Monumenti di Formia: i 4 più importanti

Monumenti di Formia: i quattro più importanti

I monumenti di Formia sono il simbolo di come questa città, seppur di non grandi dimensioni, potesse essere amata sin dal passato. Che sia per il clima mite o per la presenza combinata di mare e montagne, che protegge la zona, notiamo come già il popolo degli antichi romani avesse una spiccata preferenza per il luogo. D’altronde anche l’escatologia del termine riporta a questo, dal greco hormiae, ovvero porto sicuro.

Così come loro, anche generazioni successive hanno fatto capire la loro positività nei confronti del golfo, e una numerosa stratificazione dei reperti rinvenuti nel corso degli anni ne sono la prova. Nonostante il potere dell’Impero Romano nasca ufficialmente nel 27 a.C., molti studiosi continuano a pensare che sia invece avvenuto circa una ventina di anni prima. Proprio in questo momento emerge un’importantissima figura politica, quella di Marco Tullio Cicerone, forte sostenitore della repubblica.

D’impatto anche in ambiti letterari e filosofici, è stato uno dei primi a mostrare uno spiccato interesse per la città di Formia, nella quale decide di erigere una delle sue ville. L’amore per il territorio sorge per sfuggire all’allora caos di Roma, importante centro di potere e di vita politica, caratteristica protrattasi poi nei millenni: la permanenza nel territorio provinciale è stata annotata nella storia, sia grazie ai suoi scritti, che dovuto a quelli che oggi sono reperti simbolo della città stessa.

Monumento Caratteristica principale
Villa di Cicerone Dimora storica di epoca romana in zona Vindicio.
Tomba di Cicerone Mausoleo monumentale sulla via Appia.
Cisternone romano Imponente struttura idraulica sotterranea a Castellone.
Torre di Mola Fortificazione medievale su resti romani.

Villa di Cicerone e villa di Caposele

Attualmente sottostante alla struttura in superficie appartenente alla passata famiglia Rubino, sorge nel territorio casa di molti personaggi illustri. Il primo di essi, ovviamente, è Cicerone, che ha dato il via alla costruzione di uno dei monumenti di Formia quotidianamente più osservati. La struttura sorge nella zona marittima della città, Vindicio, nel porto che, per l’appunto, ha preso il nome di uno dei personaggi che l’hanno abitata, Carlo Ligny principe di Caposele. Risalente al I secolo a.C., al passaggio di proprietà all’ultima famiglia detentrice, quella dei Rubino, essa presentava un perimetro complessivo di 200 x 220 mq, un rettangolo perfetto dalle enormi dimensioni.

Tomba di Cicerone

Questo monumento è uno dei punti cardini della città di Formia, situato sull’antica Via Appia, punto strategico del passato e del presente. Viene detto comunemente anche Mausoleo di Cicerone, ed il motivo è semplice: molti studiosi non sono convinti che nel sito è stato realmente sepolto l’oratore. Sicuro è che qui ha trovato la morte per mano di Marco Antonio.

La struttura si presenta composta di due corpi: uno rettangolare sottostante, all’interno del quale ci sono delle stanze dove si pensa potessero trovarsi le ceneri del defunto, e uno quasi cilindrico, che tende a restringersi verso l’estremità superiore e che va a formare una sorta di torre. Nel corso del tempo, esso ha avuto diverse funzioni e proprietà, fino a diventare non più di proprietà privata nel 1938.

Cisternone romano

Con questo luogo situato nel sottosuolo della città di Formia, ci spostiamo nel borgo storico, definito come Castellone. È un luogo caratterizzato da case in piccola dimensione, da un grande numero di scalini e salite in pietra viva.

La presenza del quartiere di Castellone proviene dal passato, quando la città nella sua interezza era divisa, per l’appunto, tra il presente e la sezione marittima, detta Mola di Gaeta. Successivamente unite e rese un unico territorio, alcune differenze sono ancora visibili tra le due, in modo particolare nel dialetto parlato in maggioranza dalla popolazione più anziana.

Tornando all’aspetto storico, continua il viaggio nel mondo dell’antica Roma, grazie alla scoperta del monumento del Cisternone, per la prima volta, nel 1860 circa. Il merito è stato accreditato a Pasquale Mattei, che ha menzionato la maestosa opera nei suoi scritti; solo il secolo successivo, però, intorno agli anni ’30, venne realmente osservata la struttura. Una cosa è certa: i primi due sopralluoghi non furono sicuramente facili, data la presenza di edifici distrutti dai bombardamenti bellici. Da qui in avanti, nel corso del tempo, sono stati attuati scavi per risanare la zona, metterla in sicurezza, e farla brillare del suo antico splendore.

Il nome del sito di uno dei monumenti più rinomati di Formia ha un’origine del tutto popolare. Molti anziani del posto narrano che, alla scoperta del sito archeologico, da un’iniziale grande cisterna per la raccolta e la fruizione delle acque in epoca romana, alcuni hanno cominciato a chiamarla Il Cisternone.

Il luogo, al suo interno, si presenta con alte colonne in pietra di forma quadrata, che nella loro sommità si uniscono in archi che sorreggono il soffitto e, di conseguenza, tutto il borgo soprastante.

L’acqua è ancora visibile, così come i vari livelli raggiunti nel corso dei millenni. Per favorire il turismo, successivamente, nell’attività di ripristino, è stato costruito anche un percorso in legno, sorretto da una struttura metallica.

Torre di Mola

Molto più recente, e situata nel borgo definito come Mola di Gaeta, la Torre presenta anch’essa un passato legato all’antica Roma. Alle sue basi troviamo infatti alcuni resti di quelle che erano le piscine suburbane, dedicate ai pescatori per il loro ristoro dopo lunghi viaggi. Con la caduta del grande Impero, lo splendore venne perso e solo nel XIII secolo grazie a Carlo II D’Angiò, Re di Napoli, inizia la costruzione del monumento nel luogo in cui sorgevano i mulini a vento, importanti per le provvigioni: proprio da questo carattere nasce il nome di Mola. La storia che sussegue la sua nascita vede l’alternarsi di poteri che l’hanno modificata, sia all’esterno che nella parte interiore.

Le guerre non hanno apportato migliorie ma bensì ne hanno peggiorato l’aspetto: le numerose bombe hanno portato al livello del suolo il borgo, e l’unica superstite è proprio la torre, restaurata negli anni e oggi adibita ad archivio storico. Ed è proprio lei che oggi, nel XXI secolo, si presenta non solo come immagine cartolina della città, ma anche come incipit di tutti i monumenti archeologici che decorano la città di Formia.

Fonte dell’immagine: Wikimedia Commons

Articolo aggiornato il: 14/12/2025

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