Il 23 novembre si celebra la Giornata della filosofia

23 novembre

Il 23 novembre si celebra la giornata mondiale della filosofia istituita dall’UNESCO; il Ministero dell’Istruzione ha emesso e diffuso una circolare con la quale s’informano le istituzioni scolastiche che il 23 novembre dalle ore 14 alle ore 18 si svolgerà in videoconferenza la Giornata Mondiale della Filosofia, con l’iniziativa denominata: “Metamorfosi dell’Umanesimo”.

La Giornata di studio è rivolta ai dirigenti scolastici e ai docenti del primo e del secondo ciclo di istruzione, degli Istituti Tecnici Superiori e dei Centri di Istruzione per gli adulti. La partecipazione all’iniziativa prevede il rilascio di un attestato di partecipazione, riconosciuta come attività per la formazione del personale docente.

La Giornata dedicata alla filosofia è stata istituita nel 2002 con lo scopo di sottolineare l’importanza della disciplina per i giovani e per ampliare le prospettive di crescita ed apertura verso nuove realtà, richiamando valori di eguaglianza, libertà e pace.

23 novembre: la filosofia per dare risposta ai dubbi

Comprendere i concetti propri della filosofia, spesso considerata una disciplina pesante e difficile da studiare, permette di comprendere l’essenza della propria individualità, intesa come unità interna a qualcosa, in questo caso alla persona stessa, e al contempo di capire la diversità rispetto agli altri, concepita come tratto caratterizzante. L’esempio concreto che sono soliti formulare i professori di filosofia rivolgendosi ai propri studenti è molto semplice e spiega bene il concetto. Se si parla di una crostata si fa riferimento a qualcosa di diverso da un ammasso di briciole e di fette di pera e mela: il riferimento invece è ad un’entità con una struttura unitaria e distinta rispetto a tutto il resto, ma non per questo superiore o inferiore ad altre. Ecco dunque che la diversità non è sinonimo di inferiorità.

Dal punto di vista filosofico, il Rinascimento, così come l’Umanesimo, sul quale si baserà la giornata dedicata alla filosofia, segna l’inizio di una nuova fase dello spirito, che rinasce dallo studio della classicità, in connessione con importanti eventi storici e culminando con quella che è conosciuta come riforma della filosofia. Questa fase segnò un mutamento complessivo della visione dell’uomo e di conseguenza anche del mondo.
Ricordiamo che il termine Umanesimo si rifà al ruolo degli studi classici per la formazione dell’uomo. In questo senso, la filosofia si interroga sul ‘perché’ della realtà, diventando un sapere che indaga con ragione e soprattutto coscienza circa il senso della vita, provando a trovare una giustificazione ai vari eventi della quotidianità, ma anche ai fattori storici, sociali e culturali che caratterizzano le persone.
Ecco perché la Giornata della filosofia celebrata il 23 novembre punta al concetto di razionalità, sottolineando le capacità di ciascuna persona di avere piena coscienza di sé e del mondo esterno; il concetto, espresso in senso ampio e non in senso lato, è espressione di tutte le facoltà tipiche della persona, perché tutte le facoltà tipicamente personali presuppongono la consapevolezza: non solo quelle volte a conoscere (intelletto e ragione) ma anche la volontà e quindi la capacità di svolgere azioni in base a facoltà razionali e quindi filosoficamente.

L’iniziativa del 23 novembre denominata “Metamorfosi dell’Umanesimo” procede in modo tale che il concetto di filosofia “esca” dall’identità prettamente concettuale ed ideologico, insegnando a pensare e diventando un motto; tutti possono filosofeggiare, con cognizione ovviamente, ma ognuno dentro sé ha delle doti innate da sfruttare, linfa vitale per comprendere determinate cose o aspetti e dare risposta ad interrogativi e questioni di diversa natura.

Durante la Giornata della Filosofia, in particolare, saranno evidenziati i risultati delle esperienze di formazione e insegnamento della filosofia e del pensiero critico negli Istituti tecnici e professionali e negli Istituti Tecnici Superiori. Un’occasione importante, di crescita personale ma anche collettiva, perché chi vive bene con se stesso vivrà altrettanto bene anche all’interno della società o quantomeno capirà come rapportarsi agli altri, attraverso il dialogo.

 

Immagine in evidenza: Pixabay

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