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Eroica Fenice

Cosa vedere a Matera, cuore tra i Sassi

Racconto della mia vacanza e qualche prezioso consiglio su cosa vedere a Matera.

Arrivo a Matera sotto una pioggia torrenziale. Rischio di scivolare un paio di volte e, bagaglio alla mano, impreco poiché non trovo il mio alloggio. “Sono la solita sfigata!”, penso tra me e me. Poi imbocco finalmente la stradina giusta: scendo una scala realizzata nella pietra, e, alzando lo sguardo, ciò che vedo ha dell’incredibile.

“..questi coni rovesciati, questi imbuti, si chiamano Sassi.. Hanno la forma con cui a scuola immaginavamo l’Inferno di Dante.. in quello stretto spazio tra le facciate e il declivio passano le strade, e sono insieme pavimenti per chi esce dalle abitazioni di sopra e tetti per quelli di sotto.. alzando gli occhi vidi apparire finalmente, come un muro obliquo, tutta Matera.. È davvero una città bellissima, pittoresca, impressionante..” (Carlo Levi, Cristo si è fermato a Eboli)

Nel 1945 Carlo Levi descrive così Matera, portandola alla ribalta nazionale. Ed è esattamente come lui dice che la città mi appare.

I più grandi architetti del mondo non credo saprebbero riprodurre il fascino di così tanti sassi incastrati in una valle. In Basilicata, regione anch’essa poco conosciuta dal punto di vista turistico, Matera è una perla che lascia a bocca aperta. Il tempo vi sembra sospeso.

Cosa vedere a Matera? I sassi, prima di tutto!

La città ha una storia unica: ribattezzata nel 1948 la vergogna d’Italia da De Gasperi e Togliatti per le condizioni igienico-sanitarie in cui versavano i suoi abitanti, che vivevano in quei sassi che ora attirano turisti da tutto il mondo, venne completamente evacuata dal 1953, con una legge speciale nazionale.

I Sassi, dichiarati Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO nel 1993 (primo sito meridionale ad aver ricevuto questo riconoscimento), costituiscono uno degli insediamenti abitativi più antichi al mondo, risalente al Paleolitico: “Sasso Barisano” “Sasso Caveoso”, che scendono a gradoni, sono i due antichi rioni della città. Al centro si trova la “Civita”, il cuore della città antica, che ospita l’imponente Cattedrale da cui svetta il campanile, pregevole esempio di stile romanico-pugliese. Queste tre parti insieme formano quello che l’UNESCO chiama paesaggio culturale. Matera, infatti, è stata da poco proclamata Capitale Europea della Cultura 2019.

L’architettura di Matera sottolinea la capacità dell’uomo di adattarsi perfettamente all’ambiente circostante e a farlo suo senza rovinare il contesto naturale. Il centro storico di Matera e i Sassi sorgono su un versante di un canyon scavato da un torrente, il Gravina. Sul versante opposto, invece, si può ammirare il Parco della Murgia Materana, anch’esso inserito nel Patrimonio Mondiale dell’UNESCO.

Tipica costruzione dei Sassi di Matera è la Casa-grotta, ossia l’abitazione originaria, assolutamente da visitare: vi è riportato l’esempio di vita familiare in pochi metri quadrati. Un vero quadro di civiltà contadina del passato. In casa “abitavano” anche gli animali (ad esempio il mulo), erano stipati gli arnesi per il lavoro dei campi e i letti erano molto alti, sia per non ricevere umidità dal terreno, sia per conservarvi al di sotto le provviste di cibo. I piccoli dormivano in cassettoni. Alle pareti era appeso il pentolame e attorno ad un tavolo piccolissimo si radunava la famiglia per i pasti.

Altra realtà che incanta a Matera sono le chiese rupestri, scavate nella roccia e frequentate dai monaci nel Medioevo.

E, quando cala la notte, ecco un nuovo spettacolo. Tante lucine si accendono nelle case e nei locali e rendono i Sassi un presepe.

Sembra magica. Sembra finta. Sembra disabitata. Matera è mistica, misteriosa, silenziosa, bella e disarmante. Perfetta per un Ciak si gira. Infatti, negli anni, è anche stata il set cinematografico di molti film, da La Passione di Cristo del 2004 di Mel Gibson a Il Vangelo secondo Matteo di Pasolini del 1964.

Come da tradizione italiana, anche a Matera la cucina è ottima: non dimenticate di accompagnare il vostro pasto con il pane (si dice che qui si produca il miglior pane d’Italia), e con i peperoncini cruschi, vera e propria specialità lucana.

A Matera tecnologia e modernità si annullano: si rischia di non avere alcuna connessione wi-fi. Questo consente finalmente di abbandonare smartphone e computer, e di ritrovare il proprio lato umano.

Molti turisti utilizzano la mappa della città per cercare di orientarsi. In realtà il miglior modo per scoprire Matera è perdersi tra i viottoli ingarbugliati, scoprendo punti panoramici nascosti da cui ammirare le case di tufo arroccate.
Matera va scoperta passeggiando pigramente per le sue scalinate, ed il bello è proprio perdersi, per poi ritrovare un punto di riferimento dopo pochi passi.
Un luogo che non sembra reale nè attuale, ma neppure fuori moda. Un luogo a metà strada tra la semplicità assoluta e l’onirico, surreale ed incantevole. Tra le tante case che sembrano ruderi spiccano balconcini fioriti o portoncini d’ingresso, che segnano la presenza dell’uomo.
E lo sguardo si perde, seguendo i solchi del terreno arido e brullo che poi si è rivelato essere la fortuna di questa meravigliosa città.

Per una come me – “malata” di foto – passeggiare per Matera significa fermarsi ogni due minuti per immortalare uno scorcio particolare, che mi fa brillare gli occhi e mi lascia senza fiato.
O semplicemente per sentire il battito del mio cuore davanti ad una favola simile. E non scattare. Perchè, a volte, le emozioni è meglio custodirle semplicemente dentro di noi.

Nunzia Serino