Statue dei Nyōrai in Giappone, le 4 più importanti
Il pantheon buddista è tra i più vasti e complessi del mondo religioso politeista, con un sistema gerarchico estremamente articolato fondato sui numerosi sutra, ovvero i testi sacri della religione buddista, che variano tuttavia in base al tipo di buddismo, dal momento che la religione è suddivisa in diverse sette. In cima alla gerarchia buddista figurano i Buddha Nyorai o Tathāgata in sanscrito (letteralmente: colui che è così venuto). Questo è il termine con il quale il Buddha storico (Siddhartha Gautama) si riferiva a se stesso, ma il cui uso si è poi allargato anche alle altre entità buddiste che hanno raggiunto l’illuminazione e occupano la punta della piramide gerarchica: il Nyorai-Bu. I più importanti in Giappone sono: Shaka Nyorai; Amida Nyorai; Dainichi Nyorai e Yakushi Nyorai.
Statue dei Nyōrai in Giappone: le caratteristiche

Indipendentemente dal nome, solitamente il Nyōrai ha i capelli ricci come simbolo di illuminazione. Non portano corone ma indossano il Funzōe (ad eccezione di Dainichi) ovvero un vestito di scarto, umile, tipico dei monaci. I capelli sono bluastri e il taglio è denominato Rahotsu. Lo Ushnisha o Nikkei (protuberanza di carne) esce dalla testa come simbolo di saggezza e ha un punto bianco sulla fronte, che è in realtà un capello bianco di 4,5 metri arrotolato su se stesso, chiamato Byakugō. La mano destra, che arriva fino al ginocchio, è palmata da una membrana dorata e simboleggia la compassione del Buddha e la sua capacità di salvare tutti gli esseri senzienti senza eccezioni. Ha 40 denti, i lobi delle orecchie hanno il buco e la lingua spiegata è più grande del viso. Possiede 3 pieghe sul collo e il corpo risplende dorato. Sulle piante dei piedi piatti c’è un motivo decorativo.
Shaka e Yakushi

Il primo è il modello del principe Sakyamuni (Siddhartha Gautama), rappresentato in meditazione. La sua mano destra è alzata e aperta e sta a significare “non avere paura”. È il mudra dell’assenza di paura (Semui-in). La mano sinistra è tesa e significa “sto ascoltando i tuoi desideri”. È il mudra della dispensazione di doni (Yoganin).
Il secondo rappresenta la divinità del culto di Yakushi Nyorai, il Buddha della medicina, tra i primi a svilupparsi in Giappone durante il VI secolo. Anche lui ha la mano destra che forma il mudra Seimui-in, ma nella sinistra stringe una giara con del medicinale al suo interno (dal IX secolo in poi).
Dainichi e Amida

Dainichi è tra le statue dei Nyōrai più importante in Giappone per il Buddhismo tantrico/esoterico: si pensa che sia tutt’uno con l’universo. Non ha i capelli ricci come gli altri, ma indossa una corona e altri accessori. Le sue mani sono: o davanti al petto nel mudra Kakushō-in, che rappresenta l’unione di saggezza e metodo o il rapporto tra Buddha ed esseri senzienti; o davanti alla pancia con le mani che si sovrappongono nel mudra Zenjō-in.
Anche Amida somiglia a Shaka, ma le mani sono unite e formano 2 cerchi: egli vive e regna nella Terra Pura. Quando gli esseri umani muoiono, lui li va a prendere per poi accompagnarli nella sua Terra Pura. Dopo la morte di Shaka, si credeva che dopo 1500-2000 anni il mondo sarebbe sprofondato nel caos ed entrato nel Mappō: La fine della Legge. Per questa ragione durante il periodo Heian si diffuse il canto del Nembutsu e la venerazione di Amida, grazie a Hōnen, fondatore della setta della Terra Pura.
Immagine in evidenza: statua del Daibutsu nel Todai-ji di Nara (archivio personale)

