The 100 (The Hundred), la Terra cento anni dopo

The 100 (The Hundred), la Terra cento anni dopo

The Hundred, una nuova serie da non perdere

 

The 100 (The Hundred), la Terra cento anni dopo

Sono trascorsi 97 anni da quando una guerra nucleare ha devastato la Terra, rendendola inabitabile. Alcuni esseri umani, all’epoca, riuscirono a trarsi in salvo facendo di una stazione spaziale, detta l’Arca, la loro casa. L’aumento della popolazione e il deterioramento degli impianti di riciclo, dopo quasi cento anni, stanno portando l’Arca alla fine. Viene presa, dunque, la decisione di inviare sulla Terra cento ragazzi (The 100, appunto) per verificare se il pianeta sia ancora abitabile.

Questa è la premessa che apre la recentissima serie tv The 100, diventata celebre nel giro di poche settimane.

Creata da Jason Rothenberg, ha conquistato i telespettatori statunitensi prima, e quelli italiani dopo. A distanza di pochi mesi, la serie è andata in onda nel 2014 sia in America che in Italia. L’11 marzo scorso è stata rinnovata per una quarta stagione.

The 100 (The Hundred): i personaggi principali

Dei 100 giovani inviati sulla Terra, spiccano per doti di abilità e caratteriali, Clarke (Eliza Taylor), Finn (Thomas McDonell), Bellamy (Bob Morley), Octavia (Marie Avgeropoulos), Jasper (Devon Bostick), Monty (Christopher Larkin), Raven (Lindsey Morgan), John (Richard Harmon).

The 100 è basata su una tetralogia di fantascienza della scrittrice Kass Morgan. Dei quattro romanzi, già editi in America, (The 100, Day 21, Homecoming, Rebellion) sono stati pubblicati in Italia solo i primi due. Anche se la maggior fonte di ispirazione sia stata tratta dai romanzi della Morgan, in realtà libri e serie tv seguono due trame differenti.

Un’altra fonte di ispirazione è senza dubbio la pluripremiata serie che ha tenuto col fiato sospeso l’America, Lost. Un luogo selvaggio e apparentemente disabitato, animali misteriosi, lo spirito di sopravvivenza, la formazione, sin dalle prime puntate, dei leader del gruppo: questi gli ingredienti comuni a The 100. Flashback sì, anche se poco approfonditi, mistero pure, sebbene mai lasciato in sospeso.

Probabilmente “papà” Rothenberg appartiene a quella categoria di persone che da Lost voleva le risposte, il senso, la motivazione. Ma non avendole ricevute nella serie cui si ispirava, ha deciso di creare una serie inondandola di suspence e arcani, nella quale cercare le dovute risposte.

The 100 (The Hundred), quando una serie ha tanti buoni motivi per essere seguita

 

Il luogo inesplorato e selvaggio conquista indubbiamente, il mistero anche. Il fatto che ogni stagione si concluda con qualcosa di nuovo, di inaspettato funziona allo stesso modo. Queste, ma anche le amicizie, gli amori, i tradimenti, fanno in modo che lo spettatore si lasci coinvolgere completamente e si catapulti cento anni più avanti, nel suo stesso pianeta, così diverso, e al tempo stesso, così perfettamente (forse, purtroppo!) uguale.

A proposito di Claudia Esposito

Per ora ho una laurea in Filologia Moderna, un inizio di precariato nell'insegnamento e tante passioni: la lettura, la scrittura, le serie tv americane, il fitness, il mare, i gatti.

Vedi tutti gli articoli di Claudia Esposito

Commenta