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Scuola cirenaica: ideologia e differenze con l’epicureismo

La scuola cirenaica e scuola epicurea: ideologie e differenze

La scuola cirenaica e la scuola epicurea sono state due tra le più influenti scuole filosofiche di epoca greca, sono qui analizzate le ideologie e le differenze.

Scuola cirenaica: le caratteristiche


Con il termine scuola cirenaica si intende una scuola filosofica greca di derivazione socratica e sofistica. Il nome deriva dalla città di provenienza del maestro fondatore: Aristippo di Cirene, una città greca situata nel Nord Africa.
La scuola cirenaica venne fondata, ufficialmente, successivamente alla morte dell’iniziatore e rimase in attività nella prima metà del IV secolo a.C.
Tra i primi allievi di Aristippo vi furono la figlia Arete e il nipote Aristippo il Giovane. Secondo le fonti, fu proprio il nipote, successivamente, a raggruppare gli insegnamenti del nonno in un sistema filosofico compatto segnando l’inizio per la diffusione della scuola cirenaica.
Tra gli allievi successivi, e più importanti, figurano i nomi dei filosofi Anniceride di Cirene, Egesia di Cirene e Teodoro l’Ateo.
Come ricorderà, in seguito, il grande Diogene Laerzio, furono proprio i sopracitati allievi a dare origine ai diversi orientamenti di pensiero all’interno della stessa scuola.
Il contributo di Aristippo alla scuola cirenaica è ben evidente in alcuni dei punti saldi del pensiero filosofico proposto, questi ruotano intorno alle questioni dell’antropocentrismo, del sensismo assoluto, della ricerca del piacere e del principio di autosufficienza.
Purtroppo, la scuola cirenaica risulta attiva fino e non oltre al IV-III secolo a.C., si trovò, infatti, in breve tempo soppiantata dalla diffusione della scuola epicurea e dal pensiero di Epicuro.

L’ideologia

Trattandosi di una scuola filosofica ispirata ai principi socratici e sofisti, il pensiero perseguito dalla scuola cirenaica è fondamentalmente un pensiero di tipo etico.
Secondo l’ideologia cirenaica l’uomo non può arrivare alla conoscenza se non attraverso i sensi, la sensazione è l’unica verità ultima.
L’uomo conosce perché sente, conosce ciò di cui può fare esperienza: i cambiamenti che vive attraverso l’esperienza del mondo esterno portano la conoscenza.  
La sensazione viene associata al movimento: se il movimento, e quindi la sensazione provata, sarà dolce e lieve allora genererà piacere, viceversa, quando si tratterà di un movimento violento genererà dolore.
Secondo caposaldo del pensiero della scuola cirenaica è l’edonismo, teoria secondo cui il fine ultimo della vita dell’uomo è il piacere, a cui l’uomo tende naturalmente. Il piacere veniva considerato come unico bene per l’uomo. Seguendo questa linea, consideravano il piacere fisico preferibile a quello mentale, in quanto più immediato da raggiungere.

L’epicureismo e il rapporto con la scuola cirenaica

Con il termine epicureismo si intende proprio la scuola filosofica derivata dal pensiero filosofico del suo fondatore, Epicuro.
La filosofia di Epicuro si diffonde nel clima culturale ellenico e si fonda su tre principi:
– il sensismo, per cui, anche in questo caso, la conoscenza si fonda sull’esperienza e i sensi sono l’unico criterio di verità possibile,
– l’atomismo, secondo cui tutto nasce e muta per unione e scissione degli atomi,
-il semi-ateismo, Epicuro credeva, infatti, che gli dèi esistessero ma non avessero un ruolo attivo nella gestione politica e sociale della società.
Sviluppando questi tre principi il filosofo articola il proprio pensiero attraverso quattro massime, ovvero:
– non temere gli dèi
– non temere la morte
– il bene è facilmente raggiungibile
-il male è facilmente tollerabile
Epicuro, inoltre, condivideva l’idea del raggiungimento del piacere come fine ultimo. Tuttavia, la scuola epicurea si differenziava da quella cirenaica nello sviluppo della questione. Gli allievi cirenaici non mancarono di scagliarsi, in maniera anche polemica, contro i seguaci di Epicuro, tendendoci a che si differenziassero le due linee di pensiero.
Per Epicuro il vero ed unico piacere è caratterizzato dalla totale assenza di dolore; inoltre, egli propone una sorta di gerarchizzazione razionale dei diversi livelli di piacere, secondo quest’ultima si avrebbero:
-piaceri naturali e necessari
-piaceri naturali non necessari
-piaceri non necessari e non naturali
Si deduce che la felicità, per Epicuro, e a differenza della scuola cirenaica, si leghi ai piaceri naturali e necessari.
Un’altra differenza riscontrabile tra le due correnti di pensiero riguarda la questione della virtù: mentre per Epicuro piacere e virtù erano strettamente collegate tra loro, per i cirenaici non esisteva questo rapporto; dunque, la virtù non veniva esaltata né ricercata.

Fonte immagine in evidenza: Pixabay

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A proposito di Alessia Nastri

Studentessa di venti anni iscritta all'università l'Orientale di Napoli. Appassionata dell'arte in ogni sua forma, amo particolarmente leggere e studiare le letterature. La mia personalità si costruisce su pochi aspetti: i libri, la scrittura, Taylor Swift e la mia frangetta.

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