Il panorama italiano del wrestling è pronto a vivere un inizio estate di fuoco, condito con delle sfumature di evento storico per la disciplina sportiva. Difatti, come già menzionato il mese scorso, la WWE ha deciso di ritornare in Italia con uno dei suoi show di wrestling e intrattenimento. A differenza dello scorso anno dove gli atleti della federazione targata TKO si sono esibiti il 21 marzo 2025 all’Unipol Arena di Bologna nello show Friday Night Smackdown (ed altri house show in altri palazzetti non trasmessi in diretta), questa volta si parla di un vero e proprio tour italiano ed europeo: il WWE European Summer Tour.
Calendario ufficiale WWE European Summer Tour 2026 in Italia
| Data | Città | Evento | Sede |
|---|---|---|---|
| 31 maggio 2026 | Torino | Clash in Italy (PLE) | Inalpi Arena |
| 1 giugno 2026 | Torino | Monday Night Raw | Inalpi Arena |
| 5 giugno 2026 | Bologna | Friday Night Smackdown | Unipol Arena |
| 6 giugno 2026 | Roma | WWE Live (House Show) | Palazzo dello Sport |
| 7 giugno 2026 | Firenze | WWE Live (House Show) | Nelson Mandela Forum |
Indice dei contenuti
Le tappe del tour: Torino, Bologna, Roma e Firenze
Le date vanno dal 31 maggio al 7 giugno, partendo dal primo storico PLE (Premium Live Events, prima conosciuto come “pay-per-view”), ossia uno show speciale, chiamato “Clash in Italy“, che si terrà il 31 di maggio a Torino presso la Inalpi Arena, che ospiterà nella giornata seguente anche uno dei due show settimanali, ossia Monday Night Raw. Dopo qualche giorno, ossia il 5 giugno, la compagnia americana ritornerà dopo circa un anno proprio a Bologna, riproponendo uno show di Friday Night Smackdown. Nelle ultime due date invece, rispettivamente 6 e 7 giugno, nelle città di Roma e Firenze si terranno degli show che non verranno trasmessi dalle emittenti televisive.

Questo tour europeo della WWE rappresenta una vera e propria svolta per la scena pop italiana, che vede nel ritorno del wrestling nella scena mainstream italiana (dopo più di 10 anni) una possibilità di rinascita dell’intero settore del wrestling e dell’intrattenimento italiano.
Ma qual è il rapporto tra la scena pop italiana ed il wrestling della WWE?
Tutto ha inizio tra la metà degli anni ’80 e gli anni ’90, durante l’età dell’oro del wrestling, il quale iniziò ad avere successo sul suolo italiano grazie alla voce del celebre giornalista, commentatore sportivo ed allenatore di basket Dan Peterson che riusciva ad intrattenere alla perfezione (come suo solito) unendo storylines e tecnicismi della disciplina, istruendo il pubblico italiano di Italia 1 attraverso le figure di leggende come Hulk Hogan, Andre The Giant e The Ultimate Warrior.
Tra la fine del ’94 ed il 1995 però, le televisioni italiane decisero di interrompere la trasmissione della disciplina della WWF. Questa pausa durò ben 5 anni, quando su Italia 1 ritorna la disciplina. Questa volta però ad essere trasmesso non fu lo spettacolo di Vince McMahon, bensì il programma rivale di quei tempi, ovvero la WCW (World Championship Wrestling), che vantava atleti che avevamo ammirato nella WWF fino a poco tempo prima, tra cui Ric Flair, Sting, Goldberg, Kevin Nash, Bret Hart e Scott Hall, sempre commentati e narrati dalla voce del grande Peterson. In seguito, la WCW venne acquistata dallo stesso McMahon per monopolizzare così l’intero settore, portando ad un’era d’oro per la cultura pop americana e italiana, che catturava sugli schermi di Italia 1 un pubblico di tutte le età.
Da lì in poi, il wrestling divenne mainstream.
Dal commento di Dan Peterson a Ciccio Valenti
Difatti la WWF, poi diventata WWE, si diffuse a macchia d’olio in Italia dal 2002 in poi, con la trasmissione in chiaro di episodi settimanali di Friday Night Smackdown, con il commento esilarante ed iconico di Giacomo “Ciccio” Valenti e Christian Recalcati. Dal 2002 al 2007 narrarono i match nel periodo di massima popolarità, la “Ruthless Aggression era“, con atleti di caratura come The Undertaker, Batista, John Cena, The Rock, Rey Mysterio, Kurt Angle ed il nostrano Nunzio, pupillo dei commentatori.
Questo portò ad una crescita esponenziale della disciplina sia in termini di popolarità sia in termini economici, con numeri da capogiro nel merchandising tra maglie, riviste, videogiochi e figurine, secondi solo allo sport nazionale italiano, il calcio.
Il wrestling continuava a crescere, arrivando a dei picchi altissimi per i fan, descritti da momenti come la vittoria del titolo intercontinentale da parte dell’italiano Santino Marella durante una puntata di Raw a Milano o anche la partecipazione di John Cena a Sanremo nell’edizione del 2006. Momenti enormi per la cultura pop.


Il declino: le tragedie di Eddie Guerrero e Chris Benoit
Il declino della WWE in Italia iniziò proprio nel 2007, in seguito alla morte di uno degli atleti più amati, Eddie Guerrero, per un attacco cardiaco. A rincarare la dose, pochi mesi dopo, il noto caso di Chris Benoit, tragedia che vide commessi un duplice omicidio ai danni della moglie e del figlio e il suicidio dello stesso atleta. Entrambi gli episodi vennero visti sotto cattiva luce dalle emittenti televisive italiane, specialmente per quanto riguarda l’uso di sostanze etichettate come motivazioni alla base delle tragedie.

Da questo momento in poi, Italia 1 interruppe la messa in onda degli eventi WWE, lasciando l’esclusiva negli anni ad altri canali in chiaro come Cielo, K2 o Dmax, oltre agli eventi su Sky. Il fenomeno culturale calò vistosamente, con show in Italia a cadenza rara, come quella risalente al 2014 a Roma.

La rinascita: la Renaissance Era e l’accordo con Netflix

Come il 90% di ciò che nasce e si rimodella oggi, la rinascita è avvenuta grazie ai social. Grazie al lavoro di svariati creator su YouTube, TikTok e Instagram, i fan italiani si sono uniti al movimento della “Renaissance era“, a seguito dell’acquisizione della compagnia da parte di TKO Group, con Triple H a capo del settore creativo.
Questo rinascimento ha riportato la federazione di Stamford ad una nuova epoca rosea, grazie anche agli accordi firmati con Netflix, che permetteranno di vedere tutti gli show settimanali sulla piattaforma più diffusa. Lusso che, dall’1 aprile, toccherà finalmente anche ai fan italiani. Grazie alla “Renaissance era”, ogni appassionato potrà rivedere da vicino atleti del calibro di CM Punk, Randy Orton, Rhea Ripley, Iyo Sky e l’italiana Giulia.
Articolo aggiornato il: 10 Marzo 2026

