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Eroica Fenice

Telesia, a più di duemila anni di distanza

Sabato 6 settembre, alle ore 18.30, presso l’abbazia benedettina del Santo Salvatore, sita nel suggestivo comune beneventano di San Salvatore Telesino, avrà luogo la seconda di un ciclo di conferenze dal titolo “Telesia e il suo territorio”. Tali conferenze si inscrivono in un progetto di valorizzazione di un territorio – segnatamente quello telesino -, che ha, alle spalle, un passato di tutto rispetto. L’ idea è quella sostanziare tale valorizzazione con più solide basi, per evitare di restare limitati entro il tradizionale ambito enogastronomico –ambito interessante e meritevole, ma, senza dubbio, non esaustivo della ricchezza e del patrimonio che un territorio può (e deve) offrire. Uno sguardo retrospettivo, volto al passato del territorio (di cui, qui di seguito, fornisco un cursorio assaggio), è atteggiamento imprescindibile per il miglioramento futuro.

L’antica Telesia, la cui esistenza è ampiamente attestata nelle fonti antiche (ne fanno menzione, tra gli altri, Strabone – storico e geografo greco, attivo in epoca augustea – e Claudio Tolemeo – matematico e geografo alessandrino, vissuto nel II secolo d.C.) sorgeva in una zona di confine tra la Campania ed il Sannio, in corrispondenza della confluenza dei fiumi Volturno e Calore. Già florida ed economicamente autarchica in epoca sannita, tanto da poter battere una moneta propria, nel corso della seconda guerra punica fu occupata da Annibale (nel 217 a.C.) e riconquistata dai Romani (nel 214 a.C.); partecipò alla guerra sociale e, ancora all’epoca dei Severi, si distingueva per la ricchezza dei suoi monumenti. Ben nota nel IX secolo, in virtù degli stretti rapporti con l’abbazia benedettina di Montecassino, andò, successivamente in rovina: dapprima vessata da cataclismi naturali, fu, poi, ripetutamente oggetto di invasioni saracene (846-847 d.C.).Le rovine dell’antica Telesia sono tutt’ora visibili: esse sorgono in aperta campagna, tra Telese e San Salvatore Telesino. Restano ben visibili le sue mura, che si distinguevano per la singolarità delle fortificazioni.

La prima conferenza, svoltasi lo scorso 12 luglio, era incentrata sull’aspetto archeologico e topografico. L’ospite d’onore, il Prof. Lorenzo Quilici, ordinario di Topografia dell’Italia antica all’università di Bologna ed autore del primo studio scientifico su Telesia, ha tenuto una relazione dal titolo ”Telesia: una città pianificata, unica per le sue fortificazioni”; la dott.ssa Giuseppina Renda, archeologa e ricercatrice presso la seconda università di Napoli, ha presentato una relazione dal titolo “non solo Telesia: le testimonianze del territorio”.

Con la seconda conferenza avrà un taglio storico-epigrafico. Luigi Cielo, professore presso l’istituto universitario Suor Orsola Benincasa, proporrà un intervento dal titolo “L’abbazia normanna di San Salvatore de Telesia stazione di ospitalità sulla Via Latina”, passando in rassegna, nell’ambito di un excursus storico sul periodo normanno a Telesia, i principali personaggi che hanno visitato l’abbazia, fra i quali vanno annoverati l’abate Alessandro Telesino, re Ruggero II, papa Urbano II e S. Anselmo. Il Prof. Cielo è autore dell’unica monografia scientifica sull’abbazia telesina.

Con la relazione del dott. Marco Buonocore, dal titolo “L’abbazia di San Salvatore Telesino: museo epigrafico e pagine di storia antica” l’attenzione si sposta sull’importanza delle fonti epigrafiche e della loro interpretazione e sul ruolo dell’Antiquarium, allestito, dal 2010, all’interno dell’Abbazia, nella conservazione delle epigrafi telesine e di altri reperti rinvenuti in loco. Buonocore è direttore della sezione Archivi della Biblioteca Apostolica Vaticana, presidente della Pontificia Accademia Romana di Archeologia e del Comitato internazionale per l’Edizione delle lettere di Theodor Mommsen agli Italiani ed è stato incaricato, dall’Accademia delle Scienze di Berlino, di curare l’aggiornamento del IX volume del CIL (Corpus Inscriptionum Latinarum), contente, fra le altre, anche le iscrizioni telesine.

La prima conferenza, durante la quale è stata anche presentata la nascente “Associazione storica del Sannio Telesino” (di cui sono membro) ha visto una nutrita ed interessata partecipazione di pubblico, variegato ed attento. Ci si auspica, per il secondo incontro, una partecipazione ancora più numerosa.

-Telesia, a più di duemila anni di distanza-

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