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Supplizio di Tantalo: da dove proviene l’espressione

Supplizio di Tantalo: da dove proviene l’espressione

Il supplizio di Tantalo è un’espressione utilizzata per identificare una persona che desidera ardentemente un qualcosa che, pur apparentemente alla sua portata, non può ottenere. Ma perché si chiama così?

L’espressione trova le sue origini nella mitologia greca antica. La storia di questa punizione eterna, descritta per la prima volta da Omero nell’Odissea, è legata alle terribili colpe del suo protagonista.

Chi era Tantalo?

Tantalo, il cui nome deriva dal greco antico τλάω “soffrire”, è figlio di Zeus e della ninfa Pluto. Fu il primo re della Lidia e, in vista del suo status, veniva spesso invitato a banchettare alla mensa degli dei o, viceversa, gli dei frequentavano la sua mensa. Tuttavia, Tantalo compì molte violazioni delle regole della xenìa, ovvero l’ospitalità sacra, offendendo ripetutamente le divinità.

Le colpe di Tantalo: l’arroganza verso gli dei

L’arroganza, o hybris, di Tantalo si manifestò in una serie di terribili trasgressioni:

  • Il furto dell’ambrosia: Rivelò agli uomini i segreti degli dei e rubò la loro ambrosia, la bevanda che garantiva l’immortalità, per distribuirla ai suoi sudditi.
  • Il rapimento di Ganimede: In alcune versioni del mito, fu lui a rapire Ganimede, il bellissimo coppiere degli dei amato da Zeus.
  • L’atto più crudele: Per testare l’onniscienza divina, uccise suo figlio Pelope e lo servì come pietanza durante un banchetto. Solo Demetra, sconvolta dalla perdita della figlia Persefone, non si accorse dell’inganno e mangiò parte della spalla del ragazzo. Gli altri dei, inorriditi, ricomposero e resuscitarono Pelope, sostituendo la parte mancante con una spalla d’avorio.

La punizione: il supplizio eterno

Per queste nefandezze, Tantalo fu colpito da un fulmine di Zeus e gettato nel Tartaro, il luogo più profondo e oscuro degli inferi. Lì subisce la sua eterna condanna, descritta come una tortura composta da tre elementi.

Componente del supplizio Descrizione della tortura
La sete inestinguibile Immerso fino al collo in un lago d’acqua dolce che si prosciuga ogni volta che cerca di bere.
La fame perenne Sotto un albero carico di frutti succosi i cui rami si ritraggono ogni volta che prova ad afferrarli.
La minaccia incombente Un enorme macigno è perennemente sospeso sopra la sua testa, minacciando di schiacciarlo.

È questa punizione a dare origine alla locuzione proverbiale. Il supplizio di Tantalo è proprio il perenne consumarsi dalla fame e dalla sete, agognando cose vicine ma eternamente irraggiungibili.

Cosa simboleggia il supplizio di Tantalo?

Il supplizio di Tantalo, come definito dall’Enciclopedia Treccani, simboleggia l’insoddisfazione dell’uomo davanti a desideri e obiettivi apparentemente raggiungibili, ma che si rivelano inafferrabili. Questa potente immagine verrà ripresa anche dal filosofo Schopenhauer ne Il mondo come volontà e rappresentazione, come perfetta metafora dell’eterna e inappagata volontà umana, costantemente proiettata verso un desiderio che, una volta raggiunto, lascia subito spazio a un altro, in un ciclo senza fine.

Immagine in evidenza per l’articolo sul Supplizio di Tantalo: Pinterest

Articolo aggiornato il: 06/09/2024

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A proposito di Chiara Leone

Zoomer classe '98, studentessa della scuola della vita, ma anche del corso magistrale in Lingue e Letterature Europee e Americane all'Orientale. Amante dell'America intera, interprete e traduttrice per vocazione. La curiosità come pane quotidiano insieme a serie tv, cibo, teatro, libri, musica, viaggi e sogni ad occhi aperti. Sempre pronta ad esprimermi e condividere, soprattutto se in lingue diverse.

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