“Un viaggio di mille miglia comincia sempre con il primo passo.” Questa celebre massima di Lao Tzu non è mai stata così attuale per i viaggiatori italiani. La Cina, terra di contrasti millenari e innovazioni futuristiche, ha aperto le sue porte in modo senza precedenti. Una recente decisione governativa ha esteso l’esenzione dal visto per soggiorni turistici fino a 30 giorni per tutto il 2026. Questa novità elimina la complessa burocrazia che spesso scoraggiava i visitatori, rendendo il viaggio verso il Dragone un’esperienza molto più accessibile. Per chi cerca ispirazione e supporto logistico per questa avventura, realtà specializzate come Ink Voyages rappresentano un punto di riferimento fondamentale per costruire itinerari su misura e navigare la vastità di questo continente culturale.
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Cina senza visto: le regole per il 2026
L’annuncio dell’estensione dell’esenzione dal visto rappresenta una svolta epocale per il turismo internazionale. I cittadini italiani in possesso di passaporto ordinario possono entrare nella Repubblica Popolare Cinese senza necessità di richiedere il visto d’ingresso per motivi di affari, turismo, visita a familiari e transito, per un soggiorno non superiore a 30 giorni. Questa agevolazione, valida per tutto il 2026, permette di organizzare percorsi più flessibili e spontanei, risparmiando tempo prezioso e costi burocratici. È fondamentale, tuttavia, verificare che il proprio passaporto abbia una validità residua di almeno sei mesi al momento dell’ingresso, come indicato dal sito ufficiale Viaggiare Sicuri della Farnesina.
Quale itinerario scegliere tra storia e natura?
| Cina classica imperiale | Cina profonda e rurale |
|---|---|
| Ideale per chi visita il paese per la prima volta e vuole vedere le icone mondiali. | Perfetta per i viaggiatori esperti che cercano autenticità e minoranze etniche. |
| Focus su architettura monumentale, grandi metropoli e storia dinastica. | Focus su paesaggi naturali estremi, spiritualità e tradizioni locali. |
| Destinazioni chiave: Pechino, Xi’an, Shanghai. | Destinazioni chiave: Yunnan, Sichuan, Xinjiang. |
I grandi classici: Pechino, Xi’an e Shanghai
Per chi si avvicina per la prima volta al “Paese di Mezzo”, l’itinerario classico rappresenta un’introduzione essenziale alla grandezza della civiltà cinese. Trenta giorni sono un tempo sufficiente per vivere queste metropoli con calma, senza la fretta dei tour mordi e fuggi.
Pechino: il cuore imperiale
La capitale è un museo a cielo aperto. Oltre alla maestosità della Città Proibita, il più grande complesso palaziale al mondo, e al Tempio del Cielo, dove gli imperatori pregavano per i buoni raccolti, Pechino offre la possibilità di perdersi negli Hutong. Questi stretti vicoli tradizionali, come quelli nell’area di Nanluoguxiang o attorno al Lago Houhai, mostrano la vita quotidiana di un tempo che resiste alla modernità.
Da non perdere: una visita alla Grande Muraglia è d’obbligo, ma evitate la sezione affollata di Badaling. Optate per la sezione di Mutianyu, ben restaurata e servita da funivia, o per quella di Jinshanling se amate il trekking fotografico.
Consiglio pratico: i biglietti per la Città Proibita vanno esauriti settimane prima. Prenotate online con largo anticipo tramite i canali ufficiali o agenzie locali.
Xi’an: dove la storia prende vita
Punto di partenza dell’antica Via della Seta, Xi’an è celebre per l’Esercito di Terracotta: migliaia di statue a grandezza naturale, ognuna con un volto diverso, poste a guardia della tomba del primo imperatore Qin Shi Huang. Ma la città è molto più di questo sito archeologico.
Da non perdere: le Mura della Città, una delle fortificazioni antiche meglio conservate in Cina. È possibile noleggiare una bicicletta e percorrere l’intero perimetro di 14 km al tramonto per una vista spettacolare.
Consiglio pratico: esplorate il Quartiere Musulmano di sera. È un paradiso dello street food dove assaggiare il Roujiamo (l’hamburger cinese) e gli spiedini di agnello speziati.
Shanghai e Guilin: futuro e poesia
A Shanghai, la storia coloniale del Bund guarda dritto negli occhi i grattacieli futuristici di Lujiazui, tra cui la Shanghai Tower. Per un cambio di ritmo totale, Guilin e la vicina Yangshuo offrono lo spettacolo naturale più iconico della Cina: le montagne carsiche che si riflettono nel fiume Li.
Consiglio pratico: a Yangshuo, noleggiate uno scooter elettrico per esplorare la campagna circostante e assistete allo spettacolo di luci “Impression Sanjie Liu”, diretto dal regista Zhang Yimou.
Oltre la muraglia: Yunnan, Sichuan e Xinjiang
L’esenzione dal visto e la durata estesa offrono il lusso del tempo, necessario per esplorare regioni meno battute ma ricche di un fascino arcaico. La logistica in queste aree può essere complessa a causa delle distanze enormi e delle barriere linguistiche; per questo motivo, valutare dei viaggi organizzati in Cina è spesso la soluzione migliore per garantire un’esperienza autentica, sicura e senza intoppi burocratici.
Yunnan: il mosaico etnico
Confine culturale con il sud-est asiatico, lo Yunnan è la provincia con la maggiore diversità etnica.
Da non perdere:
Lijiang: una città antica patrimonio UNESCO, famosa per i suoi canali, i ponti in pietra e la cultura Naxi.
Shangri-La: situata a oltre 3000 metri, offre un assaggio di cultura tibetana con il monastero Songzanlin, spesso chiamato “il piccolo Potala”.
Terrazze di Yuanyang: uno spettacolo incredibile di risaie scolpite nelle montagne che cambiano colore a seconda della luce e della stagione.
Consiglio pratico: lo Yunnan ha un’altitudine variabile. Portate abbigliamento a strati e prendetevi i primi giorni con calma per abituarvi all’aria rarefatta di Shangri-La.
Sichuan: natura e piccantezza
Il Sichuan è la terra dell’abbondanza. La capitale Chengdu è famosa per la Base di Ricerca per l’Allevamento del Panda Gigante, dove è possibile vedere questi animali nel loro habitat.
Da non perdere:
Buddha Gigante di Leshan: con i suoi 71 metri di altezza, è la statua di Buddha in pietra più grande del mondo, scolpita in una scogliera alla confluenza di tre fiumi.
Valle del Jiuzhaigou: un parco nazionale fiabesco noto per le sue cascate a più livelli, i laghi colorati e le cime innevate.
Consiglio pratico: la cucina del Sichuan è nota per il pepe omonimo che intorpidisce la lingua. Se non amate il piccante estremo, imparate la frase “bu yao la” (non voglio piccante), anche se in Sichuan “non piccante” è un concetto relativo.
Xinjiang: la frontiera dell’ovest
Lo Xinjiang è forse la regione più sorprendente, dove la cultura cinese incontra l’Asia Centrale. È una terra di deserti, montagne e mercati vivaci.
Da non perdere:
Kashgar: il cuore della Via della Seta. Il suo mercato della domenica è un’esperienza sensoriale unica, dove si scambiano bestiame, spezie e tessuti come mille anni fa.
Lago Karakul: situato lungo l’autostrada del Karakoram, offre viste mozzafiato sulle montagne del Pamir.
Turpan: un’oasi nel deserto, famosa per i suoi vigneti, le rovine dell’antica città di Jiaohe e il sistema di irrigazione sotterraneo Karez.
Consiglio pratico: le distanze nello Xinjiang sono enormi e i controlli di sicurezza possono essere frequenti. Pianificate gli spostamenti con margini di tempo ampi. Visitare questa regione richiede spirito di adattamento, ma ripaga con paesaggi e incontri umani indimenticabili.
Articolo aggiornato il: 17/12/2025
Fonte immagine: By 瑞丽江的河水 – Own work, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=179482487

