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Eroica Fenice

Matisse a Roma, mostra alle Scuderie del Quirinale

Matisse. Arabesque è il titolo della mostra proposta dalle Scuderie del Quirinale e promossa dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura, Creatività, Promozione Artistica e Turismo.

La mostra – organizzata dall’Azienda Speciale Palaexpo in coproduzione con MondoMostre e catalogo a cura di Skira editore – ospiterà oltre 100 capolavori di Matisse, provenienti dai maggiori musei e dalle principali collezioni private del mondo: Tate Gallery, Moma, Puškin, Ermitage, Centre Pompidou, Orangerie, i musei di Philadelphia e Washington.

Matisse può essere collocato nel novero degli artisti più importanti del XX secolo: egli ha realizzato un nuovo tipo di arte pittorica, che si alimenta di forme libere e colori vivaci, nel tentativo di superare la claustrofobica tendenza ad una fedele riproduzione della realtà. La nuova tendenza, inaugurata da Matisse, ha poi influenzato generazioni di artisti, sia in Europa che in America.

Matisse si accostò all’armonia pittorica degli impressionisti, grazie ai quali maturò il passaggio dalla tecnica chiaroscurale all’uso di impasti di colore puro.

Ma furono le tendenze neoimpressioniste di Seurata e Signac e la lezione di Van Gogh e Gaugin a spingere Matisse verso la ricerca della purezza dei mezzi espressivi e verso la concezione del colore come valore autonomo. La ricerca pittorica di Matisse appare vicina a quella dei cosiddetti Fauves (M. de Vlaminck, A. Marquet, A. Derain, G. Braque), di cui – secondo alcuni critici – Matisse sarebbe capo spirituale.

G. Apollinaire, già nel 1907, notava che le caratteristiche fondamentali di questa nuova ricerca pittorica sono l’uso di un colore sempre meno naturalistico, l’eliminazione della tridimensionalità e soprattutto la piena autonomia pittorica conferita all’immagine.

Matisse a Roma

Matisse risentì persino dell’esperienza cubista, relativamente alla costruzione di uno spazio più geometricamente inteso, senza, tuttavia, abdicare ad una nuova funzione cromatica.

In particolare, i suoi arabeschi sono caratterizzati da interni borghesi, odalische e nature morte, che esprimono un carattere potentemente pagano e che, pertanto, furono malviste dagli ambienti cattolici.

Val la pena ricordare quanto Matisse stesso affermava, a proposito dei suoi arabeschi: “La preziosità o gli arabeschi non sovraccaricano mai i miei disegni, perché quei preziosismi e quegli arabeschi fanno parte della mia orchestrazione del quadro.” E questa orchestrazione è poligenetica, dal momento che, in essa, convergono – a livello d’ispirazione – il mondo ottomano, l’arte bizantina e, persino, le rappresentazioni pittoriche dei primitivi.

Inoltre, gli arabeschi di Matisse, spesso, promanano un’aria esotica, orientaleggiante e, del resto, il pittore scriveva “La révélation m’est venue d’Orient”, intendendo far riferimento alla sue numerose frequentazioni dell’Oriente, esperienza di cui la sua arte non poteva non risentire.

Se si volesse compendiare, in una sola parola, il giudizio relativo all’arte di Matisse, non si potrebbe far altro che definirla sublime.

La mostra sarà visitabile dal 5 marzo al 21 giugno 2015.
Biglietti
Intero € 12,00
Ridotto € 9,50
Ridotto 7-18 anni € 6,00
Ingresso gratuito fino ai 6 anni

È possibile prenotare per i singoli e i gruppi il turno d’ingresso alla mostra e accedere alla mostra dall’ingresso senza file.

La mostra sarà affiancata da una serie di incontri, funzionali ad offrire momenti di approfondimento e spunti di riflessione.

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