Curiosità sul gatto di Pallas: 4 da conoscere

Curiosità sul gatto di Pallas: 4 da conoscere

Il gatto di Pallas (Otocolobus manul) è un felide selvatico e solitario di origine antichissima: alcuni studi suggeriscono che la sua linea evolutiva possa risalire a oltre 5 milioni di anni fa. A prima vista potrebbe ricordare un gatto domestico, ma il suo sguardo intenso e la sua corporatura robusta rivelano una natura indomita. Questo felino è infatti insofferente alla presenza umana e non è in alcun modo addomesticabile.

Il suo nome comune omaggia lo zoologo tedesco Peter Simon Pallas, che lo descrisse per primo nel 1776. Sebbene inizialmente classificato nel genere Felis, studi recenti sul suo DNA hanno confermato la sua appartenenza a un genere distinto, Otocolobus, il cui nome deriva dal greco e significa “dalle orecchie mozze”, un chiaro riferimento alle sue orecchie piccole e basse.

Aspetto fisico e caratteristiche uniche

Le dimensioni del gatto di Pallas sono simili a quelle di un gatto domestico, ma l’aspetto è inconfondibile. Ha una corporatura robusta e tozza, accentuata dalle sue caratteristiche zampe corte. Le sue orecchie sono piccole, arrotondate e posizionate molto in basso sulla testa, un adattamento che gli permette di rimanere nascosto mentre scruta l’ambiente circostante. La sua famosa espressione, spesso percepita come “arrabbiata”, è dovuta proprio alla sua testa larga e alla posizione delle orecchie. Il suo mantello è uno dei più densi e folti nel regno dei felini, con un fitto sottopelo che si allunga ulteriormente durante i rigidi mesi invernali. Una delle sue peculiarità più note sono le pupille perennemente arrotondate, simili a quelle dei grandi felini come tigri e leoni, un tratto legato alla sua attività di caccia prevalentemente crepuscolare.

Habitat e distribuzione geografica

Il gatto di Pallas vive principalmente nelle steppe fredde e aride e nelle zone montuose rocciose dell’Asia centrale. La sua presenza è documentata in Mongolia, Kazakistan, Russia, Iran, Uzbekistan e Cina occidentale. È un animale estremamente resistente, capace di sopravvivere ad altitudini che possono superare i cinquemila metri. Solitamente, trova rifugio in grotte, crepacci rocciosi o tane abbandonate da altri animali come le marmotte. Questi rifugi offrono protezione sia dai predatori, come gli uccelli rapaci, sia dalle condizioni climatiche estreme. In Italia, l’unico esemplare visibile al pubblico è ospitato presso il parco faunistico La Torbiera di Agrate Conturbia (Novara).

Carta d’identità del gatto di Pallas

Questa tabella riassume le principali caratteristiche biologiche del felino.

Caratteristica Dettaglio
Nome scientifico Otocolobus manul
Peso medio Da 2.5 a 4.5 kg
Lunghezza (coda esclusa) Da 46 a 65 cm
Aspettativa di vita Circa 8-10 anni in natura, fino a 12 in cattività
Dieta principale Roditori, pika, piccoli uccelli e rettili
Stato di conservazione iucn Quasi minacciato (near threatened)

Comportamento, alimentazione e riproduzione

Il gatto di Pallas è un predatore crepuscolare e notturno. Attende il tramonto per uscire dal suo rifugio e andare a caccia, basandosi su una tecnica di agguato. La sua alimentazione si basa prevalentemente su piccoli mammiferi, in particolare roditori e pika (lepri fischianti), che costituiscono la maggior parte della sua dieta. Caccia anche uccelli che nidificano a terra, rettili e, occasionalmente, giovani marmotte. A differenza dei gatti domestici, il suo verso è molto particolare: non miagola ma emette una sorta di breve latrato o squittio acuto. È un animale strettamente solitario e territoriale. La stagione degli amori è molto breve e dopo una gestazione di circa 66-75 giorni, la femmina partorisce da 2 a 6 cuccioli, che diventano indipendenti intorno ai 4-5 mesi di età.

Stato di conservazione e minacce

La specie è classificata come “Quasi Minacciata” (Near Threatened) nella Lista Rossa della IUCN. Sebbene non sia ancora considerata a rischio immediato di estinzione, la sua popolazione è in declino. Le principali minacce derivano dal bracconaggio per la sua pregiata pelliccia e per l’uso di alcune sue parti nella medicina tradizionale. Un pericolo ancora maggiore è rappresentato dalla degradazione del suo habitat a causa dell’espansione delle attività umane, come l’allevamento e l’agricoltura. Inoltre, l’avvelenamento indiretto è un fattore significativo: le campagne di eradicazione dei pika, considerati nocivi per i raccolti, finiscono per avvelenare anche i loro predatori naturali. Per contrastare queste minacce, sono stati avviati progetti di tutela internazionali, come quelli promossi dal Pallas’s Cat International Conservation Alliance (PICA), che lavorano per la ricerca e la sensibilizzazione delle popolazioni locali.

Fonte immagine in evidenza: Wikimedia Commons

Articolo aggiornato il: 16/09/2025

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