Shinsengumi: la polizia speciale dell’ultimo shogunato Tokugawa

Shinsengumi: la polizia speciale dell'ultimo shogunato Tokugawa

Il nome della Shinsengumi probabilmente farà suonare qualche campanello nella memoria di coloro che abbiano già conoscenze della storia giapponese, ed in particolare del periodo Bakumatsu. Ma chi erano gli Shinsengumi? E qual era il loro scopo? Scopriamolo insieme.

Membri chiave della Shinsengumi

Membro Ruolo e Destino
Kondō Isami Comandante, giustiziato nel 1868.
Hijikata Toshizō Vice-comandante (“il Demone”), caduto ad Hakodate (1869).
Okita Sōji Capitano 1a Divisione, morto di tubercolosi (1868).
Saitō Hajime Capitano 3a Divisione, sopravvissuto (divenne poliziotto).

 

Il contesto storico: il Giappone del Bakumatsu

La Shinsengumi (新選組, “Nuova squadra scelta”) fu un corpo di polizia speciale fondato dal governo militare (bakufu) e attivo per soli 6 anni, dal 1863 al 1869. Qual era il suo scopo? I suoi membri, cittadini comuni o samurai di basso rango, avevano il compito di proteggere i rappresentanti dello shogunato a Kyōto, reprimendo attentati e disordini. L’epoca era quella del Bakumatsu, un periodo di enormi sconvolgimenti causati dall’apertura forzata del Giappone all’Occidente. Dopo la Convenzione di Kanagawa del 1854, firmata sotto la minaccia delle “navi nere” americane, il paese si divise tra chi sosteneva il commercio con gli stranieri e chi, al grido di sonnō jōi (“venerare l’imperatore e scacciare i barbari”), si opponeva allo shogunato.

Le origini: dal Rōshigumi alla Shinsengumi

Per sedare le ribellioni dei lealisti imperiali (shishi), lo shogunato istituì il Rōshigumi, una squadra di rōnin (samurai senza padrone). Tuttavia, il gruppo si rivelò infiltrato da simpatizzanti dell’imperatore e fu presto smantellato. Dalle sue ceneri, un piccolo gruppo di 19 membri fondò a Kyōto il Mibu Rōshigumi (o Miburō), diviso in fazioni guidate da Serizawa Kamo e Kondō Isami. Dopo una serie di violenti scontri interni e purghe, il Miburō fu ufficialmente riconosciuto come forza di polizia e rinominato Shinsengumi. La fama del gruppo crebbe enormemente dopo il famoso “incidente Ikedaya” (luglio 1864), in cui sgominarono una cellula di rivoluzionari che progettava di incendiare Kyōto.

La guerra Boshin e la fine della Shinsengumi

Nel 1867, con la fine dello shogunato Tokugawa e la restaurazione del potere nelle mani dell’imperatore Meiji, iniziò la guerra civile Boshin. La Shinsengumi, rimasta fedele allo shōgun, combatté contro le forze imperiali. Sconfitti in più battaglie, i suoi membri subirono perdite e diserzioni. Il comandante Kondō Isami fu catturato e giustiziato nel 1868. Il vice-comandante Hijikata Toshizō guidò gli ultimi superstiti a nord, unendosi alla effimera Repubblica di Ezo. La sua morte in battaglia durante la Battaglia di Hakodate nel 1869 segnò la fine definitiva della Shinsengumi.

Membri e regolamento della Shinsengumi

Al suo apice, la Shinsengumi contava circa 300 membri. Chi erano i membri più famosi? Ecco la gerarchia dopo l’incidente Ikedaya:

  • Kondō Isami: Comandante, maestro dello stile di spada Tennen Rishin-ryū.
  • Hijikata Toshizō: Vice-comandante, soprannominato “il Demone” per la sua severità.
  • Okita Sōji: Capitano della Prima Divisione, prodigio della spada.
  • Saitō Hajime: Capitano della Terza Divisione, sopravvissuto alla guerra.

Il regolamento della Shinsengumi, ideato da Hijikata, era estremamente severo e si fondava sul principio del makoto (sincerità, integrità), il cui kanji 誠 era ricamato sulle loro iconiche uniformi. Era proibito lasciare il gruppo, arricchirsi privatamente o essere coinvolti in scontri personali. La violazione delle regole prevedeva quasi sempre l’obbligo del suicidio rituale (seppuku).

La Shinsengumi nella cultura di massa

La Shinsengumi è uno degli elementi della storia giapponese più ritratti in anime, manga e videogiochi. I suoi membri compaiono come protagonisti del noto anime/manga Gintama, del franchise di Hakuōki e sono associati ai personaggi del videogioco Like a Dragon: Ishin! (spin-off della saga Yakuza). Anche il manga storico Golden Kamuy include un anziano Hijikata tra i suoi protagonisti, a testimonianza del fascino immortale di questa squadra di samurai.

Immagine di copertina: Wikipedia

Articolo aggiornato il: 5 Gennaio 2026

Altri articoli da non perdere
Prima Repubblica italiana: la politica dal dopoguerra a Craxi
Prima Repubblica: politica italiana dal Dopoguerra a Craxi.

Il 2 giugno 1946 si tengono le prime elezioni politiche italiane dopo il Fascismo ed il referendum tra monarchia e Scopri di più

Cos’è lo strutturalismo: da Saussure a Lévi-Strauss
Teoria dello strutturalismo: significato, temi ed esponenti

Lo strutturalismo è una metodologia e una corrente di pensiero del Novecento basata sul presupposto che ogni oggetto di studio Scopri di più

Occhio di Horus e Occhio di Ra: differenze e significato dei simboli
occhio di horus e occhio di ra

Spesso confusi e talvolta usati come sinonimi, l'Occhio di Horus e l'Occhio di Ra sono due dei simboli più potenti Scopri di più

Programma Au pair: opportunità e vantaggi
Programma au pair

Il programma "Au Pair" è un'esperienza di scambio culturale che permette a giovani tra i 18 e i 30 anni Scopri di più

Successione di Fibonacci: la bellezza aurea dei numeri
Sequenza di Fibonacci

La successione di Fibonacci è una sequenza di numeri di notevole importanza, introdotta dal matematico italiano che le diede il Scopri di più

La vita quotidiana dei ninja, rituali ed abitudini
La vita quotidiana dei ninja

I ninja sono realmente esistiti e hanno avuto un ruolo fondamentale nella storia del Giappone feudale. Noti originariamente come Shinobi Scopri di più

Condividi l'articolo!

A proposito di Sara Napolitano

Ciao! Sono Sara, studentessa iscritta al terzo anno del corso di laurea Lingue e Culture Comparate presso l'università "L'Orientale" di Napoli. Studio inglese e giapponese (strizzando un po' di più l'occhio all'estremo Est del mondo). Le mie passioni ruotano attorno ad anime, manga, libri, musica, sport, ma anche natura e animali! Da sempre un'irriducibile curiosa.

Vedi tutti gli articoli di Sara Napolitano

Commenta