L’Impero dei nani: la lilliput odierna

L'impero dei nani

Situato nella provincia dello Yunnan, nella lontana Cina meridionale e più precisamente vicino alla città di Kunming, l’Impero dei nani (conosciuto internazionalmente come Kingdom of the Little People) è tra le attrazioni sicuramente più singolari del mondo. Questo parco a tema è situato all’interno del più grande parco ecologico delle farfalle, uno spazio naturale che, secondo le stime, ospita una grandissima varietà di farfalle. Questa cornice naturale rende l’esperienza nel parco ancora più particolare, unendo l’intrattenimento al contatto con la natura.

Pro e contro dell’Impero dei nani

Argomenti a favore del parco Critiche e controversie
Offre un impiego stabile e uno stipendio a persone che altrimenti farebbero fatica a trovare lavoro. È accusato di essere una sorta di “zoo umano” che mette in mostra le persone per intrattenimento.
Crea una comunità protetta e un ambiente sociale privo di discriminazione e pregiudizi esterni. Isola i residenti dal resto della società, invece di promuovere una vera integrazione.
Fornisce alloggi su misura e servizi che migliorano la qualità della vita dei residenti. Rinforza stereotipi e una visione “fiabesca” e non realistica delle persone con nanismo.

 

Caratteristiche e vita nel regno

Il parco giochi ospita oltre 100 lavoratori, la cui statura, per requisito, non supera i 130 cm. Il loro compito principale è intrattenere i turisti provenienti da tutto il mondo con canti, danze e spettacoli coreografici. Le loro case a forma di fungo, costruite su misura, fungono da scenografia per le loro esibizioni a tema ma rappresentano anche le dimore reali di chi vive e lavora lì. Con i loro particolari abiti fiabeschi e l’atmosfera spensierata, la sensazione è quella di entrare nel villaggio fantastico dei puffi, dove l’unico requisito è non superare una certa altezza. Nonostante all’apparenza sia “solo” un parco divertimenti, esso offre una vera abitazione e un posto sicuro per queste persone che, a causa della loro condizione, hanno spesso faticato a trovare una posizione stabile nella società moderna. In questo microcosmo, gli abitanti affetti da nanismo hanno trovato non solo lavoro, ma anche una comunità e, in alcuni casi, l’amore: è il caso specifico di due intrattenitori che, dopo essersi conosciuti nel regno, si sono uniti in matrimonio.

Perché è stato fondato l’impero dei nani?

Il parco è stato aperto nel settembre del 2009 per iniziativa dell’imprenditore Chen Mingjing. A differenza di quanto si possa pensare, il fondatore è un uomo di statura media. La sua intenzione era quella di creare un ambiente protetto e felice per aiutare questa categoria spesso emarginata, permettendo loro di avere una vita serena e un’occupazione stabile e desiderata. L’idea di Chen Mingjing era chiara: aprire un’attività che offrisse la possibilità di valorizzare il talento delle persone con nanismo e, al tempo stesso, trasformarlo in un lavoro, capace di generare un guadagno grazie alla curiosità dei turisti, invitati a visitare il regno con rispetto e senza pregiudizi. Con il passare del tempo, l’Impero dei nani è diventato una comunità autosufficiente, dove ogni abitante coopera per il bene e il sostentamento reciproco. Al suo interno, come documentato da diverse fonti giornalistiche internazionali, sono stati istituiti anche piccoli servizi gestiti dai residenti, come una sorta di polizia e vigili del fuoco. Per questo motivo, molti lo considerano un vero e proprio villaggio su misura: c’è chi si occupa della manutenzione, chi cucina, chi si adopera per la sicurezza e chi si dedica all’intrattenimento con spettacoli fantasiosi.

Un rifugio sicuro o uno sfruttamento? Le controversie

Malgrado la visione positiva del suo fondatore, l’Impero dei nani è stato fin da subito oggetto di intense controversie etiche e morali. Numerose organizzazioni e critici, come riportato da agenzie di stampa come Reuters, hanno sollevato dubbi sulla natura del progetto. La critica principale è che si tratti di una forma di sfruttamento, una sorta di “zoo umano” in cui un’intera comunità viene esposta al fine di divertire un pubblico di turisti paganti. D’altra parte, i residenti e i sostenitori del parco affermano che esso offra opportunità economiche e un senso di appartenenza che sarebbero difficili da trovare altrove, in una società dove la discriminazione è ancora presente. L’Istituto Nazionale di Statistica cinese non fornisce dati ufficiali sul numero di persone affette da nanismo nel paese, ma diverse associazioni stimano che siano milioni, molte delle quali affrontano gravi difficoltà occupazionali, come sottolineato dal quadro normativo internazionale sulla disabilità. La questione rimane aperta e complessa.

In definitiva, il dibattito sull’Impero dei nani mette in luce la complessa intersezione tra opportunità, dignità e rappresentazione, lasciando ai visitatori e agli osservatori il compito di formare la propria opinione.

Fonte Immagine: Pixabay 

Articolo aggiornato il: 2 Gennaio 2026

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