Seguici e condividi:

Eroica Fenice

Maratea: mare, spiagge e storia nella perla della Basilicata

Maratea: mare, spiagge e storia nella perla della Basilicata

Il mare e le spiagge di Maratea

Era da un po’ di tempo che avevo sentito parlare del cristallino mare e delle bellissime spiagge di Maratea. Per questo, qualche anno fa, ci sono andata di persona e, bé, le foto e i discorsi sentiti non rendono giustizia al mare spettacolare della perla della Basilicata.

Tantissime le spiagge, ognuna con una propria caratteristica, ciascuna con un proprio particolare fascino. Impossibile stilare una classifica o scegliere quale sia la migliore. Fiumicello, Acquafredda, I Vranne (che nel 2016 è stata premiata dal concorso web promosso da Legambiente come spiaggia più bella d’Italia), Cala Secca, e tante altre. Ogni spiaggia e ogni tratto di mare dei 32 km della costa di Maratea possiedono una bellezza esclusiva. Ma, tra quelle visitate, mi ha rubato il cuore Cala Jannita, conosciuta dai più come “Spiaggia nera” per il colore della sabbia. Ci si arriva attraverso un sentiero in discesa coperto di alberi che rendono la passeggiata fresca e piacevole, e dopo una rampa di scalini ripidi e stretti, si giunge su quei minuscoli sassolini neri, e ci si immerge in quelle acque trasparenti e calde. Scogli e rocce rendono molto caratteristica l’insenatura, ma per ammirare la straordinarietà di quel posto, bisogna fare qualche bracciata in più a nuoto per scoprire altre piccole ed incredibili insenature (attenti ai ricci!) e poi attraversare la grotta della Sciabella, lunga e misteriosa, e uscire allo scoperto in una piccolissima spiaggia circondata da alberi.

Il Cristo Redentore: simbolo di Maratea

Sulla stessa cima del monte Biagio dove è posta la statua del Cristo Redentore, un tempo si ergeva la vecchia città di Maratea, distrutta nel 1806 con l’invasione francese. Per ricordare l’evento si decise qualche anno dopo di collocare una croce in ferro battuto, rovinata periodicamente dai fulmini. Per ovviare al problema il podestà Biagio Vitolo chiese la costruzione di una statua di marmo e cemento: il Cristo Redentore, divenuto dal 1965 il simbolo di Maratea. Se lo si guarda dal livello del mare, la statua sembra guardare verso di esso, invece quando si ammira da vicino la statua, ci si rende conto sia che dà le spalle all’orizzonte, sia della sua incredibile maestosità.

La città delle 44 chiese.

Maratea è una piccola perla. E questo epiteto non glielo si attribuisce solo per il mare, ma anche per il centro posto a 300 metri di altitudine: un bellissimo intreccio di stradine, scale, salite, discese e archi che si susseguono tra gli edifici antichi e le innumerevoli chiese. Quarantaquattro per la precisione sono le chiese, alcune grandi, altre piccole o piccolissime. La principale è la Basilica di San Biagio, il santuario dedicato al santo patrono, posta nella parte alta di Maratea, dove un tempo sorgeva la città vecchia;  seguita da quella che è definita chiesa madre: la chiesa di Santa Maria Maggiore. Come le spiagge, anche ogni chiesa ha una propria peculiarità, per cui vale la pena visitarle tutte (non sempre sono aperte al pubblico). Ma quella che merita assolutamente una visita è la Grotta dell’Angelo, ubicata sul monte San Biagio, piccola ma molto suggestiva.

Ci puoi galleggiare e nuotare per un tempo infinito nel mare di Maratea, alla ricerca di nuove insenature, piccoli scoglietti inabissati e pesci colorati, senza mai aver voglia di risalire a galla, di uscire da quelle acque cristalline, per cui solo al tramontar del sole, quando ormai è quasi buio, ti decidi ad andare via.

Ci puoi passeggiare per ore per le strade di Maratea, perderti nei suoi mille vicoletti, inerpicarti, scendere, e risalire di nuovo in un’atmosfera che sa ancora di passato, dove lo stesso presente è inebriato di antico. Bella quando il sole è in alto nel cielo, ma affascinante di sera, quando i lampioni fiochi illuminano le strade e la luna splende su quel piccolo borgo.