I templi shintoisti giapponesi sono uno dei tanti patrimoni del Sol Levante, dal punto di vista architettonico e culturale, più importanti protetti dall’UNESCO. La storia di come sono nati, e di come si è sviluppata la religione legata a questi templi, lo shintoismo, è molto inusuale rispetto alle credenze classiche. Non è una religione con un predicatore o un insieme di scritture sacre, ma è un insieme di riti legati alla natura e all’agricoltura presi da varie parti dell’arcipelago e riuniti insieme in un’unica grande religione.
Se si vuole capire davvero il Giappone, bisogna partire assolutamente dallo Shinto e da come sono formati i suoi templi. Quindi, eccovi proposti i tre templi shintoisti più importanti da conoscere.
| Nome del santuario | Posizione | Divinità / Importanza | Ingresso area base |
|---|---|---|---|
| Santuario di Ise (Ise Jingū) | Prefettura di Mie | Amaterasu Ōmikami (Dea del Sole) | Gratuito |
| Santuario di Izumo (Izumo Taisha) | Penisola di Shimane | Ōkuninushi no Mikoto (Kami del matrimonio) | Gratuito |
| Santuario Kasuga (Kasuga Taisha) | Nara | Kami protettori della città e della famiglia Fujiwara | Gratuito |
Indice dei contenuti
Come nasce lo shintoismo?
Purtroppo, non si ha una data precisa della sua nascita. Essendo un insieme di tradizioni unite durante il VII secolo dall’imperatore Tenmu come modo per stabilizzare i tumulti del periodo, fece stilare il Kojiki (il primo documento storico giapponese) con lo scopo di dare un senso alla linea imperiale esistente in Giappone. Solo da allora si hanno testimonianze scritte del culto shintoista.
Questo perché gli antichi abitanti del Giappone del neolitico, vedevano gli spiriti, le divinità dette kami, in ogni cosa: dalle rocce, alle cascate e negli alberi, ma non producevano nessun tipo di scrittura. Questo ha portato alla creazione di numerose credenze legate ai fenomeni naturali e alla presenza di spiriti nelle attività e negli oggetti della loro quotidianità, portando alla creazione di una religione totalmente autoctona. Il Giappone, data la sua posizione geografica, ha sempre avuto una tendenza all’isolamento essendo totalmente circondato dall’oceano, ma questo non ha fermato la grande influenza che il continente cinese ha portato nell’arcipelago, portando nuove tecniche di costruzione come i templi e religioni come il buddhismo.
La nascita dello Shinto arriva con l’esigenza di distinguere le credenze autoctone dell’arcipelago dal Buddhismo che, nel VI secolo dopo Cristo, arrivò grazie a una missione di un’ambasciata coreana presso la corte imperiale giapponese dell’epoca, portando sutra buddhisti e una statua in oro del Buddha storico Gautama. Data la grande novità che questa nuova religione portava, dalle nuove planimetrie per i templi alle tecniche artistiche, questo ha portato molti clan a preferire la nuova religione e a promuoverla. Però, dopo un attentato fallito da parte del clan Soga per cercare di prendere il potere facendosi promotori della nuova religione, ci fu l’esigenza di rafforzare il sistema imperiale scrivendo una storia dei kami legata alla discendenza imperiale. Da allora sono nati molti templi legati al culto dello shintoismo, alcuni autoctoni e altri legati alla nuova architettura buddhista.
Il santuario di Ise (Ise Jingū)

Iniziamo col tempio più importante di tutto il sistema dei templi shintoisti giapponesi, il Santuario di Ise. Situato nella prefettura di Mie, è il luogo più sacro di tutto il Giappone, ed è dedicato ad Amaterasu Ōmikami, la dea del sole considerata la progenitrice della linea imperiale attualmente esistente. Secondo la tradizione, l’imperatore discende proprio da lei. Pertanto, questo tempio funge da legittimazione del potere della famiglia reale e come luogo cerimoniale per i riti.
L’architettura di Ise è incredibilmente semplice. La struttura è realizzata in legno grezzo con il tetto in paglia e, curiosamente, la sua forma deriva dai vecchi magazzini di riso dell’epoca Yayoi, costruiti come palafitte rialzate dal terreno per proteggere le scorte di cibo dall’umidità. Sebbene la tradizione collochi la sua prima costruzione in epoca Yayoi, molti studiosi ipotizzano che la prima struttura sia stata in realtà costruita nel VI secolo d.C., data l’assenza di menzioni antecedenti. Da allora, ogni vent’anni secondo la pratica dello shikinen zōtai. Il metodo consiste nel fatto che il santuario viene abbattuto e ricostruito in modo identico all’originale su un terreno adiacente. Questo rituale serve a mantenere il santuario puro e nuovo, ma anche per far rimanere intatte le tecniche costruttive del complesso.
Entrando nel dettaglio della sua struttura, l’Ise utilizza una variante della tecnica chiamata azekura-zukuri. In pratica, vengono impiegate assi di legno molto robuste che si incastrano tra loro agli angoli. È un sistema di chiusura estremamente efficace che sostiene l’edificio senza bisogno di eccessivi supporti. Tutto è fatto di legno grezzo e segue l’ambiente naturale circostante. Gli antichi costruttori non possedevano conoscenze di costruzione avanzate, quindi si optò per una struttura abbastanza usata come quella dei magazzini di conservazione.
Il santuario si divide in due aree principali: il santuario esterno e il santuario interno. L’ingresso a entrambi i santuari è gratuito. Solo il Museo Sengukan, vicino al santuario esterno, ha un costo di circa 300 Yen, 2€ circa.
Orari di apertura:
- Gennaio – Aprile e Settembre: 05:00 – 18:00
- Maggio – Agosto: 05:00 – 19:00
- Ottobre – Dicembre: 05:00 – 17:00
Sito ufficiale del Santuario di Ise
Il santuario di Izumo (Izumo Taisha)

Si trova nella penisola di Shimane ed è uno dei templi shintoisti più visitati per una ragione in particolare: mentre Ise rappresenta il potere imperiale, Izumo è il tempio di Ōkuninushi no Mikoto, il kami del matrimonio e dei legami tra le persone.
La planimetria del santuario di Izumo è molto imponente. Il complesso copre circa 80.000 metri quadri, e ci sono vari elementi che lo distinguono dall’architettura usata per il tempio di Ise. A differenza di altri templi, l’ingresso si trova sul lato più stretto dell’edificio. La privacy è un qualcosa di abbastanza importante nella cultura giapponese, così nacque questo stile che serviva a garantire protezione e riservatezza, pratica nata già nelle case dell’élite giapponese durante il periodo Kamakura (1185-1333). Anche Izumo viene ricostruito come il tempio di Ise dopo un certo lasso di tempo, ma l’edificio che vediamo oggi risale solo al 1744, in quanto venne distrutto in passato e lasciato per parecchio tempo.
Lo stile che caratterizza il tempio in questione è quello del taisha-zukuri, una caratteristica che dona al tetto una forma rialzata simile a quella dei granai. Inoltre, se si guarda ai modelli di terracotta antichi chiamati haniwa, che venivano utilizzati come offerta per evitare i sacrifici umani nell’antichità, vedendo la struttura di Izumo si nota una certa somiglianza con quei modelli. Ad esempio, l’entrata è posta sul lato più stretto e in posizione decentrata. La struttura a forma di casa serviva anche per dare l’idea di una residenza per la divinità che risiede nel luogo sacro.
L’ingresso al complesso principale è gratuito, ma l’accesso all’area museo della Sala del Tesoro costa circa 300 Yen per gli adulti.
Orari di apertura:
- Recinto del santuario: 06:00 – 18:00
- Sala del Tesoro: 08:30 – 16:30
Sito ufficiale del tempio di Izumo
Il santuario Kasuga (Kasuga Taisha)

Infine, se si vuole andare in visita a Nara, non si può non far visita al Santuario di Kasuga. Lo si trova subito grazie alle centinaia di lanterne di bronzo e pietra presenti attorno alla struttura, ed è stato fondato nel 768 d.C. come santuario privato della famiglia Fujiwara, che all’epoca era la più potente del Giappone. L’importanza del santuario è data dal suo legame tra l’aristocrazia e gli dei, con i suoi kami che proteggono la città e la famiglia fondatrice.
Come gli altri templi shintoisti giapponesi, anche qui abbiamo una storia di ricostruzioni continua. Dal 768 a oggi è stato rifatto ben 46 volte, così da rinnovare l’energia spirituale del luogo. Le sue divinità. Architettonicamente è famoso per il contrasto tra il rosso acceso delle colonne e il verde della foresta che lo circonda. Si caratterizza anche per avere un tetto molto decorato secondo due tecniche specifiche: il katsuogi, che si basa sul sovrapporre dei cilindri di legno sulla cima a puro scopo decorativo, e il chigi che dà la forma a forchetta dei cilindri posizionati sul tetto. Questo santuario è il tipico esempio di come un tempio, basato su uno stile di costruzione abbastanza antico e rudimentale, riesce comunque ad offrire un carattere estetico innovativo.
Il costo di visita per l’area esterna è gratuito, mentre l’area interna del santuario ha un costo di 500 Yen (circa 3,50€) e il Giardino Botanico Shintoista con Museo 500 Yen a testa.
Orari di apertura:
- Santuario: da marzo a ottobre 6:30 – 17:30 / da novembre a febbraio 7:00 – 17:00
- Area botanica: 9:00 – 16:30 (aperti tutti i giorni da aprile a maggio, anche da gennaio a marzo, tranne il martedì)
- Area museo: 10:00 – 17:00
Sito ufficiale del sito di Kasuga
Caratteristiche architettoniche dei templi shintoisti giapponesi
Tutti i templi di questo genere, anche se hanno strutture diversificate, mantengono sempre nella loro planimetria degli elementi di culto indispensabili. Tra questi elementi sempre presenti troviamo:
- I cani guardiani (komainu): importati dalla tradizione del continente cinese, queste due statue sono poste all’entrata del santuario per spaventare gli spiriti maligni.
- L’acqua purificante: prima di eseguire le preghiere, ogni visitatore deve sempre prima purificarsi lavandosi mani e bocca con l’acqua sacra dei templi.
- I Torii: sono gli archi rossi impossibili da non notare prima di varcare un complesso religioso. Hanno il compito di segnare il confine tra il mondo degli umani e quello dei kami.
- Locazione bucolica: per ricollegarsi alla natura e agli spiriti della natura, quasi tutti i santuari sono localizzati in luoghi abbastanza lontani rispetto alle città.
Che ruolo hanno oggi i templi shintoisti giapponesi?
Questi tre posti non sono solo monumenti, ma sono parti fondamentali della cultura giapponese. Sebbene molti sondaggi abbiano indicato che la maggior parte della popolazione giapponese si considera atea, con piccole percentuali che oscillano tra cristianesimo, buddhismo e shintoismo, comunque nelle interviste ribadiscono la loro volontà di non voler abbandonare le loro festività e le loro consuetudini.
La caratteristica giapponese di assorbire ogni religione o novità che arriva dall’esterno, ha permesso loro di adattarsi velocemente ai cambiamenti, senza però perdere la loro identità alla base. Infatti, un cittadino del Sol Levante può avere una relazione con la religione parecchio complicata. Magari va molte volte a pregare in un tempio shintoista, però se si sposa organizza un matrimonio in una chiesa cristiana, per poi morire compiendo un rituale buddhista.
Non c’è una vera linea di demarcazione per loro, tutto fa parte di una serie di consuetudini sociali che poco impatta nella loro visione personale di religione. Questo rende ancora più affascinanti le loro pratiche e la loro filosofia verso queste tematiche.
Riferimento Bibliografico: L’arte giapponese: dalle origini all’età moderna (Einaudi, 2021) Silvia Vesco.
Fonte copertina: Wikipedia
Articolo aggiornato il: 25 Aprile 2026

