A circa 25 km da Ragusa, Scicli si apre ai visitatori in tutto il suo splendore in una cornice storica antichissima, adagiata in una conca tra tre valli.
Insignita della nomina Patrimonio UNESCO nel 2002, insieme ad altre sette città del Val di Noto, Scicli è stata definita un «capolavoro del genio creativo umano dell’età tardo-barocca». La cittadina, difatti, è stata quasi interamente ricostruita in questa chiave stilistica in seguito al terremoto dell’11 gennaio 1693, un evento catastrofico che ha colpito la Sicilia orientale.
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La storia di Scicli, dalle origini al barocco
Il territorio era già abitato tremila anni fa dai Siculi, che diedero alla città il suo primo nome, Siclis. Scicli è stata poi terra di dominazioni greche, romane, bizantine, normanne e arabe. Il riconoscimento come sito Patrimonio UNESCO è legato al suo eccezionale valore come testimonianza del barocco siciliano, parte delle “Città tardo barocche del Val di Noto”, come descritto nella pagina ufficiale dell’UNESCO World Heritage Centre.
Cosa vedere a Scicli: le attrazioni principali
Il centro storico è un museo a cielo aperto, dove lo stile tardo-barocco regna sovrano nelle facciate delle numerose chiese e negli antichi palazzi nobiliari.
| Luogo | Perché visitarlo |
|---|---|
| Via Francesco Mormino Penna | La via principale del centro, cuore della movida e magnifico esempio di urbanistica barocca. |
| Palazzo Comunale | Per gli appassionati di Montalbano: è il Commissariato di Vigata. |
| Farmacia Cartia | Un tuffo nel passato in una farmacia storica del 1902, perfettamente conservata. |
| Chiesa di San Matteo | L’antica chiesa madre, simbolo della città, che domina Scicli dal colle di San Matteo. |
| Palazzo Beneventano | Considerato uno dei più bei palazzi barocchi di Sicilia, con i suoi mascheroni unici. |
Tra i palazzi, uno dei più notevoli è il Palazzo Favacchio-Patanè, una dimora nobiliare nel cuore della cittadina che, dopo un importante restauro, è stata trasformata in albergo, permettendo di vivere lo sfarzo della Belle époque.
Scicli e il commissario Montalbano
Scicli deve gran parte della sua fama recente alla televisione. Molteplici location sono state adoperate per la serie del Commissario Montalbano, tratta dai romanzi di Andrea Camilleri. Il Palazzo Comunale è diventato il Commissariato di Vigata, mentre l’ufficio del Sindaco è noto ai fan come la Stanza del Questore di Montelusa. Una delle attrazioni più curiose è la Farmacia Cartia, aperta nel 1902, che oltre ad essere apparsa nella serie, conserva decine di vasetti con spezie, preparati galenici e persino una teca dei veleni.
Le spiagge di Scicli: da Donnalucata a Sampieri
Una visita a Scicli non è completa senza esplorare la sua costa. Le frazioni balneari offrono magnifiche spiagge dorate e un mare cristallino. Le più note sono:
- Donnalucata: un antico borgo di pescatori con un pittoresco lungomare e un vivace mercato del pesce.
- Sampieri: famosa per la sua lunga spiaggia dominata dalla suggestiva “fornace Penna” (la Mànnara di Montalbano).
- Cava d’Aliga: una località balneare apprezzata per le sue scogliere e le calette più appartate.
Queste località sono facilmente raggiungibili e offrono un perfetto complemento alla visita culturale della città, come suggerito anche dal portale turistico della Regione Siciliana.
Folklore e tradizioni
Scicli vanta anche una lunga tradizione di feste folkloristiche e religiose. Tra le più importanti ci sono la festa della Madonna delle Milizie, patrona della città, nell’ultimo sabato di maggio; la Cavalcata di San Giuseppe, una festa dalle antichissime origini che si svolge il 19 marzo; e l’incantevole Presepe vivente che rievoca la Natività nel periodo natalizio.
Fonte immagine in evidenza: archivio personale
Articolo aggiornato il: 21/09/2025

