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Album indie: i 5 più belli degli ultimi anni

Album indie: i 5 più belli degli ultimi anni

Fin dalla nascita dell’indie, che possiamo far risalire agli anni ’70 del secolo scorso, questo genere musicale è sempre stato difficile da etichettare. Se all’inizio il termine indicava gli artisti che autoproducevano i propri lavori al di fuori delle major, oggi la definizione si è allargata a un sound e un’attitudine specifici, rendendo arduo stilare una classifica oggettiva dei migliori album indie.

Parliamo di un’atmosfera che avvolge, di generazione in generazione, adolescenti e chi adolescente si sente per sempre. Tra Stati Uniti, Regno Unito e con un occhio di riguardo verso l’Italia, abbiamo selezionato 5 tra gli album più belli del genere a partire dagli anni 2000.

Album indie, i 5 più belli degli ultimi anni

I 5 album indie selezionati: una sintesi Perché è fondamentale
Is This It – The Strokes (2001) Ha definito il suono del rock del nuovo millennio, dando il via alla scena post-punk revival.
Il sorprendente album d’esordio – I Cani (2011) Ha rivoluzionato la scena italiana, inaugurando l’era dell’indie-pop e del successo virale online.
A casa tutto bene – Brunori Sas (2017) Ha consacrato il ritorno del cantautorato d’autore, unendo profondità e successo popolare.
AM – Arctic Monkeys (2013) Ha trasformato una band indie in un fenomeno globale, creando un’estetica iconica.
Mainstream – Calcutta (2015) Ha reso l’indie accessibile a tutti in Italia, abbattendo il confine tra nicchia e pop.

1. Is This It – The Strokes

Album anticipato da un tour mondiale e da una copertina che portava con sé tanta sensualità, un po’ troppa per gli Stati Uniti colpiti da poco dagli attacchi dell’11 settembre 2001. Questo lavoro dei cinque ragazzi newyorkesi, acclamato da riviste autorevoli come Pitchfork, ricorda per forza di cose l’energia di inizio millennio, tra la nuova cultura frenetica e i cari anni Novanta. Un album con sonorità che ricordano le band degli anni ’70 ma catapultate nel futuro. Senza gli Strokes non avremmo mai avuto artisti come gli Arctic Monkeys e i Franz Ferdinand.

2. Il sorprendente album d’esordio de I Cani – I Cani

Potremmo affermare che la rivoluzione attuata da Is This It degli Strokes sia molto simile al lavoro de I Cani: quando uscì questo album nel 2011 stravolse molti paradigmi vigenti all’epoca, diventando uno dei primi dischi virali del genere in Italia su Youtube, mandando decisamente in pensione il vecchio indie italiano. I The Giornalisti o Calcutta non sarebbero mai potuti esistere senza questo progetto.

3. A casa tutto bene – Brunori Sas

Brunori Sas, pseudonimo del cantautore Dario Brunori, con questo album del 2017 dimostra di essere uno dei pochi veri cantautori del panorama indie italiano. Si dirige verso una dimensione tipicamente nostalgica e noncurante delle tendenze musicali; canta l’amore e la vita in modo semplice ma mai banale.

4. AM – Arctic Monkeys

2013: quinto album dei ragazzi ormai cresciuti e sempre più lontani da Sheffield. Un album che è stato capace di generare un movimento fatto di blog su Tumblr, uno stile un po’ dark e sexy che rispecchia a pieno il contenuto e i brani di AM, fatti proprio per essere ascoltati durante un lungo viaggio, in piena notte, tra errori e nostalgia.

5. Mainstream – Calcutta

Come non poter inserire in questa classifica il secondo album in studio di Calcutta? Pietra miliare della scena musicale indie, comparso nel 2015, Mainstream, è un album impossibile da non cantare e risulta degno del suo nome: il suo merito è di aver reso la musica indie meno di nicchia, dimostrando quanto siano diventati labili oggi i confini tra il “mainstream” e l’indie underground, così come i confini tra tutti i generi musicali.

Fonte immagine: Pixabay

Articolo aggiornato il: 07/09/2025

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