Zashiki-warashi: gli yōkai bambini delle case

Zashiki-warashi: gli yōkai bambini delle case

Gli zashiki-warashi sono tra gli yōkai più conosciuti del folklore giapponese. Si tratta di spiriti della casa, simili a folletti, che assumono le sembianze di bambini e sono considerati potenti portatori di fortuna e prosperità per le famiglie che li ospitano. La loro natura è dispettosa ma benevola, anche se le loro origini potrebbero nascondere un lato più oscuro e malinconico.

Chi sono gli zashiki-warashi: origini e aspetto

Il nome di questi yōkai, un termine che come definito dall’enciclopedia Treccani indica gli esseri soprannaturali del folklore giapponese, deriva dall’unione di zashiki (una stanza con pavimento in tatami) e warashi (un termine arcaico per bambino). Il loro nome significa letteralmente “bambino della stanza degli ospiti”. Le leggende su di loro sono particolarmente diffuse nella regione del Tōhoku, come confermato da fonti ufficiali come l’Ente Nazionale del Turismo Giapponese, e soprattutto nella prefettura di Iwate. Vengono descritti come bambini tra i 3 e i 15 anni, con il viso arrossato e i capelli a caschetto. I maschi indossano abiti da piccolo guerriero, mentre le femmine kimono colorati come kosode o furisode.

Zashiki-warashi: scheda riassuntiva

Caratteristica Descrizione
Aspetto Bambino/a spettrale (3-15 anni), viso rosso, capelli a caschetto, abiti tradizionali.
Comportamento tipico Dispettoso ma non maligno: lascia impronte di cenere, fa rumori notturni, gioca con i bambini.
Effetto sulla famiglia Porta grande fortuna e prosperità economica finché rimane in casa. La sua partenza causa il declino della famiglia.
Come trattarli Lasciare offerte di cibo (dolci, azuki-meshi) nella loro stanza e trattarli con rispetto, come un membro della famiglia.

Comportamento: tra dispetti e prosperità

Questi yōkai sono spiriti della casa e amano fare scherzi ai loro coinquilini umani. Tra i loro dispetti preferiti ci sono il lasciare impronte di cenere, fare rumori notturni imitando il fruscio della carta o i suoni di una danza kagura, o tirare le coperte a chi dorme. Nonostante la loro natura incline alle marachelle, sono considerati spiriti portafortuna. Una casa abitata da uno zashiki-warashi godrà di grande ricchezza e successo. Se lo spirito, però, decide di abbandonare l’abitazione, la famiglia è destinata a un rapido declino. Per questo motivo, le persone cercano di trattenerli lasciando offerte di cibo, come dolci e azuki-meshi (riso con fagioli rossi), e assicurandosi che siano trattati con rispetto. Si dice che possano essere visti solo dai bambini o dai padroni di casa.

L’origine oscura degli zashiki-warashi

Dietro l’immagine benevola di questi spiriti si cela un’origine potenzialmente tragica. Molti studiosi di folklore ritengono che le leggende sugli zashiki-warashi siano collegate agli spiriti dei bambini morti prematuramente. In particolare, si pensa che possano essere legati alla pratica del mabiki, l’infanticidio praticato in tempi di grave carestia per ridurre il numero di bocche da sfamare. Secondo questa interpretazione, i genitori seppellivano i corpi dei bambini sotto il pavimento di casa, e i loro spiriti (onryō) rimanevano legati all’abitazione. Con il tempo, il loro ruolo si sarebbe trasformato da quello di spiriti vendicativi a quello di protettori della prosperità familiare, forse come meccanismo di espiazione da parte della comunità.

Gli zashiki-warashi nella cultura popolare

Gli zashiki-warashi sono figure molto amate e appaiono spesso in anime, manga e film. Nel manga xxxHOLiC delle CLAMP, una zashiki-warashi si innamora del protagonista. Compaiono anche nell’anime Mononoke e nella parata di yōkai del film Pom Poko dello Studio Ghibli. A Iwate, il ryokan Ryokufūsō era famoso in tutto il Giappone perché si diceva ospitasse uno di questi spiriti, attirando visitatori da ogni parte del paese fino a quando un incendio lo distrusse nel 2009 (è stato poi ricostruito).

Fonte immagine di copertina: Pixabay

Articolo aggiornato il: 27/09/2025

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A proposito di Roberta Napolitano

Ciao! Il mio nome è Roberta e sono una studentessa frequentante il terzo anno dell'indirizzo di studi "Lingue e Culture Comparate" all'Università degli studi di Napoli L'Orientale, scegliendo come lingue da inserire nel percorso l'inglese e il giapponese. Fin dalla tenera età le mie passioni riguardano manga, anime, videogiochi e libri e ovviamente all'appello non possono mancare la musica (in particolare se del paese del Sol Levante) e il buon cibo!

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