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Eroica Fenice

Villa romana vinaria riemerge a Mondragone

È in provincia di Caserta, tra il Monte Petrino e il Monte Massico che la storia, fino ad oggi sepolta sotto ai nostri piedi, finalmente riaffiora. L’indagine archeologica di équipe, svolta scientificamente dal Museo Civico Archeologico “Biagio Greco” di Mondragone, dall’Università degli Studi di Perugia, dalla Soprintendenza Archeologica della Campania e finanziata dall’amministrazione comunale, ha portato ad una grande scoperta: alcuni ambienti di grandi dimensioni e a carattere produttivo, appartenenti di una casa colonica, di età romana e databile al III secolo a.C.

L’edificio, dagli ambienti e reperti rinvenuti, presenta le chiare caratteristiche di una villa specializzata nella produzione del rinomato vino Falerno, il più ricercato e caro del mondo romano, decantato in particolare da Virgilio, Ovidio e Orazio. Il ritrovamento di tracce di un torchio di grandi dimensioni, con evidenti segni di spremitura sia sulle pietre che sul terreno, ed una grande vasca probabilmente di contenimento, ci segnala la presenza di ambienti di lavorazione del pregiato vino. L’importanza di questo ritrovamento è avvalorata dalla ricerca archeologica e scientifica, che ha permesso di individuare sul territorio tracce di alcuni vigneti fossili di età romana. La grande villa, infatti, doveva essere circondata da ampi terrazzamenti coltivati a vigneto e la scoperta rafforza l’ipotesi d’importanti insediamenti produttivi romani nella zona dell’antica Sinuessa, territorio specializzato e all’epoca famoso per la produzione di vino Falerno. La struttura risulta essere edificata al di sopra di un possente basamento in opera poligonale di calcare. Nonostante gli ambienti attualmente indagati rimandino a luoghi dediti alla lavorazione ed alla produzione di vino, la campagna di scavi ha consentito di ritrovare numerosi frammenti di reperti ceramici, nonché splendidi pavimenti in cocciopesto decorati con meandri di pietra calcarea bianca, ancora in condizioni eccellenti; lasciandoci supporre che, come tipico nelle ville d’epoca romana, vi era un’inestinguibile finezza di gusto e ricerca del bello, anche in luoghi di produzione dove l’utilizzo degli stessi poteva non lasciar posto a tali ricercatezze.

Una ricca area archeologica quella della villa romana

Questa scoperta segna un tassello fondamentale per la storia del luogo, perché è la prima indagine archeologica ad un sito di epoca romana, che va a completare un variegato quadro di ricerche nell’area di Mondragone: ricerche di ambito preistorico, culminate col il ritrovamento, a Rocca San Sebastiano, di un frammento di dente di bambino databile all’epoca neandertaliana; e di epoca medioevale, che hanno restituito il sito di Rocca Montis Dragonis. «Si tratta di una scoperta straordinaria – commenta il sindaco di Mondragone, Giovanni Schiappa – che conferma l’importanza di andare avanti, nonostante le difficoltà, con le nostre campagne di scavo interamente finanziate dall’Ente. La scoperta della villa romana di produzione del Falerno del III secolo a.C. ha definitivamente consacrato il nostro territorio come uno dei maggiori centri d’interesse archeologico dell’intero panorama nazionale, se consideriamo che – a detta degli esperti – la continua campagna d’indagini potrebbe rivelare altre straordinarie sorprese. Per quanto riguarda la villa romana, alla quale dedicheremo un apposito convegno nei prossimi mesi, auspichiamo che possa essere visitabile a partire dal prossimo anno, ovvero quando l’Università di Perugia e l’équipe del nostro Museo Civico, insieme alla Soprintendenza, avranno terminato tutte le indagini del caso. Stiamo già immaginando, con gli addetti ai lavori, un percorso di trekking che parta dal monastero benedettino di Sant’Anna a Monte del 1200, passando per la villa del Falerno del III secolo, fino ad arrivare alla Rocca Medioevale Montis Dragonis. Il nostro auspicio è che, nel giro di qualche anno, possa inaugurarsi un grande percorso archeologico che includa anche l’area archeologica dell’Appia antica. Insomma, il patrimonio archeologico della nostra regione si arricchisce di un’altra perla che, siamo sicuri, attirerà l’attenzione dei visitatori italiani e stranieri. Una grande importanza, che non passerà inosservata per le aziende vitivinicole del territorio, assume la conferma delle antichissime radici del vino Falerno, di cui è in corso la piena valorizzazione».

Villa romana vinaria riemerge a Mondragone

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