Koleken inakayali è una nuova specie di dinosauro teropode, il cui fossile è stato rivenuto in Patagonia da un gruppo di paleontologi
Identikit del Koleken inakayali: la nuova scoperta in Patagonia
| Caratteristica | Dettaglio |
|---|---|
| Nome scientifico | Koleken inakayali |
| Gruppo di appartenenza | Teropode (famiglia Abelisauridae) |
| Luogo di ritrovamento | Patagonia, Argentina (La Colonia Formation) |
| Epoca geologica | Cretaceo superiore (Maastrichtiano) |
| Tratto distintivo | Braccia corte e cranio senza protuberanze ossee |
Indice dei contenuti
Il paleontologo Diego Pol e il suo gruppo di ricercatori argentini, statunitensi e hongkonghesi hanno scoperto una nuova specie di dinosauro teropode in Patagonia. Si tratta del Koleken inakayali, il quale, secondo le ricostruzioni degli studiosi, si contraddistingue dagli altri dinosauri carnivori per un paio di braccia corte che ricordano quelle del famosissimo Tyrannosaurus rex.
La notizia della scoperta del Koleken inakayali proviene da un comunicato stampa della nota rivista naturalistica National Geographic, la quale cita un articolo scientifico (consultabile su Wiley Online Library) che è stato pubblicato su Cladistics e redatto dallo stesso Pol in collaborazione con Mattia Antonio Baiano, Davide Nero, Fernando E. Novas, Ignacio A. Cerda e Michael Pittman.
Il Koleken inakayali, il fossile della nuova specie appartenente alla clado Abelisauridae
Il Koleken inakayali, come affermato da Pol e dai suoi colleghi, è una specie appartenente alla clado Abelisauridae, una famiglia di teropodi maggiormente diffusa in America meridionale, Africa, India e Madagascar, all’epoca parte del supercontinente Gondwana assieme all’Australia e all’Antartide.
A tale famiglia appartengono i seguenti generi:
- Carnotaurus (noto per il film Disney Dinosauri);
- Majungasaurus;
- Rahiolisaurus;
- Rajasaurus;
- Aucasaurus;
- Elemgasem;
- Skorpiovenator.
Lo scheletro di questa creatura, risalente al Cretaceo superiore (precisamente durante il Maastrichtiano, ovvero quando avvenne la famosa estinzione dei dinosauri), è stato rinvenuto in Argentina. Il Koleken inakayali condivide con il Carnotaurus un muso della stessa dimensione, ma si differenzia da quest’altro esemplare per la mancanza delle protuberanze ossee sul cranio e per la presenza di due zampe anteriori corte come quelle del Tyrannosaurus rex.
Diego Pol e il suo gruppo di ricerca descrivono le ossa del fossile rivenuto in Patagonia
Il gruppo di ricerca guidato da Pol ha nominato lo scheletro dell’esemplare con il codice identificativo MPEF-PV 10826. La ricostruzione dell’esemplare di Koleken inakayali ha evidenziato la presenza di diverse ossa incomplete e frammentate, tra cui:
- osso del pube sinistro;
- tibia e femore della zampa sinistra.
Quelle poche giunteci integre sono:
- atlante;
- osso sacro;
- perone, tibia e femore della zampa destra;
- astragalo e tarsale.
Alla scoperta della Patagonia del Cretaceo superiore
La nomenclatura scientifica Koleken inakayali deriva dalla lingua della popolazione amerinda locale Tehuelche e non dal latino o dal greco. Il nome Koleken si riferisce all’argilla della Patagonia, dalla quale è stato estratto lo scheletro del teropode; invece, inakayali si rifà al capo tribù Inakayal, vissuto nel XIX secolo, il quale affrontò il governo argentino.
L’esemplare è stato rivenuto in una zona della Patagonia denominata La Colonia Formation dagli studiosi internazionali, un luogo nel quale sono stati scoperti, nel corso degli ultimi vent’anni, diversi esemplari di fossili di pesci, di tartarughe, serpenti e plesiosauri ma anche diversi esemplari di dinosauri: un sauropode (il Titanomachya gimenezi) ed un esemplare di Carnotaurus sastrei.
La recente scoperta del Koleken inakayali, secondo il parere di Ian Miller, il responsabile della National Geographic Society, dimostra la notevole abbondanza di fossili nei territori di La Colonia e potrebbe dar vita ad una nuova collaborazione fra il team di ricercatori e la rivista naturalistica.
Fonte immagine di copertina: Pixabay
Articolo aggiornato il: 18 Febbraio 2026

