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Eroica Fenice

Salviamo l’arte (e i beni culturali)

Salviamo l’arte è un luogo di incontro, di idee, di spunti fra archeologi, storici dell’arte, conservatori, restauratori, artisti, appassionati d’arte, «tutti quelli che sentono il bisogno di unirsi e fornire il proprio contributo, affinché si riesca a creare una nuova rete solida che garantisca non solo la sopravvivenza del sistema dell’arte, ma anche la sua crescita e arricchimento, il suo sviluppo al servizio dei cittadini». Questa pagina “sociale” nasce dall’iniziativa di tre giovani storici dell’arte campani,  Mariangela Capraro, Annalisa Ferraro e Libero Schettino, formatisi presso l’Università di Napoli Federico II.

Uniti dalla convinzione che «l’arte, la più grande ricchezza d’Italia, rappresenti il luogo dove concepire la rinascita di una coscienza comune, del senso civico, della libertà individuale», dopo l’esperienza a L’Aquila il 5 maggio, che ha riunito storici dell’arte italiani e non, hanno deciso di impegnarsi in modo consapevole per la valorizzazione e la tutela dei beni comuni. Convinti che «nel patrimonio artistico e nella cultura un cittadino possa trovare non solo la propria storia, ma anche la propria identità e un rassicurante e appagante senso di appartenenza».

Quali sono i propositi di questa iniziativa?

L’obiettivo è riuscire, nel nostro piccolo, a ri-alimentare l’interesse, la sensibilità dei cittadini, la curiosità di conoscere le meraviglie che l’Italia conserva, la riscoperta della cultura e della libertà che questa sa offrire. Attraverso il confronto, il dialogo, la condivisione, siamo convinti sia possibile innescare nuovamente quegli sguardi vigili e attenti, capaci di poggiarsi sui beni artistici e goderne in piena libertà.

Quali sono stati finora i progetti che hanno avuto più successo?

Crediamo fermamente che solo attraverso una maggiore conoscenza si possa arrivare ad avere una migliore consapevolezza critica nei confronti dei nostri beni comuni da tutelare e salvaguardare. Per questo motivo abbiamo scelto di operare principalmente attraverso il web e le piattaforme social, che ci consentono di spaziare di regione in regione senza difficoltà e di rivolgerci ai cittadini italiani senza limiti territoriali. A questo fronte telematico, affianchiamo esperienze “live”: giornate di studio, di conoscenza diretta dei nostri beni comuni e partnership di eventi a carattere prettamente culturale.

Cosa pensate a proposito delle iniziative promosse dal ministro Franceschini?

Per quanto riguarda le soprintendenze, siamo fermamente convinti che una riorganizzazione fosse non solo utile ma necessaria. Un progetto che era già partito con l’allora ministro Massimo Bray. Tuttavia svuotare la funzione operativa delle soprintendenze (ddl Madia), unici organi territoriali di tutela, salvaguardia e promozione dei nostri beni comuni, e subordinarle alle Prefetture, cioè ad organi di governo che non sono professionalmente preparati alla loro gestione, ci sembra davvero paradossale e pericoloso.  Riguardo il potenziamento dell’insegnamento della storia dell’arte nelle scuole, siamo sempre stati vicini ad ANISA (Associazione Nazionale Insegnanti di Storia dell’Arte) e alla presidente Irene Baldriga, nella battaglia per un insegnamento che fosse aperto a tutti gli studenti e a tutte le fasce d’età. Ma l’intervento di Franceschini non si è avvicinato alla nostra etica.

In quanto giovani studiosi delle più diverse forme d’arte, quali sono le opere che potrebbero al meglio rappresentare il bisogno di intervenire sulla conservazione e la salvaguardia del patrimonio italiano (sia in negativo perché ne rappresentano il degrado che in positivo perché ne rappresentano la bellezza)?

È una domanda, questa, che ci siamo posti più di una volta ma ogni risposta appare limitante. Pensiamo però che l’immagine a cui abbiamo affidato il compito di rappresentarci possa, in qualche modo, sopperire alle nostre parole, mostrando visivamente il nostro contesto d’azione. Citarne uno sarebbe troppo riduttivo.

Recentemente si è parlato molto della decisione di nominare direttori stranieri dei musei e dei siti archeologici nazionali. Pensate che questa scelta possa giovare al miglioramento dei siti e delle aree museali italiani?

La decisione presa dal ministro Franceschi ha scatenato un vero e proprio putiferio. La possibilità data a studiosi stranieri di partecipare alle selezioni per i venti direttori dei super-musei italiani è stata giusta, sensata ed europeista. Molti degli studiosi italiani hanno fatto esperienze all’estero e lavorano al di fuori del nostro paese. Quello che ci fa andare cauti nel giudizio sono essenzialmente le modalità di scelta dei direttori: il fatto che ancora non si conoscano le terne di studiosi entro cui sono stati scelti i direttori non gioca a favore della trasparenza e poi ci spaventa in alcuni casi la scarsa conoscenza, da parte dei nuovi direttori, del patrimonio da amministrare, salvaguardare e tutelare. Complessivamente la risposta alla sua domanda è no. Ma speriamo di sbagliarci!

Quali sono i progetti futuri del gruppo per “salvare” il patrimonio artistico italiano?

Le idee in cantiere sono tantissime e si muovono tutte in seno alla divulgazione responsabile di ciò che succede nel mondo dell’arte e della cultura, ma realizzarle ha le sue difficoltà, dovendo contare solo sulle nostre forze. Siamo fermamente convinti che alla base della tutela del patrimonio storico-artistico italiano e non solo, ci sia in maniera imprescindibile un’educazione scolastica adeguata. Scriveva Roberto Longhi: «Ogni italiano dovrebbe imparare da bambino la storia dell’arte come lingua viva, se vuole aver conoscenza intera della propria nazione». Solo attraverso la conoscenza si può avere una presa di coscienza dell’importanza dei beni storico-artistici nella loro valenza estetica, storica e civile. Ed è per questo che ci poniamo come anello di congiunzione tra le iniziative culturali, le battaglie da affrontare, gli scandali sempre più all’ordine del giorno, informando i cittadini della situazione di fatto del nostro paese, interagendo con essi e contribuendo a far crescere il loro senso civico. Nel sito web, che lanceremo a breve, oltre alla nostra attività di divulgazione su quello che succede nel mondo dell’arte e della cultura, troverete anche editoriali a nostra firma e a firma di esperti del settore e dei nostri followers, che ci racconteranno pareri, impressioni e realtà territoriali a loro vicine.

Grazie!

Salviamo l’arte (e i beni culturali)

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