a volto scoperto.
💡 Lo sapevi che…?
Questa maschera prende il nome da una persona reale: Isabella Andreini. Vissuta nel 1500, fu una delle prime e più grandi attrici professioniste d’Europa. Era talmente brava, colta e celebre che il suo personaggio teatrale prese per sempre il suo vero nome di battesimo.
Nonostante siano numericamente inferiori agli uomini, le donne del Carnevale hanno lasciato un segno indelebile. Personaggi minori come Franceschina o Smeraldina confermano la stessa regola: sul palco, le figure femminili rappresentano la scaltrezza, la libertà d’espressione e la ribellione contro le regole rigide della società antica.
Fonte Immagine in evidenza: Pixabay / Wikipedia
Domande Frequenti (FAQ)
Quante e quali sono le maschere femminili?
Rispetto agli uomini sono molto poche. Le quattro figure storiche principali, ereditate dalla Commedia dell’Arte, sono Colombina, Rosaura, Giacometta e l’aristocratica Isabella. A queste si aggiungono varianti minori come Corallina e Smeraldina.
Perché le maschere femminili non coprono il viso?
Le donne non indossavano la tradizionale maschera di cuoio nera o marrone per due motivi. Primo, volevano mostrare la propria bellezza al pubblico. Secondo, le attrici facevano grande affidamento sulla mimica facciale per esprimere emozioni complesse sul palcoscenico.
Chi è la fidanzata di Arlecchino?
La compagna storica di Arlecchino è Colombina, la servetta veneziana astuta e smaliziata. In molte commedie, la donna deve spesso rimediare ai pasticci combinati dal fidanzato pasticcione per salvare il quieto vivere della casa.
Come si veste Rosaura?
Essendo la figlia del ricco mercante Pantalone, Rosaura indossa eleganti abiti di foggia settecentesca, ricchi di nastri e fiocchi. Il colore predominante è spesso l’azzurro. Il suo accessorio inseparabile è un ventaglio rosa tenuto tra le mani.

